Sudan

La posizione nella World Watch List

Il Sudan è un paese musulmano attanagliato dalla povertà, geograficamente circondato da Egitto, Libia, Chad, Repubblica Centrafricana, Sud Sudan, Etiopia, Eritrea e Golfo di Aden. Il Sud Sudan ha recentemente acquisito l'indipendenza dal Nord. Con 73 punti, il Sudan si colloca all'undicesimo posto nella World Watch List 2014 (WWL), mentre l'anno scorso occupava il dodicesimo posto con 70 punti.

Questa differenza può essere attribuita al generale peggioramento della posizione dei cristiani sudanesi e, in particolare, degli ex-musulmani. Questo peggioramento è confermato dai resoconti di un ricercatore locale, che testimonia l'intensificazione delle dinamiche di persecuzione in Sudan. Ci sono tre fattori principali alla base di questo fenomeno. Il primo fattore è stato la separazione del Sudan dal Sud Sudan, un'area prevalentemente cristiana. Il Sudan è ora uno Stato a maggioranza musulmana. Il secondo fattore deriva dal fatto che il Presidente del Sudan, Al-Bashir, e la sua classe dirigente stiano cercando in tutti i modi di mantenere il proprio ruolo alla guida del paese. Il terzo fattore è collegato ad un aumento delle inclinazioni estremiste della parte musulmana della società: si ha l'impressione che il Presidente Al-Bashir se ne stia servendo per mantenere stabile la sua posizione di potere.

 

Fonti di persecuzione

Le due fonti principali che alimentano la persecuzione dei cristiani in Sudan sono il fondamentalismo islamico e la politica totalitaria.

Fondamentalismo islamico: Storicamente, l'Islam è ben radicato nella società sudanese. La stragrande maggioranza della popolazione è musulmana, principalmente sunnita, sebbene vi siano anche comunità sciite. La sharia è alla base del sistema legale del paese, e le classi influenti sembrano voler rafforzare il regime islamico del Sudan. Inoltre l'apostasia è un crimine riconosciuto e punibile con la condanna a morte e le leggi sulla blasfemia sono applicate in tutto il paese per perseguitare i Cristiani, in modo particolare gli ex-musulmani (MBBs, Muslim Background Believers)
Politica totalitaria: il governo sudanese sta affrontando una crisi profonda. Dopo la secessione del Sud Sudan, le entrate relative al commercio del petrolio sono crollate, la crisi in Darfur è degenerata, così come il conflitto con il Sudan People Liberation Movement del Nord (SPLM-N) e il generale malcontento nei confronti del partito dirigente del Presidente Al-Bashir. Secondo una fonte locale sembra che la tattica del Presidente Al-Bashir per risollevare il consenso della popolazione, in un periodo di sfide socio economiche e politiche, sia quella di additare negativamente l'area occidentale del paese. Questo si rivela particolarmente dannoso per i cristiani in quanto vengono solitamente collegati proprio a quella zona del paese.

Ad ogni modo appare evidente che la linea che divide l'estremismo islamico dalla politica totalitaria è molto sottile. La stessa classe dirigente è composta in prevalenza da musulmani radicali e il partito alla guida del paese, il National Congress Party (NPC), di conseguenza, è un mezzo per raggiungere gli obiettivi di un'agenda tutta islamica. Questo implica che il ruolo del governo nelle dinamiche di persecuzione dei cristiani è maggiormente alimentato dalle simpatie per il radicalismo islamico piuttosto che dalle tendenze totalitarie del regime.

 

Elementi di contesto

Gli elementi seguenti sono importanti per capire il contesto della persecuzione cristiana in Sudan. In primo luogo, l'Islam è storicamente e profondamente radicato nella società sudanese: è presente fin dal VII secolo, mentre il Cristianesimo ha vissuto un importante risveglio durante il XIX secolo. In secondo luogo, paradossalmente, nonostante il Cristianesimo esista fin dal primo secolo, viene considerato "estraneo" alla cultura sudanese. Inoltre l'aspetto etnico-culturale del Sudan è diversificato e complesso: la popolazione del nord è generalmente di origine araba, mentre gli abitanti del Sud del paese hanno origini africane. Dopo la secessione, comunque, c'è ancora un significativo numero di cristiani, principalmente di origine africana, presso le Nuba Mountains al Sud del Sudan. Per decenni i musulmani dell'area nord e i cristiani dell'area sud sono stati coinvolti in un conflitto che ha visto anche l'uso delle armi. I cristiani provarono la strada della separazione, mentre i musulmani si opposero all'idea di un Sud Sudan indipendente, in parte perché ciò avrebbe significato la perdita delle entrate relative al petrolio. All'interno di questo scenario, dopo la secessione, la persecuzione si è intensificata e sono aumentate le deportazioni dei lavoratori cristiani, gli arresti e le violenze nei confronti dei pastori.

