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Nuova campagna di lettere per ALIMJAN YIMIT

Alimjan è stato condannato a 15 anni di prigione! Iniziamo dunque una nuova campagna di lettere in favore di questo fratello. Vi chiediamo inoltre di pregare con più intensità per il nostro fratello cinese Alimjan, cristiano di etnia Uygur, un’etnia di religione quasi totalmente musulmana della regione dello Xinjiang, confinante con gli stati dell’Asia Centrale, ancora in carcere. Ricordiamo che questa zona della Cina, essendo musulmana, cerca la secessione dal governo centrale e per questa ragione è molto controllata dalle autorità cinesi. Dato che il suo legale ricorrerà in appello contro questa ingiusta e pesantissima sentenza a 15 anni, siamo nella posizione di influenzare tramite una pressione internazionale il risultato della sentenza d'appello, pregando e scrivendo lettere alle autorità cinesi.
La storia di Alimjan Yimit

Alimjan dunque è stato condannato a 15 anni di prigione, con il capo d'accusa di fornire segreti di stato ad organizzazioni straniere. Ha atteso il processo per più di 16 mesi senza capo d'imputazione, detenuto contro ogni legge. Dato che due separatisti Uygur sono stati giustiziati lo scorso aprile, temevamo che anche Alimjan potesse incorrere in questa pena, invece, come vi abbiamo detto, è stato condannato a 15 anni, una condanna comunque pesantissima. Le condizioni della prigione sono molto dure, ma abbiamo saputo che Alimjan è molto rispettato per la sua generosità e per il suo comportamento.
 
Gulnur, sua moglie, e i loro due figli non vedono Alimjan dal giorno dell’arresto, più di 16 mesi fa. Il figlio di 8 anni è conscio di quello che è accaduto al padre e dell’ingiustizia che sta subendo. Recentemente Gulnur si è recata nella prigione dov’è detenuto Alimjan, un viaggio di 24 ore. Non le è stato permesso di vedere suo marito, ha potuto solo parlare con le guardie. Anche la madre di Alimjan è molto attiva nel patrocinare la causa del figlio presso le autorità.

L’avvocato di Alimjan gli ha fatto visita per la prima volta lo scorso marzo, per prendere accordi sul processo che avrebbe dovuto aver luogo in maggio, ma che è stato spostato a data da definire. In aprile Alimjan è stato trasferito all’ospedale di Kashgar, ammanettato e scortato dalla polizia. Sembra che sia stato duramente picchiato, ma non è chiaro da parte di chi e perché.  Dopo una brevissima degenza Alimjan è stato ricondotto in prigione. Successivamente gli è stato proibito di parlare delle sue condizioni di salute al suo avvocato.

Non esistono sufficienti prove a sostegno delle accuse mosse contro Alimjan, com’è stato peraltro ammesso anche dalla corte dello Xinjiang. Ora attendiamo di sapere quali prove vi siano a sostegno di questa pena.

Gli avvocati coinvolti nei processi per diritti umani si sono visti rifiutare il permesso di esercitare la loro professione.
Il Consiglio di Stato cinese ha rilasciano un nuovo “Piano di Azione Nazionale per i Diritti Umani”. Secondo la fonte Compass Direct è una parziale risposta alla periodica revisione della condizione dei diritti umani da parte delle Nazioni Unite. Il piano prevede la protezione dei diritti dei prigionieri e l’impegno ad abolire l’uso di torture e altre forme di abuso nei prossimi due anni.  Il piano conferma il diritto ad avere un avvocato, a incontrarlo e a riferirgli eventuali abusi subiti.

Tuttavia, Li Dunyong e Zhang Kai, due degli avvocati coinvolti nella difesa di Alimjan Yimit si sono visti rifiutare il rinnovo del permesso di esercitare la loro professione.

Almeno altri quindici avvocati, che hanno partecipato alla difesa di casi sensibili, relativi ai diritti umani, hanno subito lo stesso trattamento. Alcuni di loro sono stati anche posti agli arresti domiciliari o sotto sorveglianza. Secondo l’Osservatorio per i Diritti Umani in Cina, ciò rappresenta una grave regressione nel processo di consolidamento di un paese governato dalla legge.

L'Unione Europea ha incluso il fratello Alimjan nella lista dei casi individuali di particolare preoccupazione che è stata presentata alle autorità cinesi nel corso dell’ultima riunione, maggio 2009, nell’ambito del Dialogo Cino-Europeo per i Diritti Umani. Purtroppo, a giudicare dalla pesante condanna inflitta a Alimjan, il governo cinese non sembra tenerne conto.

Linee guida della campagna

- Dato che vi sarà un ricorso in appello, possiamo fare pressione affinché la sentenza venga cambiata, ma dobbiamo ricordare che Alimjan ha ancora molto da perdere, perciò le nostre lettere dovranno essere gentili, rispettose e non innervosire le autorità;
- NON VA MAI CITATA PORTE APERTE;
- la campagna inizia il 21 dicembre 2009 e finirà non appena ci sarà una sentenza in Corte d'appello;
- sono permesse delle leggere modifiche alla lettera che vi proponiamo più in basso, ma va mantenuta un'attenzione assoluta a non offendere in nessun modo le autorità cinesi;
- le lettere dovranno essere spedite direttamente all'ambasciata cinese in Italia e non a Porte Aperte;
- usate sempre il nome cinese di Alimjan, ovvero Alimujiang Yimiti;
- firmate la vostra lettere esclusivamente con il vostro nome e la vostra nazione, NON mettete l'indirizzo o altro.

Indirizzo

Ambasciata Cinese in Italia
Via Bruxelles, 56
00198 Roma - Italia
Tel: +39-06-8413458
Fax: +39-06-85352891
E-mail: chinaemb_it@mfa.gov.cn
http://it.china-embassy.org/ita/

Lettera tipo

Trovate la lettera tipo clicca qui.

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