Colombia

Si perseguitano i cristiani in un paese cristiano?

Molti si pongono questa domanda. A causa della sovrapposizione di distinte fonti di persecuzione e, in particolare, di elevati livelli di violenza, la Colombia totalizza 56 punti nella World Watch List 2014. Sono tre le fonti di persecuzione prevalenti in Colombia: corruzione organizzata, antagonismo tribale e secolarismo aggressivo. Tutti i cristiani possono diventare vittime della corruzione organizzata, sebbene essa affligga prevalentemente i cristiani più esposti che hanno un ruolo in prima linea nella vita sociale o pubblica o che ricoprono posizioni di leadership, sia a livello di comunità locale sia a livello nazionale. I convertiti al cristianesimo all’interno delle comunità indigene sono percepiti come una minaccia al potere dei capi (antagonismo tribale) e delle tradizioni ancestrali. Poiché è percepita come una minaccia al perpetuarsi delle tradizioni e della cultura indigena, la popolazione cristiana delle zone rurali di un certo numero di territori autonomi della Colombia, come i territori dei dipartimenti di Cauca, di Córdoba e di Putumayo, è vittima di ostilità. Segnali di intolleranza nei confronti dei cristiani che vogliono partecipare alla vita pubblica sono stati osservati soprattutto nelle università pubbliche (secolarismo aggressivo). Livelli di aperta violenza, attribuibile sia alla corruzione organizzata sia all’antagonismo tribale, sono stati registrati in Colombia. Numerosi cristiani sono stati sfollati dai loro territori di residenza; la violenza sulle donne, in particolar modo per la loro fede, è in aumento; i sermoni e le chiese inoltre sono controllati. Nonostante il tentativo di dialogo che si sta svolgendo a Cuba fra il governo colombiano e le FARC, la violenza in Colombia rimane un fenomeno strutturale. In zone dove il governo ha perso il controllo della sicurezza pubblica, i cartelli della droga e i gruppi armati illegali continuano a operare nell’impunità. Ciò significa che i cristiani continueranno a essere obiettivo di persecuzione in quanto la loro presenza e la loro testimonianza nella vita sociale rappresentano una vera alternativa a queste organizzazioni criminali.

 

La posizione nella World Watch List

In un contesto di generalizzata impunità, tutti gli abitanti della Colombia soffrono le conseguenze di un conflitto che dura da decenni. Molti evangelici sono presi di mira a causa delle loro attività individuali in quanto pastori influenti (leader dell’opinione pubblica), leader in politica, giornalisti, avvocati, attivisti per i diritti umani, attivisti per i diritti degli indigeni o attivisti per la protezione dell’ambiente, perché rappresentano il punto di vista cristiano e sono spinti ad agire per il bene collettivo in linea con la loro fede. Diventano però una minaccia per gli interessi della vasta rete criminale. A causa della sovrapposizione di distinti fonti di persecuzione e, in particolare, degli elevati livelli di violenza, la Colombia totalizza 56 punti nella World Watch List 2014.

Dalla prospettiva metodologica, è notevolmente migliorata la nostra ricerca. Ora ci focalizziamo su distinte fonti di persecuzione con distinti questionari, che abbiamo integrato in un punteggio complessivo che è risultato più elevato. Va ricordato che in Colombia coesistono in diverse parti del territorio tre fonti persecutorie, la corruzione organizzata, l’antagonismo tribale e, in misura inferiore, il secolarismo aggressivo. Togliendo la sfera o area 6, la violenza, e considerando solo la compressione (sfere da 1 a 5) la Colombia totalizzerebbe solo 40 punti (l’anno scorso ne aveva totalizzati 41).

 

Fonti di persecuzione

Le fonti di persecuzione principali, come si diceva, sono tre in Colombia: corruzione organizzata, antagonismo tribale e secolarismo aggressivo.

Corruzione organizzata: In specifiche aree, i gruppi paramilitari anti-rivoluzionari e rivoluzionari, intimamente collegati al crimine organizzato, operano in un contesto di impunità, corruzione, anarchia, guerre di droga e violenza strutturale. All’interno di questo contesto, i cristiani sono un gruppo vulnerabile che, con la sua stessa esistenza, costituisce una minaccia all’egemonia delle organizzazioni criminali. Il cristianesimo rappresenta un modo alternativo di comportarsi nella società, soprattutto per i giovani, che fa delle chiese un antagonista diretto alle organizzazioni criminali. In Colombia i gruppi di guerriglieri e i paramilitari controllano quasi la metà del territorio (la parte meno popolata).
Antagonismo tribale: In Colombia si osservano tensioni che riguardano la conversione all’interno delle comunità indigene. I convertiti al cristianesimo all’interno delle comunità indigene, dei quali non vi sono numeri attendibili, sono particolarmente vulnerabili alla persecuzione. Porte Aperte riferisce che i convertiti al cristianesimo nella regione di Cauca sono regolarmente esclusi dall’accesso ai servizi sociali di base e dal processo decisionale, rischiando addirittura torture e sfollamento.
Secolarismo aggressivo: Questa fonte di persecuzione sta lentamente prendendo piede in Colombia. Segnali di intolleranza nei confronti dei cristiani che vogliono partecipare attivamente alla vita pubblica sono stati osservati soprattutto nelle università pubbliche.