 

Tipi di cristianesimo colpiti

Ci sono quattro tipologie di cristiani in Sudan. Agli inizi del 2013 la maggioranza della comunità immigrata ricevette l'ordine di lasciare il Sudan; di conseguenza, non è rimasto quasi nessun immigrato cristiano nel paese. Accanto a questa residua comunità di cristiani immigrati da altri paesi, gli altri credenti sono per lo più provenienti da comunità di protestanti non tradizionali, oppure da alcune piccole comunità di ex-musulmani. Così come nei paesi confinanti queste diverse tipologie di credenti affrontano differenti livelli di persecuzione. Tra il 1850 e il 1900 numerosi cristiani copti ortodossi si convertirono all'Islam, nonostante ciò si stima che ci siano ancora approssimativamente 200.000 Copti praticanti in Sudan. Altri credenti che stanno subendo varie forme di persecuzione sono quelli che appartengono a diverse denominazioni protestanti non tradizionali (si parla di circa 100.000 credenti). A sperimentare la pressione più forte sono comunque gli ex-musulmani, non soltanto nelle sfere della vita sociale e di chiesa, ma anche all'interno della famiglia e della vita privata.

 

Sfere della vita

Il punteggio sulla WWL è salito da 70 a 73 punti a causa di un lieve peggioramento nello scenario della persecuzione. In ogni caso, poiché si registra un calo delle battiture e delle violenze a motivo della fede (approssimativamente 4 punti) è utile sottolineare che la situazione è piuttosto peggiorata in altri campi della vita dei credenti. L'aggravamento della situazione è imputabile in parte al peggioramento della posizione dei credenti ex-musulmani (MBBs) nella sfera privata, familiare e sociale. Come accennato prima, ad alimentare queste pressioni, ci sono familiari, leader religiosi e membri della società. L'altro fattore a cui può essere imputato il peggioramento registrato quest'anno è l'intensificarsi della pressione nella sfera ecclesiastica, con un conseguente impatto negativo praticamente su tutte le tipologie di chiesa. Per esempio, un esperto locale ha riportato che il governo sudanese interferisce frequentemente nella gestione interna delle istituzioni religiose: a causa delle leggi imposte dal Ministry of Guidance and Religious Endowment i pastori si sentono costretti all'autocensura e alla limitazione delle proprie attività.

 

Violenza

Nonostante la diminuzione del numero di violenze "mirate", il numero di episodi contro i cristiani è pur sempre sconfortante, anche paragonato alla maggior parte degli altri paesi della WWL. Un ricercatore OD sul campo ha segnalato una serie di reati, nonché omicidi, riconducibili a motivi religiosi, che hanno colpito almeno una decina di proprietà cristiane come scuole, ospedali e case. Inoltre ci è stato riportato che almeno dieci credenti sono detenuti per motivi collegati alla loro fede. Analogamente, un considerevole numero di cristiani sono stati incarcerati e molte ragazze cristiane sono state costrette a sposare uomini non cristiani. In questo contesto, in parte a causa delle pressioni, in parte a motivo delle minacce di tortura, i singoli credenti e i conduttori delle chiese hanno cercato protezione al di fuori del Sudan, specialmente in Egitto e in Sud Sudan.

I resoconti confermano che il livello di crimini impuniti è alto, e che il governo sudanese non persegue la giustizia in casi di atti di violenza mirata contro i cristiani.

In aggiunta a tutto questo, il governo sudanese è direttamente coinvolto nei conflitti (violenti) che stanno accendendo le tensioni in Darfur, Sud Kordofan e nelle regioni del Blue Nile. Per quanto riguarda il Darfur il governo sudanese ha avuto parte attiva nel supportare e addestrare le milizie arabe Janjaweed, le quali hanno oppresso sia i cristiani che altre minoranze presenti in Darfur. In Sud Kordofan, in particolare ad Abyei, la tensione è altrettanto alta poiché quest'area, pur essendo rivendicata dal Sud Sudan, è ancora sotto il controllo di Khartoum.

 

Prospettive future

Il Presidente Al-Bashir e il suo governo hanno ancora il controllo del Sudan, nonostante le lagnanze di varie parti della popolazione sull'indebolimento economico del paese di fronte alle perdite relative alle fonti petrolifere del Sud Sudan. I ricercatori sul campo dichiarano che la posizione dei cristiani in Sudan sta peggiorando: la paura tra i credenti è in aumento e la fiducia, così importante per avere una vita di chiesa prospera, sta venendo meno in quanto i credenti finiscono per sospettare che gli stessi fratelli in fede siano delle spie al servizio della National Intelligence and Security Services (NISS). Inoltre sono aumentate  le violenze contro gli ex-musulmani da parte dei familiari non cristiani e anche quest'anno c'è stato un rilevante esodo dei cristiani verso il Sud Sudan. Bisognerà vedere se e come il Presidente Al-Bashir riuscirà a mantenere stabile il suo potere e in che modo si servirà di coloro che intendono portare avanti un'agenda basata su idee molto vicine all'estremismo islamico. Un altro fattore di rischio è rappresentato dalle dinamiche tribali e della corruzione organizzata, che vanno a peggiorare la già fragile posizione dei cristiani in Sudan. In più, nonostante il Presidente Al-Bashir sia gravato da due mandati d'arresto internazionali, sia l'attenzione che la presenza "fisica" della comunità internazionale nel paese sono in diminuzione: questo potrebbe rendere i cristiani un gruppo ancora più vulnerabile all'interno della società sudanese.