Pakistan

La posizione nella World Watch List

Con un punteggio di 77 punti , il Pakistan si colloca all'8° posto nella World Watch List 2014. Nel 2013, il Pakistan era 14° con un punteggio di 63 punti. Negli ultimi anni, la situazione dei cristiani non è cambiata molto, continuano ad essere sotto un'enorme pressione da parte del governo e dei gruppi sociali. L'incremento del punteggio è in parte dovuto ad un aumento del livello di violenza, ma anche ad un forte e diffuso aumento di ostilità da parte della società nei confronti dei cristiani. Ciò si riflette nel fatto che nella relazione aggiornata del 2013 su "Restrizioni globali sulla religione" del Pew Forum, il Pakistan ha raggiunto il punteggio massimo, senza precedenti, in termini di ostilità sociale. Questo forte aumento può essere spiegato dalla situazione creatasi durante le elezioni nazionali  nel 2013. La maggior parte dei candidati cercavano l'appoggio dei gruppi estremisti islamici, che a loro volta hanno aggiunto pressione nei cinque ambiti che la World Watch List prende in esame.

 

Fonti di Persecuzione

Le cause della persecuzione che colpisce i cristiani in Pakistan sono principalmente: l'estremismo islamico e, in misura minore,  la corruzione organizzata.

L'estremismo islamico: i cristiani del Pakistan subiscono l'azione delle organizzazioni islamiche militanti, di gruppi di persone che abitualmente colpiscono con violenza i cristiani e di una cultura islamizzante che produce l'isolamento dei cristiani dal resto della popolazione. Molti cristiani che possono permettersi di lasciare il paese lo stanno facendo. Alcuni osservatori parlano della "talebanizzazione" della società pakistana. Le famigerate leggi sulla blasfemia continuano ad avere conseguenze devastanti per le minoranze, compresi i cristiani, nonostante alcuni raggi di speranza sollevati dal caso di Rimsha Masih. A metà agosto del 2012, questa ragazza era stata imprigionata perchè accusata di aver dissacrato il Corano, nonostante sia risultato, da un rapporto medico richiesto dal tribunale, che la quattordicenne fosse mentalmente ritardata. Addirittura alcuni religiosi musulmani, con stretti legami con organizzazioni estremiste, hanno chiesto la sua liberazione e preso le distanze da queste false accuse. La ragazza è stata infine rilasciata su cauzione e, nel novembre 2012, assolta da tutte le accuse. Tuttavia lei e la sua famiglia hanno dovuto lasciare il paese e il dibattito sulle leggi ben presto si è spento. Il primo ministro neo-eletto è entrato in punta di piedi nella situazione e non ha preso decisioni a riguardo, in modo da compiacere le forti correnti estremiste islamiche. Non ci si aspetta alcuna iniziativa particolare da parte sua.
Un colpo, letteralmente devastante, che mostra il crescente estremismo, è stato l'attacco bomba del 22 settembre 2013 contro la Chiesa Anglicana "Tutti i Santi" a Peshawar.
La corruzione organizzata: la corruzione è dilagante in Pakistan e tutti i cittadini soffrono per questo.  L'uso di tangenti è diffusissimo ed è dato per scontato in qualsiasi cosa debba essere fatta (negli enti locali o federali, per i militari e per i leader di comunità tribali). Molti cristiani lavorano come braccianti, dipendono completamente dai loro datori di lavoro e, quindi, sono vulnerabili a qualsiasi richiesta o ricatto, di tipo economico e sociale.

 

Elementi di contesto

Il paese è destinato a superare l'Indonesia come paese con la più grande popolazione musulmana del mondo entro il 2030 (256 milioni), secondo un Rapporto di Pew Research rilasciato nel gennaio 2011. Questa crescita demografica comporterà seri problemi per il Pakistan e potrebbero farne le spese le minoranze religiose, compresi i Cristiani, ma anche gli Ahmadi, gli Indù, i Sikh, gli Ebrei e i musulmani Sciiti. Il paese non è mai stato in grado di produrre un censimento imparziale e quindi le cifre ufficiali possono non essere corrette. Tuttavia sembrerebbe che i cristiani del Pakistan siano una minoranza del 2,5% circa in un paese che attualmente supera i 180 milioni di abitanti, con il 96% della popolazione di fede islamica.

Questa crescita demografica comporterà anche una mancanza di prospettiva per un numero crescente di giovani in Pakistan. Ancora oggi il tasso di disoccupazione è alto, non importa quale istruzione o titolo di studio si possegga. I giovani continuano a non avere prospettive e sono costantemente spinti dal governo, da gruppi religiosi e dai media ad un approccio anti-occidentale. Pertanto i giovani cercano alternative che potrebbero trovare solo nei gruppi estremisti islamici che promettono un sistema diverso (basato sulla rigida interpretazione dell'Islam) con più giustizia e sostenibilità economica. I cristiani e le altre minoranze, come gli Ahmadi o gli Hazari potrebbero diventare facilmente bersaglio della loro ira.

 

Tipi di cristianesimo colpiti

Ci sono tre tipi di cristianesimo in Pakistan: le chiese tradizionali; i cattolici o gli anglicani (sono presenti nel paese dal tardo 18° secolo), i gruppi protestanti non tradizionali, e, soprattutto tra questi ultimi, un certo numero di cristiani provenienti dall'Islam, gli MBB (Muslim Background Believer - Cristiani ex-musulmani).
Gli ex musulmani, se scoperti, devono fronteggiare la più dura persecuzione, quindi spesso sono credenti che tengono nascosta la loro fede cristiana o addirittura si trasferiscono per motivi di sicurezza. Se un accusa di blasfemia viene sollevata da qualcuno, frequentemente, si raduna una folla che attacca i cristiani senza distinzione fra le diverse denominazioni. Come un rapporto di Porte Aperte riporta: "Ogni volta che avviene la persecuzione, non importa quale sia la chiesa o l'organizzazione cristiana di appartenenza". Lo stesso vale per la forte pressione sociale che i cristiani e le altre minoranze si trovano ad affrontare.

