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Iran - country profile



Numero di cristiani
:    200.000-1.000.000
                                         100.000 armeni e assiri
Il resto dei cristiani sono ex-musulmani, ma il loro numero esatto non si conosce, data la forte persecuzione. Varia probabilmente dai 100.000 a 1 milione di credenti.

Notizie generali

La Repubblica Islamica dell'Iran è un paese mediorientale, situato nel sud-ovest asiatico.
Un tempo noto come Persia, il 21 marzo del 1935 lo scià Reza Pahlavi chiese formalmente alla comunità internazionale di riferirsi al Paese con il nome originario di Iran, ovvero "(paese) degli Arii". Alcuni studiosi protestarono contro questa decisione perché il cambio di nome avrebbe separato il Paese dalla sua storia. Nel 1959, lo scià annunciò che sia il nome di Persia che quello di Iran potevano essere usati indifferentemente.
Con una superficie totale di 1.648.195 km2, ospita una popolazione di 68.278.826 abitanti, la lingua ufficiale è il farsi, la capitale è Teheran e la valuta è il Rial iraniano.
Interessante: l'Iran da anni è la prima industria cinematografica del Medio Oriente. In Asia è seconda a quella dell'India e la settima del mondo intero. Nel 2006 ha prodotto 100 film, 200 serial tv, 2.400 tra corti e documentari. Tale industria è spesso al servizio del regime.

Fonti di oppressione e persecuzione

1.    Il governo conservatore di Ahmadinejad (elezioni del febbraio 2004 e del giugno 2009) ha seguito una politica anti-cristiana radicale, in particolare prendendo di mira i leader delle chiese evangeliche. Nel 2004 sono stati messi in carcere più di 400 leader attivi, diversi leader di piccole cellule e anche cristiani ex musulmani. Il 2004 è stato l’anno in cui la chiesa ha subito imponenti pressioni.
2.    Molte chiese sono popolate da svariati membri durante i servizi. Tali servizi però sono tenuti sotto controllo dalla polizia segreta, che spesso interviene (anche nelle comunità familiari e nelle cellule) arrestando i leader e anche picchiandoli pesantemente. Un esempio emblematico è il caso di una coppia cristiana morta a causa delle botte inferte dalla polizia segreta lo scorso agosto (2008).
3.    A volte, le persone che si convertono, subiscono oltraggi da parte dei familiari. Questi casi sono più frequenti fuori dalla capitale, dove i convertiti possono essere costretti ad andarsene e dove possono essere consegnati nelle mani delle autorità religiose.
4.    Sono anche di altro tipo le pressioni vengono esercitate nei confronti di chi è cristiano: perdita di lavoro, ostacoli di ogni genere alla propria attività imprenditoriale e simili.   

Sviluppi positivi

1.    Il numero di cristiani cresce costantemente. Sono comparse nuove cellule, sia nella capitale sia nelle città provinciali più piccole, posti dove non c’erano mai state chiese cristiane prima di allora. Aumenta la repressione e quasi come una conseguenza, aumenta il numero di cristiani.
2.    Dopo un periodo davvero oscuro dall’agosto del 2004 al giugno del 2006, sembra (è d’obbligo il condizionale) che ora si aprano nuove possibilità per la diffusione di materiale di studio cristiano.

Sviluppi negativi

1.    Il governo ha cercato di influenzare i vertici di tutte le più importanti denominazioni protestanti con la forza. Nella primavera del 2004, i leader delle chiese anglicane e presbiteriane sono stati attaccati ripetutamente. In autunno, tutti gli 80 leader delle Assemblee di Dio sono stati arrestati.
2.    Il peggioramento delle relazioni con l’Europa e gli USA ha reso sempre più difficile il rilascio dei visti per l’Iran.
3.    A causa della crescente pressione che il governo esercita sulle chiese, molte rischiano di disgregarsi e spesso devono affrontare anche divisioni interne. Questo rende sempre più difficile il lavoro delle missioni in questo paese.
4.    Le cellule e comunità familiari sopravvivono spesso nel segreto e ciò crea una sequela di problemi. Per prima cosa è ancora molto difficile distribuire materiale biblico. Secondo è difficile raggiungere le persone che necessitano di preparazione biblica. Terzo la maggior parte dei cristiani sono molto giovani e hanno bisogno di essere formati attraverso studi biblici, seminari e materiale didattico, ma è assai difficile fornirglielo. Ciò comporta inoltre una gran necessità di leader preparati.
5.    La recente rielezione di Ahmadinejad alla presidenza ha portato scompiglio nel paese; manifestazioni di protesta si sono ripetute un po' dappertutto, disperse con la violenza dalle forze governative; evidenti brogli elettorali sono stati commessi, addirittura sono stati ammessi dai garanti della giustizia iraniana, ma per ora i leader che contano desiderano mantenere saldo il potere di Ahmadinejad. Vi è una situazione di tensione diffusa nel paese, senza contare che il governo iraniano sembra proseguire senza esitazioni il proprio programma nucleare nonostante gli ammonimenti da parte di molti stati occidentali e non (USA in testa).

