Tunisia

La posizione nella World Watch List

La Tunisia raggiunge 55 punti sulla World Watch List 2014, cinque in più rispetto a quella del 2013. L'aumento si spiega sia con un aumento delle pressioni sulla piccola comunità cristiana nel paese, sia con un numero maggiore di episodi di violenza che coinvolgono i cristiani.

 

Fonti di persecuzione

La fonte principale della persecuzione in Tunisia è l'estremismo islamico, presente a diversi livelli. A livello familiare, coloro che si convertono al cristianesimo spesso non sono supportati nelle loro scelte dai loro familiari. Ci sono casi di convertiti rinchiusi nelle loro case dalle loro stesse famiglie. A livello sociale, i salafiti violenti diffondono paura in tutto il paese. A livello politico, i partiti politici islamisti hanno una forte presa sul governo e stanno gradualmente spingendo verso una legislazione islamista.

 

Elementi di contesto

Nell'attuale contesto politico tunisino, i cristiani sono senza dubbio un gruppo sempre più vulnerabile. Una serie di episodi di violenza contro i cristiani e cambiamenti nella società e nelle menti delle persone, stanno condizionando i credenti. Il paese occupa ora una posizione più alta nella WWList che in passato. La situazione nel Paese si sta rapidamente deteriorando. Non solo il piccolo numero di cristiani (soprattutto ex-musulmani) soffre per i drammatici cambiamenti politici nel paese, anche l'ampia popolazione laica e liberale è probabile che diventi vittima dell'estremismo islamico. Inoltre, anche la piccola comunità ebraica in Tunisia sta affrontando la persecuzione. In retrospettiva, la rivoluzione è stata il primo passo nel processo di islamizzazione del paese. Tra i cristiani e i laici allo stesso modo, la paura è molto diffusa.

La rivoluzione, molto promettente nel 2011, che ha dato vita all'ondata rivoluzionaria in altri paesi, si è rivelata una delusione sia per i liberali che per i cristiani in Tunisia. La situazione nel Paese si sta rapidamente deteriorando. Durante il regime di Ben Ali, la Tunisia era un paese laico in cui sono state tollerate timide espressioni del cristianesimo. Ora i cristiani affrontano la persecuzione da due parti: dal governo moderatamente islamico e dai gruppi salafiti molto visibili e aggressivi che operano impunemente nel paese.

 

Tipi di cristianesimo colpiti

Ci sono solo due tipi di cristiani in Tunisia: gli stranieri e i convertiti dall'Islam. Mentre gli stranieri beneficiano di una relativa libertà, almeno all'interno delle mura della chiesa, gli ex-musulmani affrontano diverse pressioni. Infatti, la pressione è nettamente superiore per gli ex-musulmani, che per le poche chiese straniere. Le chiese di stranieri non incontrano quasi nessun problema, mentre quasi tutti i credenti locali devono affrontare diverse difficoltà.

 

Sfere della vita

In Tunisia, i cristiani sperimentano crescenti pressioni in particolare a livello privato e familiare, anche se ci sono notevoli differenze tra le zone rurali e la capitale del paese, Tunisi, dove la situazione è relativamente migliore.

La pressione è generalizzata in tutte le sfere della vita, ad eccezione della sfera nazionale. Detto questo, anche se la costituzione della Tunisia attualmente rispetta la libertà di religione e la conversione dall'Islam non è proibita, i rappresentanti dell'amministrazione ad ogni livello spesso agiscono in modo ben diverso. L'importazione di libri cristiani in lingua araba è ostacolata. Le chiese nazionali non possono essere registrate. Dall'indipendenza, nel 1956, a nessuna nuova chiesa è stata concessa la regolare autorizzazione e i cristiani locali vengono interrogati e picchiati quando è nota la loro conversione.

 

Violenza

Gli episodi di violenza registrati durante il periodo di riferimento comprendono casi di cristiani che sono stati minacciati e cacciati di casa (dai membri della comunità e da salafiti), reclusi in casa dalla loro famiglia per periodi prolungati di tempo per impedire loro di andare in chiesa, espulsi da scuola, molestati dalla polizia e messi in carcere con l'accusa di proselitismo. Questi incidenti sono tanto più notevoli, quanto interrompono un trend di relativa pace e tolleranza religiosa. Un incidente è stato particolarmente violento e riguarda cristiani che sono stati picchiati dai salafiti nell'isola di Djerba a giugno del 2013.

 

Prospettive future

Ora, nel 2013, le tendenze generali sono negative. Dopo che gli islamisti hanno vinto le elezioni, molti analisti temono il peggio. Sul piano politico il sistema giuridico laico rimane in vigore, ma è destinato a cambiare radicalmente nel corso del prossimo anno, dato che il governo islamico del paese sta compiendo passi verso l'attuazione della sharia e la sua inclusione nella costituzione del paese. Ciò implicherà sempre maggiori limitazioni per i cristiani. Inoltre, i movimenti fanatici salafiti causano molta paura. I salafiti sono molto visibili ed emergono in un contesto di crescente intolleranza contro i cristiani fra la popolazione. L'ascesa del salafismo è senza dubbio uno sviluppo molto preoccupante per molti credenti.

I rapporti che riceviamo dal campo indicano che le pressioni sui cristiani, provenienti sia dalle autorità che dalle famiglie per gli ex musulmani, sono aumentate. Con gli sviluppi politici che guardano a cupi movimenti islamici sempre più forti, il breve intermezzo democratico è probabile che faccia posto a una nuova fase nella storia politica del paese: un governo islamico. La situazione della minuta popolazione cristiana nel Paese è peggiorata e non ci si aspetta che migliori.