Birmania (Myanmar)

La posizione nella World Watch List

Con un totale di 59 punti il Myanmar si posiziona al 23° posto della World Watch List del 2014. Nel 2013 era invece al 32° posto, con 50 punti.
Negli ultimi anni la situazione dei cristiani nel paese è rimasta invariata nonostante i cambiamenti politici che stanno portando il paese a percorrere la strada della democrazia. Questo è dovuto al fatto che la maggior parte dei credenti di questa nazione appartiene ad alcune minoranze etniche la cui posizione non è ben definita da un punto di vista politico. L’aumento del punteggio all’interno della lista è dovuto, in parte, all’aumento della violenza contro i cristiani e, in parte, alle maggiori informazioni che sono pervenute in merito ai cristiani che vivono nelle aree più remote del paese.

 

Fonti di persecuzione

I fattori di persecuzione per i cristiani in Myanmar provengono per la maggior parte dalle “milizie religiose”, mentre fattori meno forti sono l’oppressione comunista, l’estremismo islamico e la corruzione organizzata.

Milizie religiose: La maggioranza della popolazione in Myanmar è composta da persone appartenenti all’etnia Burmese, chiamata anche “Bama”. Fare parte di questa etnia significa, in maniera del tutto automatica, essere buddista. Chiunque si discosta da tale tradizione è considerato potenzialmente pericoloso. Le pressioni provengono da due diversi fronti: il primo è quello della società, che include anche un recente movimento di monaci buddisti estremisti chiamati “969”, l’altro è invece quello del governo che tacitamente supporta alcuni di questi movimenti.  Inoltre, il Ministero degli Affari Religiosi ha al suo interno un dipartimento per la promozione e il progresso della Sasana (l’insegnamento buddista).
Oppressione Comunista: In aggiunta a quanto riportato sopra, il governo comunista (almeno nominalmente) fa di tutto per estendere il suo controllo su tutte le sfere della vita sociale. La religione Buddista viene usata come strumento principale da parte del regime comunista, per tenere unita una nazione come il Myanmar, composta da diverse etnie minoritarie. Mentre l’etnia Bama costituisce circa i due terzi della popolazione, alcune delle minoranze più numerose sono cristiane. Per questo motivo lo stato ha creato delle scuole, chiamate Na Ta La (scuole per lo sviluppo poste nelle aree periferiche del paese), che attraggono molte persone appartenenti alle minoranze in quanto totalmente gratuite. Queste scuole però sono usate per influenzare i giovani che le frequentato e introdurli ai principi del buddismo. Alcuni dei giovani studenti sono stati costretti a diventare monaci o suore buddisti e, quando qualcuno rifiutava di convertirsi, sono stati trattati così male che hanno dovuto abbandonare la scuola. Si potrebbe pensare che questa politica scolastica mostri come il potere sia in mano alle organizzazioni religiose, invece questo mostra come il regime comunista usi la religione e il supporto dei leader religiosi locali per raggiungere il proprio scopo, quello cioè di tenere sotto controllo ogni aspetto della vita degli individui.
Corruzione organizzata: Parte del territorio nazionale è tenuto sotto controllo dall’esercito (chiamato Tatmadaw). Molti materiali preziosi, come i minierali, possono essere trovati nei territori abitati prevalentemente da cristiani come lo Shan State o tra il Chin e il Kachin. Per questo motivo questi cristiani affrontano una pressione forte; non solo perché il governo vuole una nazione unita (dove l’unica religione praticabile è quella buddista), ma anche perché ha forti interessi economici. Le diverse compagnie finanziarie sono governate da militari o politici potenti, in un regime basato sul nepotismo. Non esiste nessun desiderio da parte di questa élite di condividere il benessere economico con il popolo.
Estremismo islamico: E’ abbastanza sorprendente che ci sia tra i fattori di persecuzione, in uno stato buddista, l’estremismo islamico. I musulmani affrontano una forte opposizione da parte della maggioranza buddista, talvolta molto violenta, soprattutto nello stato del Rohingya. Ma il piccolo gruppo di credenti che si è convertito dall’islam (MBB - Muslim Background Believers) affronta una duplice persecuzione: sia da parte della popolazione buddista del Rohingya, sia da parte delle famiglie d’origine e dalla comunità musulmana di provenienza.

 

Elementi di contesto

Negli ultimi tre anni la stampa internazionale si è occupata molto del Myanmar. Il rilasico del premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi nel novembre del 2010 è stato percepito come un segnale positivo da parte del mondo politico e ha contribuito a migliorare l’immagine del paese. Inoltre, molti, ma non tutti, prigionieri politici sono stati rilasciati ed è stato raggiunto un temporaneo cessate il fuoco con i gruppi etnici minori. Il nuovo presidente, Thein Sein, ha annuncitato e introdotto alcune modeste riforme democratiche.

