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Nigeria: scontri a Jos, di nuovo morte e terrore!20 gennaio 2010 – Nigeria Ancora scontri a Jos, nello stato di Plateau, dopo i tragici eventi del 2008, di nuovo morte e terrore per le strade dei quartieri dove coesistono cristiani e musulmani e di nuovo caos e contraddizioni nelle informazioni che ci giungono attraverso la stampa nazionale e internazionale. Come sempre in questi casi, le notizie attendibili sono un bene assai raro, perciò siamo in contatto diretto con le nostre fonti in loco. Esattamente come nella passata ondata di violenza, i primi riscontri che ci arrivano da agenzie di stampa Reuters, Ansa e Afp, parlano di scontri interreligiosi tra cristiani e musulmani e sin dalla prima eco di violenze è sempre un imam musulmano a essere intervistato, che parla di corpi ammassati dentro una moschea. Esattamente come in passato questi corpi non sono visibili e vengono seppelliti subito, in funerali collettivi, che tagliano fuori ogni possibilità di vedere se tali corpi siano di cristiani o musulmani (lo stesso abbigliamento è indicativo e spesso fuga ogni dubbio sulla provenienza della persona). La disinformazione è costante, così come potemmo constatare personalmente con il nostro viaggio del 2009 proprio a Jos: vi sono ancora famiglie che non hanno nemmeno ritrovato il corpo dei loro cari, seppellito chissà dove, mentre in questi giorni la violenza riesplode. Il bilancio cresce (300 morti dice Il Corriere, 200 dice invece Il Giornale, un po’ meno Ansa e Reuters), si odono ancora spari in vari quartieri (Kuru Karama, Bisiji, Sabongidan e Kanar, ma anche Nassarawa Gwom), vige addirittura il coprifuoco totale, estremisti vestiti da militari fanno fuoco per la strada, mentre i musulmani da più fronti danno resoconti di centinaia e centinaia di morti. Caos e subdola propaganda buttano benzina sul fuoco.
Il quotidiano locale This Day scrive che all’origine delle violenze ci sarebbe una banale lite tra un cristiano e un musulmano per una questione di confini, mentre secondo l’Avvenire e altre agenzie, gli scontri sarebbero stati provocati dalla decisione di costruire una moschea nel quartiere a maggioranza cristiana di Nassarawa Gwom. La famosa ONG internazionale Human Rights Watch, riporta invece una dichiarazione del commissario di polizia dello Stato di Plateau, Greg Anyating, il quale ufficialmente identifica come responsabile degli inizi degli scontri (quindi domenica) un gruppo di giovani estremisti islamici, che aggredendo un gruppo di cristiani riuniti per un servizio hanno dato il via all’inarrestabile ondata di violenze, saccheggi e morti. Giungono immagini di incendi di case, negozi, auto e chiese (una tecnica usata dai musulmani anche in passato per colonizzare intere aree a maggioranza cristiana, come testimoniano i nostri reportage: per approfondimenti ascoltate le puntate del nostro programma radio dedicate alla Nigeria), ma anche alcune moschee risulterebbero danneggiate. Le autorità nigeriane si rimbalzano responsabilità di intervento, parlando in un primo momento di situazione totalmente sotto controllo (per voce del Vice-Presidente Goodluck Jonathan, ambasciatore del discusso presidente di fede musulmana Umaru Yar’Adua), poi impongono il coprifuoco, inviando militari e polizia per arginare una situazione davvero terrificante. La Croce Rossa parla di 4000 sfollati, confermati – secondo il giornale This Day – dall’ispettore Generale di Polizia, Ogbonna Onovo; Human Rights Watch, invece, parla di 5000 persone evacuate per evitare ulteriori scontri, mentre sono molte le abitazioni date alle fiamme.
Le fonti di Porte Aperte Le nostre fonti (direttamente da Jos) confermano la dichiarazione del commissario di polizia dello Stato di Plateau, Greggory Anyating, secondo cui ad attaccare per primi sarebbero stati i membri di un gruppo di giovani musulmani, prendendo come obiettivo la St. Michael’s Catholic Church di Nasarawa Gwong. Altri attacchi si sono registrati presso le varie comunità della Chiesa Apostolica di Cristo, delle Assemblee di Dio, della Chiesa di Cristo in Nigeria (COCIN) e altri due edifici dell’Evangelical Church of West Africa (ECWA), ma sono dati in continuo aggiornamento e assolutamente non definitivi. Chuwang Avou, segretario nazionale della Christian Association of Nigeria (CAN), ha dichiarato: “Gruppi di giovani musulmani hanno fatto irruzione in alcune chiese e hanno dato fuoco e distrutto molte proprietà”. Secondo alcune testimonianze raccolte in loco, dietro a questi attacchi vi è la reiterata strategia da parte dei fondamentalisti islamici di seminare il terrore, per cacciare i cristiani e chiunque non approvi l’Islam più radicale, per poi giungere alla conquista del potere politico nello stato di Plateau (operazione peraltro già riuscita in altri stati del nord della Nigeria), dove ora vige la temutissima sharia. La polizia e l’esercito sono effettivamente intervenuti e vi sono notizie di numerosi arresti: è evidente, dalle notizie raccolte, che la situazione sia difficile da gestire, le folli milizie improvvisate sembrano più che organizzate nel mettere a ferro e fuoco intere zone della città, sono ben armate (anche armi automatiche) e determinate e mentre le evacuazioni proseguono, tante sono le emergenze a cui far fronte. A tutt’ora non abbiamo la certezza che la situazione sia tornata sotto controllo.
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