Territori Palestinesi

Secondo la risoluzione 67/19 dell'ONU, i Territori palestinesi includono due regioni discontinue della Palestina: la Striscia di Gaza e la Cisgiordania. Questi territori sono stati suddivisi, grazie agli accordi di Oslo del 1993, in tre aree A, B e C, che indicano rispettivamente il controllo totale da parte palestinese (ANP), il controllo congiunto israeliano-palestinese e il controllo integrale da parte israeliana.

 

La posizione nella World Watch List

I Territori palestinesi occupano la 34 posizione della WWList, 2 posti più in alto rispetto all'anno scorso, con 53 punti, 5 più del 2013. La spiegazione di questo peggioramento è la radicalizzazione dell'islam sia a Gaza che nella Cisgiordania. In generale le pressioni sui cristiani, per motivi di fede, è in crescita, specialmente sugli ex-musulmani.

 

Fonti di persecuzione

La causa principale di persecuzione nei Territori palestinesi è l'estremismo islamico, che ha lo scopo di portare il paese o il mondo intero sotto la 'Casa dell'islam' attraverso azioni violente o non violente. I promotori di queste persecuzioni sono funzionari governativi, leader religiosi non cristiani, movimenti fanatici, gente comune, famiglia estesa, partiti politici, rivoluzionari o gruppi paramilitari e cartelli o reti di criminalità organizzata.

In generale, le dinamiche persecutorie sono confrontabili in tutto il territorio, anche se ci sono notevolmente più pressioni a Gaza che in Cisgiordania, a causa della presenza di movimenti fondamentalisti islamici. Nel corso degli ultimi anni i militanti islamici più radicali del gruppo Hamas sono stati attivi a Gaza e in Cisgiordania. Fanno appello soprattutto ai giovani, anche a quelli di Fatah. Nonostante il fatto che questi gruppi salafiti non abbiano grande potere, la loro influenza non può essere ignorata. Responsabili della maggior parte dei lanci di razzi da Gaza su Israele, essi sono in grado di provocare facilmente una escalation di violenza. In parte grazie alla sua influenza sulla popolazione, Hamas cerca di islamizzare il paese. Una campagna moralizzatrice è stata avviata a gennaio del 2013 per il controllo dell'abbigliamento femminile, il hijab è stato obbligatorio nei licei e ai maschi è stato vietato di lavorare come parrucchiere per donne (le ultime due decisioni sono state poi abrogate a causa della resistenza da parte della popolazione locale, dell'Occidente e degli attivisti per i diritti umani).

 

Elementi di contesto

Le dinamiche della persecuzione contro i cristiani nei Territori palestinesi sono complesse. I cristiani sono schiacciati nel conflitto israelo-palestinese, la loro etnia comporta molte restrizioni da parte israeliana e la loro fede li mette in una posizione di minoranza all'interno della comunità palestinese.

I Territori palestinesi sono, nella pratica, sotto il controllo di diversi governi contemporaneamente. Il partito "Fatah" al governo della Cisgiordania si basa formalmente su principi laici e i cristiani godono teoricamente di alcuni diritti. Va notato che nel contesto mediorientale, 'laico' non significa senza sfondo religioso, ma non islamico. Sei cristiani hanno un seggio in parlamento e il sindaco di Betlemme è tradizionalmente un cristiano. Almeno il 60% della Cisgiordania è però sotto controllo integrale israeliano. Anche se i cristiani sono in gran parte tollerati da Hamas, i diritti dei cristiani non sono né rispettati né tutelati a Gaza. Oltre alla discriminazione, i cristiani affrontano minacce da gruppi di vigilanti islamici estremisti.

Il numero totale dei cristiani è in calo in entrambe le aree, a causa dell'emigrazione e dei tassi di natalità più bassi rispetto alla popolazione islamica. Un raggio di speranza è il piccolo, ma crescente, numero di cristiani ex-musulmani (MBB).

 

Tipi di cristianesimo colpiti

Ci sono quattro tipi di cristianesimo presenti nei Territori palestinesi: la comunità di cristiani stranieri, le comunità cristiane storiche, le comunità di convertiti al cristianesimo e le comunità protestanti non-tradizionali. I cristiani per lo più appartengono alle confessioni greco-ortodossa o cattolica. Ci sono alcune chiese protestanti e diversi MBB.

A Gaza alcuni membri della chiesa ortodossa e della chiesa cattolica si convertono all'islam perché non vedono tanto la differenza fra le due religioni. Questo accade a causa del fatto che essi sono cristiani solo per nascita e non necessariamente per scelta. Una volta convertiti però questa scelta si dimostra essere molto infelice e la maggior parte di loro se ne pente amaramente, spesso infatti la conversione è dovuta la fatto che ci si sentiva intrappolati o non si sopportavano più le minacce.

Quando i cristiani cambiano chiesa, ad esempio da una chiesa storica ad una non tradizionale, ci sono forti contrasti con le famiglie di provenienza. I leader delle chiese storiche vedono le chiese evangeliche come una minaccia per i loro greggi. Le chiese non tradizionali sono note perché pongono l'accento sull'evangelizzazione, questo può causare pressioni da parte della società. Fra tutte le tipologie locali di cristianesimo sono gli MBB quelli che affrontano la persecuzione più forte. In Cisgiordania sono minacciati e sotto pressione, a Gaza la situazione è così pericolosa che vivono la loro fede nella massima segretezza. Tuttavia il numero di MBB cresce, seppur lentamente.

