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Indonesia: la folla non vuole il culto

4 gennaio 2010 - Indonesia

Più di 1.000 persone hanno protestato con veemenza contro un culto fatto in questi giorni dalla chiesa locale di Bekasi, ovest di Java: l’Indonesia rimane a tutt’oggi il più popoloso stato a maggioranza musulmana del mondo, dove le minoranze, cristiana in testa, subiscono soprusi, discriminazioni e persecuzioni di vario tipo. I credenti della chiesa Filadelfia Huria Kristen Batak Protestan Church sono stati costretti a interrompere il culto e la santa cena, impauriti dalla folla urlante. Il 24 dicembre, la chiesa aveva in programma un servizio intorno alle 21 nella struttura semi-permanente (un tendone), ma già dalle 18 una folla furente si era riunita gridando slogan e chiedendo che nessun culto venisse fatto e che la chiesa fosse rimossa in quanto non in possesso dei relativi permessi. La comunità non ha ancora una struttura permanente, nonostante da ben più di due anni stia combattendo per ottenere i relativi permessi (assai difficili da ottenere per una comunità cristiana).
E’ intervenuta la polizia e l’esercito, per proteggere circa 200 cristiani che, nonostante i blocchi e le intimidazioni della folla, non hanno rinunciato a riunirsi in chiesa; grazie a questo il culto è stato portato a termine senza incidenti di rilievo, ma in uno stato di tensione permanente viste le urla della folla. I poliziotti, poi, sono rimasti a proteggere la proprietà della chiesa. Il pastore Palti Panjaitan ha dichiarato che la folla ha bloccato alcune strade, impedendo ai fedeli di raggiungere la chiesa; dopo discussioni varie e con l’intervento delle forze dell’ordine, quasi tutti sono riusciti ad arrivare alla tenda.

Il terreno su cui si trova la tenda è stato regolarmente acquistato dalla chiesa, ma il permesso a costruire un edificio adibito a locale di culto - per stessa ammissione dei dirigenti della nona circoscrizione del villaggio di Jejalan nel distretto di Bekasi - è in fase di elaborazione da oltre 2 anni. Da qui la ragione per cui la comunità, su un terreno di proprietà e con il regolare nullaosta del venditore, abbia deciso di erigere una tenda per le riunioni. Il pastore Panjaitan è in attesa del permesso di costruire per iniziare i lavori, nella speranza che il vicinato non si opponga fisicamente. Purtroppo il pastore è stato già più volte minacciato sin all’inizio, nel 2000, quando si riunivano nelle case; la realtà di fondo è che il resto della popolazione nega la possibilità di esistere ai cristiani. 

In una terra a maggioranza musulmana sembra inevitabile che non vi sia la libertà per le minoranze cristiane di avere uno spazio dove pregare, riunirsi e celebrare i culti, e questo non è altro che uno dei tanti casi registrati in questo periodo.

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