Sudan

La persecuzione dinamica in Sudan (Nord) è un mix di “Estremismo islamico” e “Paranoia dittatoriale”. La sharia non è ancora stata pienamente implementata. I cristiani affrontano crescenti minacce dalle comunità islamiche e dalle autorità del governo islamico, ciò nonostante il numero dei credenti ex-musulmani è in crescita. Il governo e la società cercano di opprimere i cristiani in tutte le sfere della vita e il livello di violenza nei loro confronti è cresciuto l’anno scorso. Al-Bashir sta perdendo supporto e il suo regime è in difficoltà. Ha perso il 75% delle sue entrate con l’indipendenza del Sudan del Sud e, delle rimanenti risorse, la stampa stima che il 70% venga usato per combattere in Darfur e nelle contestate regioni di confine con il Sudan del Sud.

A maggio del 2011, durante l’invasione delle forze armate sudanesi (SAF), più di 75.000 persone sono state spietatamente sfollate dalla regione di Abyei. Durante gli attacchi, abitazioni, scuole e chiese sono state saccheggiate e bruciate e le riserve d’acqua inquinate.

E’ stato riportato che dal mese di aprile 2012 più di 10.000 sfollati del gruppo etnico Dinka Ngok sono tornati ad Abyei, in seguito all'Accordo Temporaneo di Addis Abeba tra il Sudan del Sud e il Sudan e il dispiegamento di forze di sicurezza delle Nazioni Unite. Il futuro per la Chiesa in Sudan è incerto. Il livello di paura fra i cristiani cresce lentamente e ci sono ragioni di temere che i leader del Sudan - sia al-Bashir o i nuovi leader islamici - continueranno la pulizia etnica e religiosa, in particolare nelle zone di confine con il Sudan del Sud. Il Sudan è al 12 ° posto nella WWL, nella categoria “severa persecuzione”.