 

Sfere della vita

I cristiani in Pakistan devono affrontare una forte pressione in tutte le sfere della vita. Il sospetto e i pregiudizi sono elevati ed è sempre pericoloso tenere materiale cristiano in casa. Le accuse di blasfemia possono essere sollevate in ogni occasione. Tali accuse spesso sono sollevate solo per il regolamento di conti personali, ma, ovviamente, questo si traduce nel fatto che i cristiani debbano sempre agire con estrema cautela. Gli ex-musulmani affrontano una pressione ancora maggiore e il controllo costante da parte della famiglia e dei vicini di casa.

Rispetto alle altre sfere, l'aspetto riguardante la vita di chiesa ha un punteggio relativamente basso. Questo riflette il fatto che le chiese possono ancora riunirsi ed operare senza ostacoli. Può succedere che le riunioni vengano interrotte ed attaccate, ma le chiese possono ancora operare pubblicamente.

Va notato che gli edifici ecclesiastici sono spesso messi al riparo da eventuali attacchi con alte mura; a volte assomigliano più a delle fortezze che ad edifici di culto. Le congregazioni devono assumere e pagare spesso delle guardie. E' importante capire che la "chiesa" in Pakistan non è solo un luogo di culto per il cristiano, ma qualcosa di più. La chiesa locale non esiste solo perché si possano svolgere in essa i servizi domenicali, ma anche per tutte quelle attività sociali che si svolgono nell'arco dell'intera settimana. Pertanto comprendere la funzione che ha il locale della chiesa è di grande utilità per capire meglio le limitazioni della libertà di religione in Pakistan.

 

Violenza

Il Pakistan è, da molti anni, famoso per le violenze effettuate contro le minoranze religiose. I cristiani sono spesso presi di mira e ci sono molti "incidenti" negli archivi di Porte Aperte anche per il periodo di riferimento di questa WWL. L'evento più sconvolgente, fino ad oggi, in termini di violenza è stato il doppio attacco bomba a Peshawar contro la Chiesa di "Tutti i Santi" il 22 settembre 2013, che ha provocato la morte di 84 cristiani e il ferimento di altri 175. E' stato il più grande attentato contro una chiesa mai effettuato, è avvenuto a sorpresa ed era completamente inaspettato. Secondo la Commissione Asiatica per i Diritti Umani, il gruppo estremista islamico Jundallah ne ha rivendicato la responsabilità e ha dichiarato che continuerà ad uccidere i cristiani in quanto "nemici dell'Islam".

Si verificano attacchi su larga scala ai cristiani anche per la diffusione di voci di presunta blasfemia. Nel periodo di riferimento di questa WWL, episodi di questo tipo sono accaduti durante il Natale 2012 a Iqbal Town, nel marzo 2013 in Badami Bagh e nell'aprile 2013 a Gujranwala, Khanewal e Multan, causando il ferimento di numerosi cristiani e la distruzione di alcune decine fra case e negozi. Sommando tutto quanto detto, il paese ha visto un forte aumento del livello di violenza, che ha provocato un netto peggioramento nel punteggio finale della nazione.

Inoltre, donne e ragazze stanno sperimentando violenze ogni giorno. Soprattutto le donne e le ragazze delle minoranze sono obiettivi vulnerabili e subiscono spesso stupri e abusi sessuali. Sono facili prede, essendo considerate persone inferiori.

Spesso le donne cristiane sono povere e non possono permettersi, se anche ne avessero il coraggio, di sporgere denuncia alla polizia contro i propri datori di lavoro che abusano di loro, anche perché difficilmente otterrebbero giustizia. Le aggressioni sessuali contro ragazze minorenni cristiane da parte di uomini musulmani continuano a essere segnalate. Alcune ONG cattoliche stimano che almeno 700 ragazze cristiane, ogni anno, siano vittime di rapimenti e siano costrette a convertirsi all'Islam.

 

Prospettive future

Il Pakistan ha un ruolo fondamentale nell'area geografica in cui si trova e i cambiamenti che avvengono in questa nazione possono influenzare anche il vicino Afghanistan.

Molto probabilmente, la situazione non migliorerà a breve per la minoranza cristiana. C'è una miscela di crescente estremismo islamico, di crescenti sfide sociali (a causa dell'aumento della popolazione), di mancanza di prospettive economica e di percezione sempre più conservatrice della società che indicano una direzione non favorevole per i cristiani pakistani.

Inoltre c'è qualcos'altro che potrebbe ostacolare il miglioramento della situazione.

Non è chiaro chi realmente stia governando il paese. In alcune zone del Pakistan, le tribù locali sembrano essere al potere e agiscono indipendentemente dal governo di Islamabad. Il governo e l'esercito non propongono personalità abbastanza forti da potersi opporre agli attacchi contro le minoranze. Il risultato è un silenzio assenso, un'approvazione tacita, così da poter contare sul sostegno dei gruppi radicali e della popolazione in caso di nuove elezioni. Quindi, si può parlare anche di politica totalitarista come causa aggiuntiva di persecuzione nel paese, ma questo punto meriterebbe un'indagine ulteriore.