 

Elementi di contesto

La Colombia è un paese dalle molteplici realtà. Formalmente è una moderna democrazia dove vige la legge e si garantisce la libertà di culto. Tuttavia, ampie zone del paese sono sotto il controllo di organizzazioni criminali, cartelli della droga, gruppi paramilitari e rivoluzionari.

I territori indigeni in Colombia sono protetti da una legge nazionale che garantisce loro autonomia. A causa di questa autonomia le forze di sicurezza del governo (polizia ed esercito) non hanno, costituzionalmente, diritto implicito di operare in queste aree. I territori indigeni sono amministrati da organizzazioni interne, ma queste sono spesso infiltrate dai guerriglieri. Poiché praticamente non esiste la presenza del governo o l’applicazione della legge, questi territori sono diventati un porto franco per le attività di narcotraffico dei guerriglieri. Parte di questa dinamica può essere spiegata dalle alleanze che esistono fra popolazioni indigene e i guerriglieri. Le fonti di Porte Aperte indicano che le popolazioni indigene ricevono sostegno materiale dai guerriglieri per perseguitare i convertiti al cristianesimo.

 

Tipi di cristianesimo colpiti

Tutti i cristiani possono diventare vittime della corruzione organizzata, sebbene essa affligga prevalentemente i cristiani più esposti che hanno un ruolo in prima linea nella vita sociale o pubblica o che ricoprono posizioni di leadership, sia a livello di comunità locale sia a livello nazionale.

I convertiti al cristianesimo all’interno delle comunità indigene sono percepiti come una minaccia al potere dei capi indigeni (antagonismo tribale) e delle tradizioni ancestrali. Poiché è percepita come una minaccia al perpetuarsi delle tradizioni e della cultura indigena, la popolazione cristiana delle zone rurali di un certo numero di territori autonomi della Colombia, come i territori dei dipartimenti di Cauca, di Córdoba e di Putumayo, è vittima di ostilità.

Il secolarismo radicale inizia a preoccupare i cristiani nelle grandi città che sono sotto il controllo del governo.

 

Sfere della vita

La corruzione organizzata si esprime in tutte le sfere della vita instillando una cultura della paura, con particolare rilevanza nella sfera comunitaria. L’antagonismo tribale segue uno schema simile. Sebbene la corruzione organizzata sia la principale fonte di persesecuzione in Colombia, l’antagonismo tribale porta elevati livelli di persecuzione nelle comunità indigene. Talvolta questa fonte si sovrappone alla corruzione organizzata, soprattutto quando i guerriglieri cospirano insieme ai capi indigeni contro i cristiani.

 

Violenza

Livelli di aperta violenza, attribuibile sia alla corruzione organizzata sia all’antagonismo tribale, sono stati registrati in Colombia. Numerosi cristiani sono stati sfollati dai loro territori di residenza; la violenza sulle donne, in particolar modo collegabile alla loro fede, è in aumento; i sermoni e le chiese sono spesso controllati in queste aree. Sono stati inoltre riportati, nel periodo preso in esame dalla WWL 2014, un maggior numero di casi di violenze contro i cristiani.

 

Prospettive future

In Colombia la sicurezza è instabile. I ribelli hanno riconquistato parti di territorio che l’esercito aveva guadagnato sotto la presidenza di Alvaro Uribe Velez (sebbene il presidente Santos si sforzi di far credere il contrario). Nonostante siano in corso i colloqui di pace a Cuba tra il governo colombiano e le FARC, molti analisti ritengono che i guerriglieri useranno questi territori per rifornire le loro organizzazioni, il che potrebbe comportare un aumento del livello di persecuzione dei cristiani.

Come si diceva più sopra, la violenza in Colombia continuerà a rimanere un fenomeno strutturale, nonostante i colloqui di pace. In aree dove il governo ha perso il controllo della pubblica sicurezza, cartelli della droga e gruppi armati illegali continuano a operare nell’impunità. Ciò significa che i cristiani continueranno a essere obiettivo di persecuzione in quanto la loro presenza e la loro testimonianza nella vita sociale rappresentano una vera alternativa a queste organizzazioni criminali.