Iran

La posizione nella World Watch List

Quest’anno l’Iran occupa il 9° posto della WWList con un punteggio di 77 punti, si colloca una posizione più in basso dell’anno scorso, quando aveva un punteggio di 72 punti. Come abbiamo visto per alcuni altri paesi, in particolare fra i primi 10, il punteggio è cresciuto anche se il paese è più in basso nella WWList. Questo fenomeno è dovuto ad una crescita del punteggio specialmente nelle prime 10 posizioni. Questo aumento di punti per l’Iran si spiega con un ulteriore peggioramento della situazione dei cristiani e con le maggiori informazioni ottenute sui casi di persecuzione nel periodo esaminato.

 

Fonti di persecuzione

Il motivo principale della persecuzione in Iran è l’estremismo islamico. L’islam è la religione di stato e tutte le leggi devono essere compatibili con l’interpretazione ufficiale della Sharia. I più forti persecutori dei cristiani sono le autorità ufficiali, i leader religiosi non cristiani, i movimenti estremisti e i gruppi rivoluzionari o paramilitari.

La persecuzione delle minoranze religiose si è intensificata in Iran fin dal 2005. Essa ha come oggetto in particolare i Baha’i, i Darvishi - un ordine religioso Sufi (fonte Amnesty International, 2012) - e i cristiani, specialmente ex-musulmani. Secondo lo stato, solo gli armeni e gli assiri possono legalmente essere cristiani. I persiani (le persone appartenenti al gruppo etnico principale dell’Iran) cristiani sono per definizione apostati. Questo rende quasi tutte le attività cristiane illegali, specialmente se svolte nella lingua farsi, dall’evangelizzazione all’insegnamento biblico, dalla pubblicazione di Bibbie e libri cristiani alla predicazione. Eppure il duro trattamento del regime contro i cristiani alimenta la fiamma della crescita della Chiesa.
Da quando, nel 2010, l’ayatollah Ali Khamenei ha messo in guardia la nazione sull’espansione delle comunità familiari, la persecuzione è aumentata e il trattamento dei cristiani è rapidamente peggiorato.

 

Elementi di contesto

C'è ancora diffuso malcontento all'interno del paese. Le proteste sia della società sia dei gruppi politici non sono mai state così forti fin dagli anni della Rivoluzione islamica (1979). La manifestazione e le proteste continuano. L'opposizione sta cercando di ottenere maggiore potere, ma fino ad ora è stata soppressa da chi è al governo. La dura repressione seguita alle manifestazioni pubbliche mostra chiaramente il carattere oppressivo del sistema politico e religioso. Tuttavia, il regime è contrario a qualsiasi cambiamento sociale. Come risultato, vi è meno tolleranza nei confronti delle minoranze.

Soprattutto i cristiani sono vissuti come una minaccia per il regime in quanto il loro numero è costantemente in crescita e si dice che molti fra i figli dei leader politici e spirituali stiano lasciando l'islam per il cristianesimo. In generale, gran parte della società è stanca del sistema e, dopo 30 anni di Repubblica islamica, ne vede le sue mancanze.

L'attenzione del regime è orientata ad eliminare coloro che evangelizzano e utilizza per raggiungere lo scopo spie infiltrate, arresti, divieto di svolgere servizi religiosi non islamici in lingua farsi e chiusure di chiese. Inoltre, le pressioni e gli attacchi contro le comunità cristiane, in particolare contro le chiese evangeliche e contro i loro luoghi di culto, sono aumentati. Il divieto di svolgere attività per le comunità familiari viene preteso con ancora più rigidità.

 

Tipi di cristianesimo colpiti

Fra tutti i cristiani, gli MBB sono i più colpiti, così come gli evangelici protestanti. C’è meno pressione, relativamente, sulle minoranze etniche cristiane storiche come armeni e assiri, purchè non evangelizzino i musulmani. Evangelizzazione, formazione e pubblicazione della Bibbia in lingua farsi sono azioni illegali, ma questo ha contribuito ad alimentare la fiamma della crescita della Chiesa.

 

Sfere della vita

Ci sono pressioni sui cristiani in ogni sfera della vita. Le pressioni sui cristiani sono in aumento e provengono soprattutto dalle famiglie e dalle autorità. Per una famiglia musulmana in Medio Oriente è una grande vergogna quando uno dei suoi membri lascia l’islam. In precedenza le pressioni sugli ex-musulmani in Iran da parte delle famiglie d’origine sembravano essere meno pesanti che altrove nella regione. Il motivo sembra risiedere nel fatto che la prima generazione di MBB provenisse, per lo più, da ambienti islamici nominali. Questa situazione è cambiata, dato che gli MBB provengono, sempre più spesso, da famiglie islamiche ortodosse. Come risultato, l'opposizione della famiglie è più intensa.

