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Più di 1.000 persone hanno protestato con veemenza contro un culto fatto in questi giorni dalla chiesa locale di
Bekasi, ovest di Java: l’Indonesia rimane a tutt’oggi il più popoloso stato a maggioranza musulmana del mondo, dove le minoranze, cristiana in testa, subiscono soprusi, discriminazioni e persecuzioni di vario tipo. I credenti della chiesa
Filadelfia Huria Kristen Batak Protestan Church sono stati costretti a interrompere il culto e la santa cena, impauriti dalla folla urlante. Il 24 dicembre, la chiesa aveva in programma un servizio intorno alle 21 nella struttura semi-permanente (un tendone), ma già dalle
18 una folla furente si era riunita gridando slogan e chiedendo che nessun culto venisse fatto e che la chiesa fosse rimossa in quanto non in possesso dei relativi permessi. La comunità non ha ancora una struttura permanente, nonostante da ben più di due anni stia combattendo per ottenere i relativi permessi (assai difficili da ottenere per una comunità cristiana).
E’ intervenuta la polizia e l’esercito, per proteggere circa 200 cristiani che, nonostante i blocchi e le intimidazioni della folla, non hanno rinunciato a riunirsi in chiesa; grazie a questo il culto è stato portato a termine senza incidenti di rilievo, ma in uno stato di tensione permanente viste le urla della folla. I poliziotti, poi, sono rimasti a proteggere la proprietà della chiesa. Il pastore