Brunei

La posizione nella World Watch List

Con 57 punti il Brunei sale al 24° posto nella World Watch List 2014. Nel 2013 il  Brunei occupava il 27° posto con un punteggio di 53 punti. Negli ultimi anni la situazione dei cristiani in Brunei è lentamente, ma costantemente, peggiorata dato che il paese si sta islamizzando sempre più. Il Brunei è presente nella WWList da 7 anni, e ha oscillato fra il 20° e il 30° posto.

 

Fonti di persecuzione

La principale fonte di persecuzione contro i cristiani in Brunei è rappresentata dall'estremismo islamico.

Estremismo islamico: Il Brunei è una nazione islamica, basata su un'ideologia chiamata 'Monarchia islamica Malay'. Per legge, il contatto con i cristiani di altri paesi, l'importazione di bibbie e la celebrazione pubblica del Natale sono vietati. Nel 1991, sua maestà, il sultano Hassanal Bolkiah, ha introdotto un'ideologia conservatrice chiamata Melayu Islam Beraja (MIB o Monarchia islamica Malay), che fa della monarchia il difensore della fede islamica. Con questa ideologia di sottofondo il Sultano ha recentemente favorito la democratizzazione del governo del Brunei e si è auto dichiarato Primo Ministro e Presidente. Nel 2004, il Consiglio legislativo, che era stato sciolto nel 1962, è stato ricostituito. La Sharia è stata applicata a tutto il paese a partire dal 2011. L'islam governa tutte le sfere della vita in Brunei. Il governo segue un piano di islamizzazione tra le popolazioni tribali nel tentativo di sostenere il movimento cosiddetto 'Dahkwa' (evangelizzazione islamica). I pastori e i collaboratori cristiani sono considerati nemici. L'entrata in un villaggio tribale da parte di cristiani viene monitorata da spie del governo e della polizia.

 

Elementi di contesto

Il Sultano ha autorità assoluta, la nazione è governata da sultani da più di 600 anni. Tutte le posizioni importanti dello stato sono ricoperte dallo stesso Sultano: Primo Ministro, Ministro delle finanze, Ministro dell'interno, Ministro della difesa e Capo della religione. La gente lo riverisce e lo rispetta, è impensabile qualsiasi critica.

Ciò che rende facile al popolo tenere il Sultano in una così alta considerazione è il fatto che lui si cura della sua gente, nel vero senso della parola: il suo governo provvede gratuitamente cure mediche, procura beni di prima necessità come il riso e l'alloggio per tutta la popolazione. Non ci sono tasse scolastiche per le scuole pubbliche e i cittadini del Brunei non pagano tasse sul reddito.
Questa politica è possibile grazie ai ricavi dei giacimenti di petrolio e gas, che costituiscono il 90% del PIL. La maggior parte dei cittadini del Brunei non conosce nessun altro sistema politico, nonostante il paese sia indipendente dal dominio britannico solo dal 1984, dato che il Sultano governava già prima dell'indipendenza del paese.

 

Tipi di cristianesimo colpiti

In Brunei, c'è una comunità di cristiani stranieri, ma anche una comunità di convertiti ex-musulmani che deve rimanere molto nascosta. Le chiese anglicane e cattoliche sono le sole comunità cristiane riconosciute nel paese, ma anche loro devono stare molto attente a ciò che fanno. Possono celebrare i loro servizi, ma le loro attività sono limitate. Le persone che si sono convertite al cristianesimo, soprattutto quelli che provengono dall'ideologia Malay, affrontano un grado di pressione molto più alta. Le chiese non registrate sono considerate sette illegali e di conseguenza vengono chiuse o quantomeno limitate e monitorate.

 

Sfere della vita

Le restrizioni per i cristiani sono più alte nella vita privata e nella vita di chiesa, ma ci sono forti pressioni anche nella sfera familiare e comunitaria. Per quanto riguarda i credenti ex-musulmani (MBB), le famiglie, gli amici e i vicini di casa possono facilmente diventare fonte di ostilità e spesso attuano forme di persecuzione violenta. Cambiare religione sulla propria carta d'identità è impossibile e le chiese devono stare molto attente a quello che fanno e dicono e ai luoghi in cui lo fanno.

Secondo i resoconti che ci sono pervenuti, i funzionari del governo stanno monitorando le funzioni religiose domenicali. I pastori sono molto attenti alle parole dei loro sermoni settimanali per evitare di offendere il governo o la famiglia reale. I pastori di lingua Bahasa (malese) sono sempre controllati dal governo. L'ampliamento e la ristrutturazione degli edifici di culto sono vietati.

I movimenti dei leader di chiesa sono tenuti sotto controllo ed è difficile, per loro, occuparsi della preparazione dei membri della chiesa o impartire studi teologici. I negozi di libri cristiani non sono permessi in Brunei e anche i turisti possono introdurre solo la propria Bibbia personale nel paese. E' impossibile stampare materiali cristiani e la loro importazione è vietata. Anche se non sono stati segnalati episodi di violenza nel periodo coperto dalle ricerche per la WWL2014, il livello di paura tra la minoranza cristiana è molto alto.

La regolamentazione delle scuole cristiane merita una menzione speciale dato che il Sultano ha annunciato che tutte le scuole devono contemplare studi religiosi islamici come materia obbligatoria a partire da gennaio 2013.

 

Violenza

Non ci sono state segnalazioni di violenze contro la minoranza cristiana. La persecuzione dei cristiani in Brunei avviene per lo più attraverso le forti pressioni e le restrizioni della legge, non attraverso episodi di violenza.

 

Prospettive future

Finché il monarca regnante viene percepito come difensore della fede islamica e le autorità che governano seguono il suo volere, la minoranza cristiana sarà presa di mira, discriminata e limitata. La libertà di vivere la fede cristiana sarà sempre più ristretta e la pressione e la paura per la minoranza cristiana aumenteranno. Dato il recente annuncio del Sultano sull'applicazione della Sharia a tutti i sudditi, la pressione per i cristiani rimarrà probabilmente invariata o aumenterà.