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Una donna sudanese fuggita dal suo paese e rifugiatasi in Egitto dopo essersi convertita dall’Islam al Cristianesimo, vive ora nella paura e nel segreto, dato che la sua famiglia d’origine, inferocita per l’affronto, la sta cercando. Howida Ali, questo il suo nome, si è ritrovata nuovamente in un incubo quando, dopo la difficile scelta di fuggire di fronte al terrore di essere scoperta, ha saputo che
suo fratello e il suo ex marito hanno tentato di rapire suo figlio all’uscita da scuola (un bambino di 10 anni). “
Ho paura che mio fratello riesca a trovarmi” ci ha detto Ali (38 anni) dopo essersi trasferita in un’altra zona lontana dal Cairo, dov’è avvenuto il tentativo di rapimento. “
Il loro scopo è quello di riportarci in Sudan e là di costringerci con la forza a tornare all’Islam oppure infliggerci la pena di morte secondo la Sharia”.
Nel 2001 Ali fu costretta a divorziare da suo marito a causa della dipendenza dalla droga di quest’ultimo: ciò avvenne ancora prima che lei si convertisse al Cristianesimo. Dopo il divorzio tornò a vivere dai suoi genitori a Khartoum (tutti, lei stessa, musulmani) e fu in quel periodo che la notte iniziò a fare dei sogni su Gesù. Condivise questi sogni con un’amica, la quale le disse che erano cose da cristiani: ciò, invece di farla desistere, la spinse a cercare un’amica cristiana della parte sud del Sudan, la quale le parlò apertamente di Cristo e pregò con lei. Da qui nacque un cammino che la condusse a convertirsi al Cristianesimo. Il terrore di essere scoperta dalla sua famiglia (in queste zone l’abbandono dell’Islam è punito severamente), la indusse nel 2007 a scappare con il suo bambino di 8 anni, aiutata da amici cristiani. Si rifugiò al Cairo da lontani parenti, anch’essi musulmani (l’unico modo per una donna sola con un bambino di sopravvivere), senza svelare però a nessuno la sua conversione e frequentando la chiesa solo di nascosto.