World Watch List 2010Analisi della persecuzione nel mondo (gennaio 2010) (clicca l'immagine per vederla ingrandita e nel dettaglio)Il periodo coperto da questa versione di World Watch List è dal 1 novembre 2008 al 31 ottobre 2009. Significa che i mesi novembre e dicembre del 2009 non sono stati inclusi.
La World Watch List, la lista nera dei paesi ove la persecuzione è reale, è compilata attraverso un questionario appositamente progettato, composto da 50 domande riguardanti vari aspetti della liberà religiosa. Viene assegnato una sorta di punteggio a seconda della risposta che viene data a ogni domanda. Le domande vengono poste a esperti, conoscitori, residenti e contatti di vario genere, per fornire dati il più possibile aderenti alla realtà. Il numero totale di punti per paese determina la sua posizione nella lista. Le domande riguardano la situazione legale, lo status ufficiale dei cristiani (es. La costituzione e/o le leggi nazionali garantiscono la libertà religiosa? Agli individui è permesso dalla legge convertirsi al cristianesimo?) e le attuali condizioni dei singoli cristiani (i cristiani vengono uccisi per la loro fede? Vengono condannati a pene detentive, campi di lavoro o mandati in ospedali psichiatrici a causa della loro fede?). Viene analizzato il ruolo della chiesa nella società (i luoghi d’incontro cristiani e/o le case dei cristiani vengono attaccati per motivi religiosi?) e la produzione di materiale cristiano (i cristiani hanno la libertà di stampare e distribuire materiale cristiano? Le pubblicazioni vengono censurate/proibite in questo paese?). La colonna “Variazione” indica invece la certezza delle informazioni che abbiamo ottenuto. Accade a volte che le informazioni non vengano del tutto confermate o siano parzialmente incomplete. In quel caso, il valore della “variazione” sarà più alto e tale valore è stato pensato proprio per offrire una classificazione empiricamente adeguata.
Dunque, qui di seguito vi mostriamo la lista completa dei 50 paesi dove la persecuzione a danno dei cristiani è maggiore, con i dati più recenti elaborati a gennaio 2010 (colonna 2010) comparati a quelli dell'anno precedente elaborati a gennaio 2009 (colonna 2009); inoltre trovate la colonna "Trend", dove "=" significa che la situazione è rimasta invariata, "-" che si è registrato un peggioramento e "+" che invece vi è stato un miglioramento. La colonna "Variaz." sta per variazione e il significato lo trovate all'inizio di questo articolo. Dopo la lista troverete due paragrafi generici che spiegano i peggioramenti e i miglioramenti che si sono registrati in questa nuova WWList 2010.
Come potete notare il Kazakistan è stato tolto dall’elenco, non perché la situazione in quel paese sia migliorata, ma perché altri paesi hanno visto peggiorare la loro situazione interna e sono balzati in avanti nella WWList. E’ possibile che il Kazakistan riappaia nell’elenco se questo paese in futuro applicherà una legislazione religiosa più severa.