Esiste però ancora una guerra interna tra l’esercito e l’organizzazione che lotta per l’indipendenza del Kachin, nonostante, da molte parti, si stia richiedendo una tregua. Il presidente ha annunciato che non si candiderà per una seconda volta alle elezioni. Questo potrebbe aprire la strada del potere ai militari. Tutto questo mostra come sia ancora lungo il cammino da percorrere per concludere il processo di democratizzazione del paese, inclusa la partecipazione politica attiva per tutte le minoranze.

 

Tipi di cristianesimo colpiti

All’interno del paese sono presenti tutti i tipi di cristianesimo: cristiani stranieri, chiese storiche, credenti provenienti da altre religioni e chiese protestanti non tradizionali.  Nessuno di questi gruppi gode di libertà religiosa, ma gli ultimi due gruppi affrontano pressioni maggiori. Molti cristiani provengono da una minoranza etnica e per questo vengono presi di mira. Molti affrontano gli attacchi dell’esercito durante gli scontri che quest’ultimo ha contro i movimenti indipendentisti. Anche i cristiani che si convertono dal buddismo (coloro che provengono dall’etnia Bama) sono monitorati, pressati e trattati come traditori.  I pochi convertiti dall’Islam affrontano pressione da tutti i lati (società, famiglia, comunità).

 

Sfere della vita

I cristiani del Myanmar affrontano la persecuzione da parte della comunità in cui vivono, dalla società e dal governo. Pressioni minori possono esserci anche nelle sfere privata e familiare. Questo riflette il fatto che la maggior parte dei cristiani appartengono a gruppi etnici minoritari pressappoco omogeni. Per questo motivo le pressioni in ambito familiare sono minori. Le pressioni provengono quindi, per la maggior parte, dall’esterno. È impossibile pubblicare, stampare o importare materiale e letteratura cristiana. Le chiese vengono monitorate, talvolta addirittura chiuse. La registrazione delle chiese è spesso impossibile, e dipende quasi sempre dai responsabili delle varie amministrazioni locali.
Questo è specialmente vero per i cristiani che provengono dall’etnia Bama, o per coloro che si sono convertiti dall’islam. Questi ultimi affrontano una persecuzione maggiore anche nell’ambito familiare. Tutti i figli dei cristiani subiscono degli svantaggi nell’educazione scolastica.

 

Violenza

Il Myanmar rimane tra i dieci stati sulla WWL del 2014 maggiormente violenti per i cristiani. Nonostante diversi comunicati di tregua stipulati dai diversi gruppi, compresi alcuni gruppi a maggioranza cristiana, la regione del Kachin continua a registrare scontri armati. Tali scontri si registrano soprattutto al confine con la Cina e spesso si espandono al territorio cinese.

Per questo motivo la Cina ospita un grande campo profughi che contiene più di 100.000 abitanti del Kachin che sono stati vittime di questi attacchi. Questo stato di cose permette alla Cina di fare pressione ad entrambi i gruppi per far loro accettare i trattati di pace. Nonostante tali trattati, dozzine di cristiani sono stati uccisi e molti edifici (chiese e case) sono stati distrutti.  La violenza sessuale e la vendita delle spose bambine sono usate come tattiche di guerra. Inoltre i cristiani sono vittime del piano del governo che pretende di uniformare tutta la nazione con la pratica del Buddismo.

 

Prospettive future

L’economia del paese è in fase di crescita. Stanno aumentando i cambia valute, il che significa che il denaro sta iniziando a circolare in maniera legale. Il commercio sta aumentando grazie all’incremento dell’industria dell’import-export. Il punto debole di questa crescita consiste nel fatto che anche l’esercito vede incrementare i propri  guadagni. Inoltre il consumo di droga e il traffico di organi umani sono aumentati, mentre stanno diminuendo gli scontri per motivi razziali. I cittadini di pelle scura (i discendenti degli immigrati indiani giunti durante l'occupazione britannica, così come l’etnia dei Rohingya) subiscono delle ingiustizie rispetto alla persone di pelle chiara. I locali hanno coniato il termine "kala" come nome dispregiativo per indicare le persone di pelle scura.
I cristiani sono costretti, sempre più, a schierarsi a favore del  popolo birmano. Spesso gli viene chiesto da che parte stanno.

La situazione non potrà migliorare finchè non ci sarà una vera volontà di riconciliazione da parte del governo e fintanto che non verrà dato un giusto posto all’interno della società birmana alle minoranze etniche. Ciò è particolarmente vero per i cristiani, dato che la maggior parte di loro appartiene alle minoranze etniche. Nel breve periodo esse continueranno a vivere fra l'incudine e il martello.