
Un’ondata di arresti ha colpito in Iran le comunità cristiane familiari durante questo periodo di festa, una sorta di regalo natalizio da parte delle autorità iraniane, già oberate di lavoro nella repressione feroce dei moti di protesta contro il regime di Ahmadinejad. Trapelano continuamente indiscrezioni, immagini e video dall’Iran, i media internazionali raccolgono tutto il possibile, la censura è sempre più fitta, ma il popolo iraniano non cede, continua la sua protesta contro la dittatura di Ahmadinejad e compagni; decine di morti (anche il nipote del leader dell’opposizione Mussavi, il cui corpo è stato restituito alla famiglia solo dietro promessa di svolgere i funerali in gran segreto e controllati dalla polizia), ormai migliaia di arresti, torture, violenze di ogni tipo, l’Iran sta vivendo una rivoluzione repressa nel sangue e, come sempre accade in questi casi, i governanti massimi rimangono accecati dal potere nei loro palazzi d’oro e violentano il loro stesso popolo.
Alcuni ufficiali delle forze di sicurezza in possesso di un mandato della Corte Rivoluzionaria di