cover_07.jpg
Corea del Nord: siamo al panico e alla disperazione     Pakistan: ancora attacchi     Kirghizistan: cala il silenzio, rimane l’emergenza     Etiopia: elezioni tra brogli e minacce     Pakistan: il continuo declino di un paese perduto     Kirghizistan: 184 morti in pochi giorni di violenze     Corea del Nord: scelto il nuovo premier nel paese più ostile ai cristiani     Iran: Maryam e Marzieh sono state assolte!     Marocco: seconda ondata di espulsioni     Yemen: liberate le bambine tedesche rapite nel 2009     Etiopia: storie difficili     Nigeria: è morto il presidente Yar'Adua     Iraq: autobomba contro studenti cristiani    
by freefind
  News
Archivio | Country profile | Calendario di Preghiera

Sudan: la persecuzione valica le frontiere

14 dicembre 2009 - Sudan

Una donna sudanese fuggita dal suo paese e rifugiatasi in Egitto dopo essersi convertita dall’Islam al Cristianesimo, vive ora nella paura e nel segreto, dato che la sua famiglia d’origine, inferocita per l’affronto, la sta cercando. Howida Ali, questo il suo nome, si è ritrovata nuovamente in un incubo quando, dopo la difficile scelta di fuggire di fronte al terrore di essere scoperta, ha saputo che suo fratello e il suo ex marito hanno tentato di rapire suo figlio all’uscita da scuola (un bambino di 10 anni). “Ho paura che mio fratello riesca a trovarmi” ci ha detto Ali (38 anni) dopo essersi trasferita in un’altra zona lontana dal Cairo, dov’è avvenuto il tentativo di rapimento. “Il loro scopo è quello di riportarci in Sudan e là di costringerci con la forza a tornare all’Islam oppure infliggerci la pena di morte secondo la Sharia”.
Nel 2001 Ali fu costretta a divorziare da suo marito a causa della dipendenza dalla droga di quest’ultimo: ciò avvenne ancora prima che lei si convertisse al Cristianesimo. Dopo il divorzio tornò a vivere dai suoi genitori a Khartoum (tutti, lei stessa, musulmani) e fu in quel periodo che la notte iniziò a fare dei sogni su Gesù. Condivise questi sogni con un’amica, la quale le disse che erano cose da cristiani: ciò, invece di farla desistere, la spinse a cercare un’amica cristiana della parte sud del Sudan, la quale le parlò apertamente di Cristo e pregò con lei. Da qui nacque un cammino che la condusse a convertirsi al Cristianesimo. Il terrore di essere scoperta dalla sua famiglia (in queste zone l’abbandono dell’Islam è punito severamente), la indusse nel 2007 a scappare con il suo bambino di 8 anni, aiutata da amici cristiani. Si rifugiò al Cairo da lontani parenti, anch’essi musulmani (l’unico modo per una donna sola con un bambino di sopravvivere), senza svelare però a nessuno la sua conversione e frequentando la chiesa solo di nascosto. La pace, però, durò pochissimo: i parenti scoprirono la sua conversione e avvisarono immediatamente la famiglia di origine.

Dapprima Ali si è rifugiata nella All Saints’ Cathedral, poi, con l’aiuto della comunità cristiana (nella foto una chiesa locale sudanese), è stata spostata in un appartamento. Ali è convinta che la uccideranno per la sua conversione; il tentativo di rapire suo figlio è stato sventato solo grazie al coraggio del direttore della scuola cristiana che frequentava il bambino, il quale non ha permesso all’ex marito e al fratello di prenderlo. Nel terrore di essere presa, Ali ha tentato una fuga disperata in Israele, ma le autorità egiziane l’hanno bloccata e arrestata al confine, tenendola in carcere per ben 2 mesi, mentre il figlio è stato dato in affidamento a una famiglia musulmana. All’uscita di prigione, Ali si è battuta per riavere il suo bambino e in ottobre ce l’ha fatta.

Abbiamo smesso di uscire di casa o di andare in chiesa” ci ha detto Ali. “Mio figlio non può più andare a scuola come prima. Non possiamo più vivere le nostre vite come prima. Non posso di certo partecipare agli studi biblici o alle riunioni di preghiera; dal punto di vista spirituale dipendo esclusivamente da me stessa”.
Questa donna è convinta che l’unico modo per lei di vivere apertamente la sua fede sia quello di trovare asilo politico in un paese in cui vi sia una reale libertà religiosa.
E’ proprio il caso di dire che la persecuzione valica le frontiere.

‹ torna indietro  |  « pagina precedente  -  pagina successiva »
il_contrabbandiere.jpg



Globo terrestre della persecuzione

© Porte Aperte Italia 2002-2007 | All rights reserved.