 

Sfere della vita

Le leggi in Cisgiordania, generalmente, proteggono la libertà religiosa, mentre quelle a Gaza sono restrittive a tale riguardo. La Legge fondamentale palestinese, che funziona come una costituzione provvisoria, afferma che la religione ufficiale è l'islam e la Sharia (legge islamica) è la fonte principale della legislazione.

I cristiani locali avvertono una crescente pressione sociale ed economica che tenta di spingerli a convertirsi all'islam, in particolare a Gaza. La paura cresce anche in Cisgiordania a causa della situazione di tensione tra Israele e Iran, in un contesto generale di agitazione politica e crescente influenza dell'islam radicale in Medio Oriente. L'islam sta diventando più aggressivo in Cisgiordania: molte moschee hanno alzato il volume degli altoparlanti e sempre più donne indossano il velo. Anche qui, la maggior parte degli ex-musulmani cerca di rimanere un credente nascosto, almeno nella propria famiglia e nella comunità. A volte gli MBB devono abbandonare la propria casa a causa delle minacce da parte della famiglia, a meno che rinneghino la fede in Cristo. Altri credono in segreto e non osano confessare le loro convinzioni apertamente. L'Autorità Palestinese non interviene quasi mai in questi casi.

A Gaza Hamas sta promuovendo il modo islamico di vivere, per le strade si vedono molte donne velate, un numero sempre maggiore è totalmente velata (con persino le mani coperte). Finora, le donne cristiane non sono state obbligate a coprirsi il capo, a parte all'interno dell'università di Gaza, dove tutte le studentesse sono state costrette ad indossare il velo. Le donne cristiane non velate possono essere bersaglio di molestie e di conseguenza si sentono a disagio. I giovani, in particolare, si sentono intrappolati e pensano di lasciare Gaza per trasferirsi a vivere in un luogo più libero e sicuro.

Mentre la violenza anti-cristiana è in gran parte causata dagli estremisti islamici, gli MBB subiscono pressioni in tutte le sfere della vita, da parte degli estremisti islamici e da parte dei familiari. Il livello di gravità della persecuzione dipende dal tipo di famiglia, per esempio se povera e priva di influenza o socialmente più in vista, e dalla regione in cui vive (estremamente pesante a Gaza, meno pesante in Cisgiordania). Le autorità non riescono a sostenere e tutelare i diritti dei singoli cristiani e, in alcuni casi, i cristiani devono cercare rifugio in luoghi sicuri da qualche altra parte del paese. Oltre che l'oppressione dei gruppi islamici radicali attivi nella Striscia di Gaza, le pressioni da parte del governo di Hamas combinate con la situazione economica e politica senza speranza, continuano a costringere i cristiani ad espatriare.

 

Violenza

Durante l'ultimo periodo esaminato abbiamo ricevuto un numero maggiore di rapporti su violenze contro i cristiani.

Un monastero greco-ortodosso di Betania, in Cisgiordania, è stato il bersaglio di ripetuti attacchi, tra cui saccheggi, rottura di vetri e lancio di pietre. Nel mese di luglio le monache del monastero hanno scritto una lettera al presidente Abbas chiedendogli di intervenire. I cristiani di Gaza vengono costretti a diventare musulmani, specialmente durante il periodo del Ramadan. Essi sono convinti attraverso offerte di lavoro e promesse di case, mogli e diplomi. Abbiamo sentito di diversi casi, tra cui un giovane cristiano, ferito nel tentativo di convertirlo all'islam. Un certo numero di giovani cristiani sono stati minacciati e sono fuggiti da Gaza alla Cisgiordania. Abbiamo ricevuto anche informazioni su un MBB che ha dovuto lasciare il paese. Fra gli MBB, soprattutto se donne, esiste un grosso rischio di essere vittime di delitti d'onore.

 

Prospettive future

La situazione per i cristiani non dovrebbe migliorare nel prossimo futuro. A Gaza le autorità subiscono sempre più l'influenza di certe forze islamiche politicizzate, incoraggiate dai recenti cambiamenti in Medio Oriente. Le rivolte arabe e la guerra siriana hanno reso Gaza un terreno fertile per il reclutamento di militanti islamici, con i salafiti che, partendo dalla Striscia di Gaza, combattono in Siria e assumono posizioni sempre più radicali. In Cisgiordania, più il governo di Fatah perde la sua credibilità tra la popolazione locale, e più gli elementi radicali stanno guadagnando potere. Economicamente la situazione in Cisgiordania è in leggero miglioramento, ma la situazione a Gaza peggiora di giorno in giorno. Questo riguarda sia i cristiani che i musulmani, ma colpisce più i cristiani dato che, come minoranza, sono anche discriminati. In generale, si vede una radicalizzazione islamica all'interno della società palestinese sia in Cisgiordania che nella Striscia di Gaza. Questo è ovviamente uno sviluppo negativo per la chiesa in entrambe le aree.