Maldive

La posizione nella World Watch List

Con 77 punti le Maldive si collocano in 7° posizione nella World Watch List 2014. Nel 2013 si trovavano al 6° posto con 74 punti. Negli ultimi anni non è cambiato sostanzialmente niente per la piccola comunità cristiana: né per gli stranieri, né per i credenti indigeni. Al contrario, la retorica islamica e la pressione che la accompagna sono in aumento. Da più di dieci anni le Maldive si trovano fra le prime dieci posizioni della WWL. La minaccia di perdere la cittadinanza, per chi si converte al cristianesimo, è unica nel suo genere ed è sempre più utilizzata.

 

Fonti di persecuzione

La maggiore fonte di persecuzione per i cristiani nelle Maldive è costituita dall'estremismo islamico.

Estremismo islamico: il governo islamico si pone come protettore dell'Islam e per questo ha istituito una serie di leggi che proibiscono, nella pratica, agli abitanti delle Maldive, di convertirsi ad altre religioni, se non vogliono andare incontro a pesanti sanzioni, inclusa quella di perdere la cittadinanza. Vivere alle Maldive equivale ad essere musulmani, non c'è spazio per altre religioni o per l'ateismo. Ufficialmente non ci sono cristiani maldiviani, solo stranieri cristiani. Questa politica religiosa viene alimentata dal denaro e dall'ideologia estera ed è dimostrata dal fatto che il presidente ad interim Hassan ha annunciato, nel 2012, una stretta collaborazione con l'Iran per quanto riguarda l'area dell'istruzione. Nel luglio 2012  è stata inaugurata, presumibilmente da un paese estero, la prima tv islamica nazionale.

 

Elementi di contesto

Le Maldive stanno ancora cercando il loro posto nel mondo combattendo per non essere sopraffatte da relazioni bilaterali o internazionali. Una delle questioni più rilevanti è la relazione con l'India: una delle ragioni per le quali il presidente Nasheed è stato spodestato ha a che fare con l'aeroporto internazionale nella capitale dell'isola, Malé. L'aeroporto doveva essere ampliato. L'appalto è stato vinto da una compagnia Indiana, ma è stato annullato quanto Nasheed ha dovuto abbandonare il suo ufficio. Per ogni problema nel paese l'Islam si propone come l'unica soluzione possibile. Ad esempio il capo della giustizia maldiviano Ahmed Faiz Hussein ha criticato la manifestazione silenziosa effettuata da alcuni cittadini a favore della tolleranza religiosa il 10 dicembre 2011, la giornata internazionale per i diritti umani. Hussein ha affermato che questa protesta ha shockato la nazione e ha evidenziato l'indebolimento della fede islamica nazionale. Nel novembre 2011, quando le Maldive hanno ospitato il summit della SAARC (Associazione per la Cooperazione Regionale nel Sud Asiatico) per la prima volta, una folla, guidata probabilmente dai sostenitori dell'ex presidente Gayoom, ha distrutto uno striscione dove era raffigurata un'immagine di Gesù, che indicava il cristianesimo come una delle religioni del Meridione Asiatico.

 

Tipi di cristianesimo colpiti

I cristiani nelle Maldive sono trattati diversamente in funzione del gruppo a cui appartengono: gli stranieri e il piccolo gruppo di locali. Premesso che entrambi i gruppi godono di una limitatissima libertà di credo e di culto, bisogna dire che i cristiani stranieri si possono almeno incontrare nelle ambasciate, se vivono nella capitale. I cristiani maldiviani, invece, non hanno alcuna libertà; sono vittime di ogni tipo di persecuzione e sono costretti a vivere la loro fede di nascosto.

 

Sfere della vita

I cristiani maldiviani sperimentano una pressione enorme e la persecuzione in ogni ambito della loro vita. C'è un diffuso controllo sociale per valutare ogni individuo al fine di correggere qualsiasi deviazione dal cammino dell'Islam. Poiché la densità demografica è molto alta, di fatto non esiste privacy: è possibile affermare che non esiste quasi una sfera privata. La pressione si rispecchia anche in ambito familiare e comunitario. Di conseguenza non ci sono riunioni di culto o edifici che ospitino chiese alle Maldive. I pochi cristiani maldiviani prendono tutte le precauzioni possibili per non essere scoperti.

La pressione è alta anche a livello politico e religioso. L'emendamento del settembre 2011 all'esistente "Atto di Protezione dell'Unità Religiosa" dimostra un crescente consenso all'Islam. Secondo questo Atto ogni individuo deve evitare di ingenerare odio nei confronti delle persone di differente credo. Anche se ciò, in apparenza, potrebbe sembrare una cosa positiva, in realtà serve a rafforzare l'esistente politica governativa che considera l'Islam parte imprescindibile dell'identità culturale maldiviana; risulta inoltre un'ulteriore conferma di come il governo proibisca la pratica di altre religioni al di fuori dell'Islam. Un commento da una fonte giornalistica indipendente "Minivan News" sull' Atto di Unità Religiosa ha affermato che questa regolamentazione ha dato una chiara indicazione su quale religione ufficiale si stia facendo strada nel paese: il Deobandi Islam, la religione dei talebani. L'importazione ufficiale di Bibbie e letteratura cristiana è impossibile. Anche alcuni turisti hanno riferito di aver incontrato difficoltà nel portare con sé la propria copia personale della Bibbia.

 

Violenza

Come è stato già detto, il livello di violenza non è molto alto. I cristiani sono ben nascosti perché sanno cosa accadrebbe loro nel caso in cui venissero scoperti. Le Maldive sono un esempio emblematico di nazione in cui la pressione sociale è talmente elevata che non c'è bisogno di altre forme di violenza per opprimere i cristiani. Alcuni di loro, dopo essere stati scoperti, sono stati costretti ad espatriare. In un caso, una donna è stata pesantemente picchiata e abusata quando il marito ha scoperto la sua conversione.

 

Prospettive future

Lo sviluppo verso un sistema più democratico è a rischio, al momento, sull'isola. Nel settembre del 2013 l'elettorato, al primo turno, ha votato per Mohammed Nasheed, ex attivista per i diritti umani. Dopo le proteste suscitate da parte degli altri candidati, la Corte Suprema ha dichiarato però le elezioni nulle. Anche la seconda elezione il 9 novembre 2013 ha visto Nasheed in testa con il 48% dei voti. Il ballottaggio però è stato però vinto da Abdullah Yameen del Partito del Popolo Islamico delle Maldive, fratellastro dello storico presidente e dittatore Gayoom, con un margine dell'1,61% nei voti totali. I risultati dimostrano una forte apertura verso il cambiamento, ma, se questa voce resta ignorata, le cose potrebbero diventare pericolose alle Maldive. Questa instabilità si ripercuote sulle minoranze, specialmente su quelle che deviano dall'Islam, come i cristiani. L'attuale governo Maldiviano ha confermato il suo ruolo di difensore e protettore dell'Islam e riaffermato l'importanza dei valori islamici. Data la durezza del governo e il sostegno che gode da parte dei cittadini maldiviani, ultimamente (nell'aprile del 2013) dimostrato da una manifestazione di giovani cittadini maldiviani per il pieno implemento della Sharia, non ci aspettiamo cambiamenti sostanziali nel prossimo anno.