| Ordine |
Paese |
2010 |
2009
|
Trend |
Variaz. |
| 01 |
Corea del Nord |
90,5 |
90,5 |
= |
0,0 |
| 02 |
Iran |
65,5 |
67,0 |
= |
0,0 |
| 03 |
Arabia Saudita |
63,5 |
67,0 |
+ |
0,0 |
| 04 |
Somalia |
62,5 |
60,5 |
= |
2,0 |
| 05 |
Maldive |
62,0 |
60,0 |
= |
0,0 |
| 06 |
Afghanistan |
61,5 |
63,0 |
= |
0,0 |
| 07 |
Yemen |
60,5 |
57,5 |
- |
0,0 |
| 08 |
Mauritania |
59,5 |
48,0 |
- |
0,0 |
| 09 |
Laos |
56,0 |
55,0 |
= |
0,0 |
| 10 |
Uzbekistan |
56,0 |
54,5 |
= |
0,0 |
| 11 |
Eritrea |
54,5 |
55,0 |
= |
3,5 |
| 12 |
Buthan |
53,5 |
53,5 |
= |
0,0 |
| 13 |
Cina |
51,5 |
52,0 |
= |
0,0 |
| 14 |
Pakistan
|
51,5 |
51,0 |
= |
0,0 |
| 15 |
Turkmenistan
|
49,5 |
50,0 |
= |
0,0 |
| 16 |
Isole Comore
|
48,0 |
50,0 |
= |
0,0 |
| 17 |
Iraq |
48,0 |
49,0 |
= |
0,0 |
| 18 |
Qatar
|
48,0 |
48,0 |
= |
0,0 |
| 19 |
Cecenia |
47,0 |
46,0 |
= |
3,0 |
| 20 |
Egitto
|
47,0 |
45,5 |
= |
0,0 |
| 21 |
Vietnam |
46,0 |
42,5 |
- |
0,0 |
| 22 |
Libia |
42,5 |
41,0 |
= |
0,0 |
| 23 |
Myanmar (ex Birmania) |
42,0 |
41,5 |
= |
0,0 |
| 24 |
Azerbaijan |
42,0 |
39,5 |
- |
0,0 |
| 25 |
Algeria
|
41,0 |
46,5 |
+ |
0,0 |
| 26 |
India
|
41,0 |
45,0 |
+ |
0,0 |
| 27 |
Nigeria (nord)
|
41,0 |
41,0 |
= |
1,0 |
| 28 |
Oman |
40,0 |
39,5 |
= |
1,0 |
| 29 |
Brunei |
38,5 |
38,5 |
= |
1,5 |
| 30 |
Sudan settentrionale
|
38,0 |
36,5 |
= |
0,0 |
| 31 |
Kuwait |
38,0 |
36,0 |
= |
0,0 |
| 32 |
Tajikistan |
38,0 |
35,0 |
- |
0,0 |
| 33 |
Emirati Arabi Uniti |
37,0 |
35,0 |
= |
2,5 |
| 34 |
Zanzibar (Tanzania)
|
36,0 |
36,0 |
= |
0,0 |
| 35 |
Turchia
|
36,0 |
33,0 |
- |
5,0 |
| 36 |
Gibuti |
34,0 |
34,0 |
= |
0,0 |
| 37 |
Marocco |
34,0 |
32,5 |
= |
0,0 |
| 38 |
Cuba |
32,0 |
35,5 |
+ |
0,0 |
| 39 |
Giordania |
32,0 |
34,5 |
+ |
0,0 |
| 40 |
Sri Lanka
|
30,0 |
34,5 |
+ |
0,0 |
| 41 |
Siria |
30,0 |
28,0 |
= |
0,0 |
| 42 |
Bielorussia |
30,0 |
28,0 |
= |
0,0 |
| 43 |
Tunisia
|
30,0 |
26,5 |
- |
0,0 |
| 44 |
Etiopia |
29,5 |
28,0 |
= |
1,0 |
| 45 |
Bangladesh
|
29,0 |
29,0 |
= |
0,0 |
| 46 |
Territori palestinesi
|
27,5 |
29,5 |
= |
1,5
|
| 47 |
Bahrain |
27,0 |
26,0
|
= |
1,5 |
| 48 |
Indonesia
|
26,5 |
30,5 |
+ |
0,0 |
| 49 |
Kyrgyzstan
|
26,5 |
- |
- |
0,0 |
| 50 |
Kenya (nord-est)
|
23,0 |
24,5 |
- |
0,0 |
Classificazione nella WWL: analisi generale
Per l’ottavo anno consecutivo la Corea del Nord occupa la prima posizione nella WWList, un triste primato per un paese in cui ogni attività religiosa è considerata come un tentativo di insurrezione contro la stabilità del regime dittatoriale di Kim Jong-II. I cristiani sono costretti ad affrontare terribili persecuzioni, bersaglio in tutto il paese di arresti, torture e persino uccisioni. La Corea del Nord è tristemente nota per i campi di lavori forzati (veri e propri campi di concentramento), dove spariscono i cristiani ma anche chiunque osi opporsi al regime. Il disperato tentativo del dittatore di estirpare con la violenza il Cristianesimo è vano, infatti secondo le nostre fonti esso continua a crescere.
