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Iran: nuove manifestazioni e nuovi scontri

21 dicembre 2009 - Iran

È indubbio che l’Iran stia costantemente facendo parlare di sé, soprattutto per la sconsiderata politica internazionale del rieletto leader Ahmadinejad. Ma, come probabilmente saprete, si parla molto di Iran anche per la profonda, lacerante contestazione che la rielezione del suddetto presidente conservatore ha provocato nel paese, tra cortei di protesta e repressioni nel sangue da parte del regime. Non sono di certo finite le manifestazioni, che in più occasioni hanno riunito in piazza giovani e meno giovani in un motto di protesta di un popolo stanco di essere oppresso da un regime che assolutamente non risolve i problemi ma piuttosto li acuisce, nonostante la violenza usata nella soppressione di ogni opposizione, tra arresti, torture, sparizioni e, purtroppo, uccisioni. Mentre Ahmadinejad continua il suo balletto di provocazioni nel teatro internazionale, tra test su missili a lunga gittata e inquietanti rivelazioni sui programmi nucleari, passando per il già visto copione delle finte dichiarazioni di distensione, il suo popolo sembra non riconoscere più lui e l’entourage che lo appoggia come leader del paese, nonostante le sue minacce contro qualsiasi forma di opposizione e la pesante censura nei mezzi di comunicazione.
Una folla di centinaia di migliaia (si parla di oltre 500 mila persone), secondo i siti che sfuggono alla censura, si è radunata nella città santa iraniana di Qom per i funerali del grande ayatollah anti-regime Hossein Ali Montazeri, e sembra che non siano mancati anche in questa occasione gli slogan anti-governativi. La polizia, a quanto pare, ha caricato gruppi di partecipanti al funerale per far tacere le persone che scandivano slogan dinanzi all'abitazione dell'ayatollah (un acceso oppositore del regime attuale, che pubblicamente lo considerava distante dall’anima stessa della vera Repubblica Islamica dell’Iran): di conseguenza la gente avrebbe reagito lanciando pietre all'indirizzo degli agenti. Ovviamente le autorità di Teheran hanno vietato alla stampa straniera di partecipare ai funerali, per continuare con forza sulla linea della censura e della manipolazione delle informazioni attraverso i media asserviti al regime. 

Vale la pena ricordare che proprio in Iran sopravvive una comunità di cristiani che con tenacia cerca di sfuggire alla persecuzione che questo regime le riserva con meticolosa efficacia. Molti si riuniscono di nascosto, con culti improvvisati in auto, girando per le città, o in case private, cantine, ovunque: sfidare il regime è un rischio elevatissimo. Nonostante gli infiniti problemi in cui versa questo grande paese, le autorità trovano comunque il tempo per vessare i cristiani (leggete anche Iran: la tensione internazionale si ripercuote sui cristiani) e in mezzo al caos, partono gli arresti indiscriminati da parte della polizia segreta. Abbiamo esultato per la liberazione delle due giovani Maryam e Marzieh, oggetto di una nostra specifica campagna internazionale (leggi anche Iran: Maryam e Marzieh sono state rilasciate!): vi ricordiamo che queste sorelle rimangono sotto lo stretto controllo delle autorità e che la vita dei credenti in Iran, con questa instabilità di governo, non migliora di certo. D’altronde, vi è l’estrema necessità di pregare per questo paese, affinché questa vera e propria rivoluzione che viene costantemente repressa, porti alla fine a dei risultati positivi, anche per i cristiani iraniani.

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