
Fino a qualche giorno fa i riflettori del mondo sono stati puntati sulla Cina, soprattutto in virtù dell’attesissima visita del Presidente americano
Barak Hussein Obama. Alla ricerca di una nuova dimensione nelle relazioni USA-Cina, Obama non ha mancato di affrontare un tema spinoso come quello dei diritti umani, sapendo che in Cina continuano ad esistere palesi violazioni in questo senso. “
I diritti umani dovrebbero essere garantiti a ognuno, anche alle minoranze etniche e religiose, tanto che vivano negli Stati Uniti, in Cina o altrove”, ha dichiarato il Presidente americano durante un discorso davanti a 300 studenti cinesi, mentre tv e web cinesi lo censuravano inesorabilmente. In Cina, infatti, il web è sottoposto a una pesante censura, soprannominata addirittura “La Grande Muraglia di fuoco” dagli internauti cinesi. In questo grande paese le libertà, specie religiose, non sono ancora garantite, anzi spesso il governo si macchia di ingiustificate discriminazioni e vessazioni, retaggio di un passato che città come Shanghai (dov’era in visita il Presidente Obama) dimostrano essere ormai accantonato.
Un cristiano Uyghur della problematica regione cinese dello Xinjiang è stato rilasciato dopo 2 anni di detenzione in un campo di lavori forzati, accusato di “proselitismo illegale” e di aver “rivelato segreti di stato”. Per la precisione, per Osman Imin (Wusiman Yaming in Cinese), leader di una comunità familiare, si sono aperte le porte del carcere mercoledì 18 novembre 2009, dopo che