Quest’anno l’Iran sorpassa l’Arabia Saudita, trovando quindi la seconda posizione. La nazione guidata da Ahmadinejad vive tuttora enormi difficoltà interne, soprattutto dopo la rielezione del succitato presidente, un evento che ha dato vita a un’ondata di manifestazioni popolari, all’ammissione da parte del governo di brogli elettorali e all’inumana repressione nel sangue di ogni opposizione. Il regime teocratico iraniano si fonda sull’Islam radicale, perciò negli ultimi tempi i cristiani sono stati ancor più perseguitati rispetto al passato, attraverso irruzioni, perquisizioni, arresti e vessazioni di ogni tipo.
L’Arabia Saudita rimane salda in terza posizione, per la costante mancanza di libertà religiosa, un fatto quest’ultimo che non cambia rispetto all’anno precedente.
La Somalia continua la sua preoccupante ascesa (un po’ in tutte le classifiche negative a dire il vero) e passa in quarta posizione. Nell’aprile del 2009 il Parlamento, istituzione che insieme al governo risulta totalmente incapace di mantenere un ordine minimo nel territorio, ha trovato il tempo di votare all’unanimità l’introduzione della legge islamica. I cristiani vengono monitorati, controllati, seguiti e perseguitati dal governo e dai militanti islamici (questi ultimi in costante aumento nel territorio, secondo una specifica strategia del terrore di Al Qaeda); i credenti risiedono per lo più nella zona sud del paese e vivono la loro fede nel segreto, come credenti nascosti, in costante pericolo di vita.
L’Islam è la religione ufficiale anche nelle Maldive, Afghanistan, Yemen e Mauritania. La Mauritania passa dalla 18ª posizione all’ottava, un peggioramento dovuto a un’esponenziale crescita di eventi persecutori nei confronti dei cristiani, tra cui vale la pena ricordare l’assassinio di un giovane padre di famiglia in giugno, l’arresto e la tortura di altri 35 in luglio e la detenzione di altri 150 in agosto.
Non ci sono miglioramenti in termini di libertà religiose in Laos (che ricopre la nona posizione), il governo continua quindi la sua politica discriminatoria e repressiva.
L’Uzbekistan mantiene la decima posizione, con un palese deterioramento delle condizioni dei cristiani, arrestati, multati, interrogati e psicologicamente vessati dalla polizia, e spesso obbligati dai familiari a “tornare all’Islam”.
Molto si potrebbe dire sulle ondate di violenza in India e in Nigeria, di cui vi abbiamo dato ampia copertura mediatica attraverso il nostro sito, così come sulla disastrosa situazione in Eritrea, Pakistan e Iraq, senza dimenticare la contraddittoria posizione della Cina, in cui cresce con forza il Cristianesimo ma non mancano le discriminazioni e le vessazioni nei confronti dei cristiani.
Anche il Vietnam, l’Azerbaijan, il Tajikistan, Indonesia, la (per alcuni) “quasi europea” Turchia, la Tunisia e il Kyrgyzstan vivono un deterioramento delle libertà religiose. Il Vietnam è teatro di un confronto su larga scala tra governo e credenti; vengono espropriate le proprietà delle chiese, a ciò seguono delle manifestazioni di protesta, durante le quali i credenti vengono arrestati e malmenati. In Azerbaijan e in Tajikistan sono state introdotte nuove leggi repressive sulla religione, mentre la situazione in Turchia non cambia di molto, con casi anche gravi di persecuzione.
Vai alla pagina/report sulla situazione delle prime dieci nazioni della lista oppure per leggere i profili dettagliati dei paesi ove esiste la persecuzione vai alla pagina dei country profile.
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