Brunei

Il fattore principale della persecuzione in Brunei è l’"estremismo islamico", al quale si aggiunge, per completare il quadro del paese, l’antagonismo tribale. Il Brunei è una nazione islamica, basata su un’ideologia chiamata Monarchia Musulmana Malay. Tramite un decreto governativo, i contatti con i cristiani, l’importazione di Bibbie e la celebrazione pubblica del Natale sono completamente bandite. La monarchia è vista come la protettrice della fede musulmana e la legge sharaitica è stata pienamente utilizzata sin dal 2011. L’islam regola ogni aspetto della vita nel Brunei. Esiste un programma di islamizzazione per i nativi ed entrando in un villaggio tribale si è monitorati da spie governative e dalla polizia.

L’estremismo islamico e l’antagonismo tribale sono i fattori principali della persecuzione. I familiari, gli amici e i vicini possono diventare fonti di ostilità per i cristiani ex musulmani. Il governo riconosce solo tre chiese cattoliche e tre chiese anglicane come chiese ufficiali nel paese. Le chiese non registrate sono considerate come "sette illegali" del cristianesimo dal governo locale. Le chiese non possono funzionare liberamente e sono "spiate" dagli ufficiali governativi. Provvedere insegnamenti e corsi teologici è diffcile e non è permessa l’esistenza di librerie cristiane. Il livello di paura tra i cristiani è molto alto. Ci sono sei scuole cristiane nel paese, ma queste affrontano molte pressioni al fine di far togliere dai loro corsi di studio l’insegnamento della Bibbia agli studenti.

Recentemente, il sultano ha annunciato che a partire dal 2013 gli studi religiosi sull’islam diventeranno materie obbligatorie nelle scuole. Sino a quando il monarca percepirà il proprio ruolo come quello di difensore della fede e quello dell’autorità governativa come esecutore della propria volontà, la minoranza cristiana sarà sempre trascurata e discriminata. Lo stato del Brunei occupa il 27° posto della WWL, nella categoria "Persecuzione Moderata".