Bhutan

La posizione nella World Watch List
Con un punteggio di 54 punti, il Bhutan si colloca al 31° posto della WWList del 2014. Nel 2013 occupava il 28° posto con un punteggio di 52 punti, e nel periodo esaminato la situazione per i cristiani non è cambiata significativamente. Negli ultimi anni la sua posizione è leggermente migliorata benché permangano segnali di un potenziale peggioramento.

 

Fonti di persecuzione

Le fonti principali che determinano la persecuzione dei cristiani in Buthan sono la militanza religiosa e, in misura minore, l’antagonismo tribale.

Militanza religiosa buddista: Una rigorosa enfasi sul buddismo come eredità spirituale del paese rende difficile alla minoranza cristiana rivendicare un suo spazio. Il Bhutan è stato un regno buddista per secoli. Persino dopo l’adozione della monarchia costituzionale e l’attuazione di elezioni democratiche, il buddismo continua a giocare un ruolo dominante nel paese. Secondo l’articolo 3(1) della costituzione, “Il buddismo è l’eredità spirituale del Bhutan” che promuove fra l’altro “I principi della pace, della non violenza, della compassione e della tolleranza”. La costituzione non dichiara il buddismo religione di stato, lo definisce invece uno stato secolare e afferma la tolleranza religiosa. Anche se questa non è una semplice dichiarazione, al momento è più forte sulla carta che nella realtà. Specialmente nelle aree interne e rurali, i monaci buddisti provano risentimento e si oppongono alla presenza dei cristiani e le autorità non fanno niente per proteggerli.
Antagonismo tribale: Un’altra fonte di pressioni viene dagli sciamani che seguono le credenze animiste tradizionali Bön. Benché la maggior parte dei cittadini non aderiscano esclusivamente a questa fede, nelle zone rurali ne osservano i riti e le tradizioni. I cristiani con un background buddista o indù che non desiderano partecipare a questi riti e tradizioni, subiscono pressioni, esclusioni e ostruzionismo.

 

Elementi di contesto

Dopo l’introduzione della monarchia costituzionale nel 2001, il regno ha adottato una costituzione scritta nel 2008, lo stesso anno in cui sono state indette le prime elezioni. Nel 2013 le elezioni sorprendentemente hanno visto la vittoria del partito all’opposizione. Anche se entrambi i partiti sono leali al re, ci si può aspettare qualche cambiamento. Non è ancora chiaro che cosa possa comportare per la minoranza cristiana.
La mentalità generale in Bhutan è indicata da un’intervista che il primo ministro Jigme Thinley ha rilasciato nel 2011. In quell’intervista ha affermato che “la cultura democratica sta gradualmente mettendo solide radici" nel Paese, ma ha assolutamente negato il diritto di testimoniare la propria fede alla piccola minoranza cristiana. Esprimendo una credenza diffusa in Bhutan, ha detto che non vi è alcuna ragione per la quale i cristiani dovrebbero cercare di indurre gli altri a unirsi alla loro fede. Il Parlamento ha promulgato una legge anti-conversione nel 2010 considerandola un emendamento al codice penale. I cristiani nel paese negano di aver cercato di convertire le persone, offrendo loro soldi o obbligandoli a convertirsi.

 

Tipi di cristianesimo colpiti

Ci sono tre tipi di cristianesimo in Bhutan: un piccolo gruppo di stranieri che è ampiamente lasciato tranquillo, i convertiti dal buddismo (e in misura minore di background indù) e le comunità protestanti non tradizionali. Gli ultimi due gruppi sono attentamente monitorati dalle autorità e devono stare attenti a non esporsi pubblicamente e, specialmente i convertiti, cercano di mantenere segreta la loro nuova fede. Una volta scoperti vengono a trovarsi immediatamente sotto pressioni per far loro rinnegare la fede, sia da parte delle autorità locali che dalle famiglie e dai vicini.

 

Sfere della vita

I cristiani del Bhutan subiscono forti pressioni in tutte le sfere della loro vita, ma spiccano quella della chiesa e della comunità. Il relativamente alto livello nella sfera comunitaria riflette il monitoraggio e le pressioni che i cristiani subiscono specialmente nelle aree rurali. Essi vengono esclusi dai processi decisionali locali e spinti a rinunciare alla loro fede. I cristiani che ne hanno la possibilità cercano di far educare i figli all’estero dato che, se nelle scuole locali sanno che sono cristiani, vengono discriminati.
Anche se la Chiesa in Bhutan non è più una chiesa sotterranea a livello nazionale, e i cristiani sono in grado di riunirsi in case private regolarmente la domenica, senza alcuna interferenza da parte delle autorità, rimangono molte le sfide. I cristiani nei villaggi all’interno incontrano ancora molte difficoltà e i culti continuano a essere monitorati e disturbati. La registrazione delle chiese o il possesso di un edificio per la chiesa non è possibile. I leader cristiani godono di una certa libertà di praticare la fede nelle case private, ma il governo limita la costruzione di edifici di culto non buddisti e la celebrazione di alcune feste non buddiste.
Un'altra questione importante per i cristiani è la sepoltura. Dal momento che non ci sono spazi per loro nei cimiteri, i cristiani incontrano molte difficoltà quando vogliono seppellire i loro cari. In Bhutan è comune bruciare i cadaveri. Tuttavia i cristiani preferiscono comunemente la sepoltura. Tutte le trattative con le autorità locali e statali su questo argomento non sono finora andate a buon fine.

 

Violenza

La persecuzione in Bhutan non è mai stata molto violenta. A Maggio del 2013 un cristiano è stato rilasciato dopo tre anni di reclusione per aver proiettato il film su Gesù intitolato “Jesus”. Un altro pastore e due membri della sua chiesa sono stati trattenuti e interrogati per diversi giorni e occasionalmente alcuni cristiani sono stati picchiati. Ma nell’ultimo periodo esaminato, il livello di violenze si è attenuato.

 

Prospettive future

La democrazia sembra crescere sempre più in Bhutan. Pertanto, vi è una viva speranza di miglioramento in termini di diritti umani. Questo non significa necessariamente un miglior trattamento delle minoranze religiose, dato che la situazione rimane instabile e per la piccola minoranza cristiana, dipenderà piuttosto da come agiscono i funzionari locali. Un altro punto in questione è il futuro trattamento della grande minoranza nepalese nel sud del paese.
Il passaggio annunciato di concentrarsi dalla “Felicità Interna Lorda” a termini più sostanziali dello sviluppo della nazione, possono essere visti come un altro passo importante.
D'altra parte, l'enfasi sul Buddismo e la pressione geo-strategica dei giganti vicini (India e Cina) potrebbero anche portare alla ricerca di una vera e propria identità bhutanese. Sembra probabile che la religione, come parte integrante del patrimonio culturale, in questo processo avrà un ruolo dominante. Quindi resta da vedere se le speranze per lo sviluppo e la prosperità si avvereranno e in che modo.