Sviluppi politici e sociali

L’attuale presidente Ahmadinejad è stato eletto nel giugno del 2005. Malgrado le sue promesse, non è riuscito ad aumentare i posti di lavoro e a venire incontro alla crescente richiesta della società iraniana. La maggior parte della popolazione vive in povertà e questo fatto rende l’Iran un paese del Terzo Mondo. La vita in città come Tehran è molto costosa. La maggior parte delle persone che vive in questo paese cova un malcontento per la propria situazione e per la mancanza di risposta da parte dello stato. Ad essere particolarmente scontenti sono i giovani, che compongono ben il 60% della popolazione. Le università si sono trasformate in un feudo della parte conservatrice, con il licenziamento diretto dei docenti più liberali, e questo per assicurarsi che i giovani crescano seguendo dettami religiosi profondamente chiusi e assai pericolosi.

L’attuale governo sta quindi cercando di restaurare le leggi islamiche. Le donne sono messe particolarmente sotto pressione in Iran, hanno meno diritti degli uomini e le loro condizioni di vita sembrano progressivamente peggiorare. Sebbene le donne siano ben rappresentate all’università, a molte di loro ora è ostacolato l’accesso alla cultura e al lavoro.
Inoltre il governo sembra attuare una politica di controllo anche su internet, con la chiusura di siti e la creazione di ostacoli all’accesso alla rete.

L'Iran si è già dotato da una ventina d'anni, ufficialmente a scopi civili, di centrali nucleari con tecnologia principalmente fornita dalla Russia allo scopo di ridurre la sua dipendenza dal petrolio (l'Iran consuma ad uso interno il 40% del greggio che estrae). L'accerchiamento americano dell'Iran (gli Stati Uniti hanno basi militari ed aeree in Iraq, Turchia, Afghanistan e Pakistan), il fatto che sia circondato da Stati in possesso della bomba atomica (India, Pakistan ed Israele) ha portato il governo iraniano a decidere di arricchire da solo l'uranio usato come combustibile nelle proprie centrali nucleari: questa decisione può prefigurare un tentativo di costruzione di armi nucleari. Ciò, insieme alle fraintese dichiarazioni del presidente Ahmadinejad circa "la distruzione dello Stato di Israele", ha provocato la reazione della comunità internazionale, originando una crisi dagli sviluppi ancora non prevedibili. In proposito, Maḥmūd Aḥmadinejād sostiene il diritto dell'Iran ad avere la propria tecnologia nucleare, così come ne dispongono molti altri paesi (Europa, USA, Israele, Cina, Giappone, Russia, ecc.).

Storia e descrizione della chiesa

L’Iran ha una lunga storia biblica. Nel Vecchio Testamento molte persone vivevano o provenivano da Elam, una provincia dell’attuale Iran. Daniele, Ester e Nehemia vivevano in Iran, tra gli altri. La chiesa cristiana esisteva da tempo quando venne introdotto l’Islam, ma dopo tale introduzione venne oppressa e perseguitata. Quindi dopo la Rivoluzione Islamica si è assistito ad una forte diminuzione del numero dei cristiani e delle chiese, spesso per via dell’inevitabile emigrazione.
Il numero dei cristiani oggi in Iran è molto incerto. La popolazione al tempo della rivoluzione islamica nel 1978 era di circa 35 milioni con una minoranza cristiana che contava circa 300.000 armeni e assiri e circa 10.000 cristiani ex musulmani. Oggi l’Iran conta poco meno di 70 milioni di abitanti, tra i quali il numero di cristiani armeni e assiri è sceso fino a 120.000, mentre il numero dei cristiani ex musulmani potrebbe essere di 100.000 ed è in continua crescita. La stima però è veramente incerta e potrebbe salire addirittura fino a 1 milione di credenti. La forte persecuzione non ci permette di avere dati più precisi. Il governo ha, infatti, chiuso la maggior parte delle chiese protestanti e continua a esercitare pressioni sulle varie cellule presenti sul territorio; inoltre molti dei musulmani che si convertono, non hanno la possibilità di frequentare una chiesa e sono costretti a praticare la propria fede di nascosto o trovarsi non di frequente in piccoli gruppi.

Gli ayatollah hanno perso credibilità presso la popolazione. Nelle ultime elezioni i conservatori hanno preso solo il 15% dei voti. Gran parte della popolazione non è più soddisfatta dall’Islam ed è pronta ad aprirsi verso altri credi e “punti di vista”. Si sta verificando, infatti, un ritorno allo Zoroastrismo, al materialismo o, in alternativa, al Cristianesimo. Dopo queste tre, ma su scala minore, troviamo anche un’adesione al movimento Bahai e ai testimoni di Geova.

La sfida della chiesa iraniana di oggi è di formare e addestrare un numero sufficiente di leader cristiani ex musulmani e di riuscire a riunire i pochi cristiani presenti in Iran. L’altra minaccia è l’emigrazione. Molti armeni e assiri sono fuggiti (2 su 3 negli ultimi 25 anni) e molti ex musulmani stanno seguendo il loro esempio.


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