
I cristiani nord coreani hanno chiesto a Porte Aperte maggiori aiuti, soprattutto in termini di preghiere. I leader delle chiese hanno riferito alle organizzazioni che si occupano della Chiesa perseguitata, che il governo nord coreano ha “richiesto” ai suoi cittadini un altro periodo di sacrifici per lo Stato, chiamandolo “100 giorni di combattimento”. Questa mobilitazione in sostanza prevede che ogni cittadino debba lavorare attivamente per lo Stato: ciò significa che si ha poco tempo - o non se ne ha proprio - per lavorare per il proprio sostentamento. Chi viene trovato per la strada senza una valida giustificazione verrà spedito direttamente in uno dei famigerati campi di lavoro. “
In questo periodo, la gente non ha l’opportunità di badare al proprio sostentamento. Nella provincia di Hwangae è normale vedere cadaveri di bambini ai lati delle strade” secondo una nostra fonte locale.
La dittatura filo-comunista del Caro Leader Kim Jong-Il non è stata decisamente in grado di sfamare il proprio popolo. Negli anni ’90,