Bahrein

Il fattore principale della persecuzione nel Bahrain è l’estremismo islamico, che si combina con la “paranoia dittatoriale”. Nel Bahrain, la maggioranza sciita della popolazione sta protestando contro il governo sunnita e il paese è diviso tra gli interessi dell’Arabia Saudita e dell’Iran. La Costituzione del Bahrain dichiara che la religione di Stato è l’islam e che “lo Stato garantisce l’inviolabilità del culto, la libertà di svolgere funzioni religiose e manifestazioni a carattere religioso delle antiche congregazioni, e incontri in accordo con le usanze osservate nel paese”. La sharia (legge islamica) è la principale fonte della legislazione. Questo paese di osservanza sciita è relativamente tollerante per via della posizione internazionale che ricopre nel settore bancario e commerciale.

I cristiani stranieri sono relativamente liberi di praticare la loro fede in luoghi di culto privati, ma il proselitismo tra i musulmani è considerato illegale. L’antagonismo tribale gioca un ruolo importante per quanto riguarda la restrinzione delle libertà per i cristiani. I credenti che si sono convertiti dall’islam generalmente non possono parlare della loro conversione. Le pressioni vengono frequentemente dalla famiglia e dalla comunità nella quale vivono e, in misura minore, anche dallo Stato. Le pressioni sono forti nel privato all’interno delle famiglie e delle comunità degli ex musulmani, alle quali si aggiungono le restrizioni imposte dal governo sulla vita sociale e sulla vita comunitaria. Gli ex musulmani sono ancora considerati musulmani dallo Stato e non è permessa alcuna contestazione legale a questo tipo di sistema giuridico.

Ad ogni modo, in termini di libertà religiosa per gli stranieri cristiani, il Bahrain rimane uno dei paesi più liberali all’interno della Penisola Araba. Il Bahrain occupa il 35° posto della WWL, nella categoria “Persecuzione Moderata”.