Molti servizi di chiesa nel periodo esaminato sono stati controllati dalla polizia segreta. I credenti, in particolare quelli convertiti dall'islam, che sono attivi nelle chiese o nelle comunità familiari, sono sotto pressione: vengono interrogati, fermati dalla polizia, messi in prigione e picchiati.

Ogni musulmano che abbandona l'islam rischia la pena di morte e le funzioni religiose non musulmane sono controllate dalla polizia segreta. L'attenzione del regime è su coloro che evangelizzano; perfino le confessioni cristiane storiche non sono al riparo da molestie. Le attività di chiesa sono strettamente sorvegliate e i membri schedati. La paura delle autorità iraniane per il numero crescente di cristiani, soprattutto all’interno delle comunità familiari, è legato al fatto che molti musulmani iraniani disillusi diventano curiosi e si avvicinano al cristianesimo.

L'islam è la religione ufficiale in Iran, e tutte le leggi e i regolamenti devono essere coerenti con l'interpretazione ufficiale della Sharia. Anche se i cristiani etnici (armeni e assiri) sono una minoranza religiosa riconosciuta, a cui ufficialmente è garantita la libertà religiosa, ci è stato riferito che non sono mancati, neanche fra loro, casi di reclusioni, abusi fisici, molestie e discriminazioni a causa di fede. Chiese armene e assire sono autorizzate a insegnare ai connazionali nella propria lingua di origine, ma è vietato loro di condurre incontri con persone di background musulmano (in lingua farsi).

 

Violenza

In Iran, le detenzioni di cristiani sono molto comuni. Inoltre, molti cristiani sono stati picchiati in carcere. Diversi cristiani sono stati costretti a lasciare le loro case e a fuggire dal paese. Come abbiamo visto nel corso degli ultimi anni, il periodo di Natale è quello in cui le comunità familiari sono particolarmente prese di mira, in questo periodo avviene un aumento evidente di irruzioni nelle comunità familiari e di arresti. Durante il periodo di riferimento per la WWL2014, abbiamo ricevuto ulteriori informazioni sulle incursioni nelle comunità familiari. Questo è uno dei motivi della crescita del punteggio dell'Iran.

Le pressioni e gli attacchi contro le comunità cristiane, in particolare quelle protestanti (tra cui evangelici e presbiteriani), e i loro luoghi di culto sono continuati. La tattica del regime iraniano è volta a vietare tutti i servizi in lingua farsi delle chiese evangeliche/protestanti. Ciò comporterà, con tutta probabilità, un’ulteriore crescita delle comunità familiari in futuro, in quanto è quasi impossibile aprire nuove chiese.

Importante sottolineare che i leader delle confessioni cristiane che sono riconosciute in Iran, cioè le denominazioni armena e assira, non sono rimasti esenti da molestie. La politica del governo è quella di spingerli a lasciare il paese. Le attività delle chiese presenti da molto tempo in Iran sono state sorvegliate strettamente e il regime ha individuato e registrato i loro membri. Alcuni pastori e membri di queste chiese sono stati arrestati.

 

Prospettive future

L'Iran sembra aver scelto una nuova direzione dopo l'elezione del nuovo presidente Hassan Rowhani nel giugno 2013. I media occidentali spesso hanno dato l'impressione che gli iraniani potevano scegliere tra candidati conservatori e candidati moderati. Nulla può essere più lontano dalla verità: tutti i candidati sono stati selezionati dal leader supremo l’Ayatollah Ali Khamenei. Il tono moderato di Rowhani sembra avere successo nelle relazioni internazionali e ha portato ad un accordo provvisorio sul programma nucleare dell'Iran con le potenze internazionali. Per il momento tuttavia non ci saranno grossi cambiamenti sull'economia iraniana: la maggior parte delle sanzioni resteranno. E’ probabile che Rohwani continui questa politica fino ad ottenere risultati soddisfacenti, cioè l'abolizione delle sanzioni, per consentire all'economia iraniana di risollevarsi. Rohwani ha anche promesso di istituire una carta dei diritti civili, che preveda l’uguaglianza fra tutti i cittadini, senza discriminazioni di razza, religione o sesso. Resta da vedere se questa promessa porterà a risultati concreti. Il tempo ci dirà se la differenza tra Rowhani e Achmadinejad è reale o solo di facciata.

Nel frattempo, la curiosità e l’interesse per il cristianesimo (e per altre religioni non islamiche) continuano a crescere fra i musulmani iraniani disillusi dallo stato iraniano che promuove l’islam shiita. In totale si stima che attualmente ci siano 450.000 cristiani in Iran, di cui 80.000 di background etnico (assiro/armeno) e 370.000 provenienti da un contesto musulmano. Molti cristiani etnici e MBB stanno lasciando il paese. Secondo le previsioni del Persian Cluster Forecast, oltre alla continua crescita del cristianesimo, soprattutto nelle città, l'aumento di agnosticismo e dell'islam nominale sono le tendenze più forti in questo momento.