
Le autorità cinesi hanno serenamente condannato il cristiano Uyghur,
Alimjan Yimit (Alimujiang Yimiti in cinese), a ben
15 anni di prigione con l’accusa di “
aver rivelato segreti di stato ad organizzazioni straniere”. Apparentemente l’accusa al 36enne leader di comunità familiari, detenuto per ben 2 lunghissimi anni (in attesa di un processo di cui nessuno aveva notizie certe) nel Centro di Detenzione di
Kashgar della problematica regione dello
Xinjiang, è basata su interviste rilasciate dallo stesso a dei media non nazionali, secondo quanto riferisce il suo avvocato
Li Dunyong. “
La sentenza di 15 anni è incredibilmente severa”, ha dichiarato l’avvocato. “
E’ la massima pena possibile per l’accusa di divulgazione di segreti di stato, il che significa che le azioni di Alimjan avrebbero causato danni irreparabili alla sicurezza nazionale!”
Il presidente dell’organizzazione
China Aid Association, Bob Fu, ha dichiarato che questa condanna è in assoluto la più pesante che sia mai stata comminata a un leader di comunità familiari cristiane. “
L’intero pianeta dovrebbe alzare la voce di fronte a questa ingiustizia contro un innocente, il pastore Alimjan. Noi chiamiamo in causa le Nazioni Unite e tutte le persone di coscienza in tutto il mondo, affinché protestino massicciamente contro il governo cinese per questo inaccettabile caso di persecuzione religiosa”, ha continuato il presidente della CAA, mettendo in chiaro la
matrice persecutoria della sentenza contro un uomo innocente, colpevole solo di essere un cristiano. A quanto pare Alimjan, se le autorità non lo ostacoleranno ancora come di fatto è avvenuto in questi due anni di detenzione praticamente illegale, ricorrerà in appello.
Il Dipartimento di Sicurezza Statale di