Turchia

Dati riferiti alla WWL2013

La Turchia è passata dalla 30° posizione del 2011 alla 31° di quest’anno, ma aumentando i punti. Sulla carta viene considerata uno stato secolare, ma esistono comunque svariate forme di persecuzione contro i cristiani. Restrizioni governative sulla libertà religiosa sono originate sostanzialmente dalle interpretazioni della costituzione e delle leggi del paese, che appaiono prevenute rispetto le minoranze non musulmane. C'è una grande differenza tra l'interpretazione formale della legislazione laica del paese e le pratiche informali da parte di funzionari governativi, poliziotti e giudici.

Restrizioni governative, ostilità sociale e nazionalismo sono importanti fonti di persecuzione, causando violazioni dei diritti umani (crimini d'odio, disparità di trattamenti giudiziari, discriminazione, ecc.). Le persone con un background musulmano che sono interessate al Vangelo sono spesso vittime di forti discriminazioni da parte delle loro famiglie. In una società patriarcale, come in Turchia, la conversione di uno dei membri della famiglia è vista come fonte di vergogna per la famiglia. Molti cristiani convertiti vengono diseredati o rigettati dalla famiglia. I musulmani che si convertono alla fede cristiana rischiano di perdere il posto di lavoro. Il governo rimane passivo quando apprende di casi di discriminazione, perché riguarda solo una piccola minoranza.

Alcune chiese sono registrate e sono autorizzate a tenere le loro funzioni religiose. La predicazione in pubblico è permessa, ma chi la svolge rischia molestie sia dalla polizia che dai nazionalisti turchi. Il lavoro missionario è possibile, ma ai missionari non viene concessa la residenza se la si richiede come missionario.
Una traduzione della Bibbia in lingua turca moderna è disponibile da anni, la stampa e la distribuzione di Bibbie e di letteratura cristiana è permessa nelle chiese, mentre un’aperta  distribuzione porta inevitabili problemi.

I cristiani impegnati nella difesa delle libertà religiose vengono occasionalmente minacciati o subiscono pressioni da parte di funzionari governativi e statali. Il proselitismo da parte di gruppi religiosi non musulmani è socialmente inviso e talvolta pericoloso.
Gli agenti di polizia sono presenti in alcune chiese durante le funzioni al fine di proteggere i membri della chiesa, ma anche per monitorare le attività dei cristiani. Tuttavia, questa protezione è intermittente e qualche volta le proprietà ecclesiastiche vengono vandalizzate.
Lo stato tradizionalmente laico, sotto la protezione costante dell'esercito nazionale, negli ultimi anni è diventato sempre più aperto alle espressioni pubbliche dell'islam, sotto il governo del primo ministro Recep Tayyip Erdoğan e del Presidente Abdullah Gül del partito per la Giustizia e lo Sviluppo (AKP), al potere dal 2002.

Da quando la Turchia è attivamente impegnata a negoziare la sua adesione all'Unione Europea, il paese ha adottato una serie di riforme al fine di adattarsi ai criteri di Copenaghen. Questo ha inizialmente contribuito a una maggiore tolleranza religiosa nel paese e alla tutela delle minoranze. Gli omicidi Malatya nel 2007 hanno influenzato negativamente l'immagine della Turchia sulla scena internazionale, mentre il processo contro gli assassini è ancora in corso. Le riforme necessarie, tuttavia, non sono state completate e mentre alcuni miglioramenti sono visibili, il paese non è riuscito a eliminare completamente le discriminazioni contro i cristiani. Solo le denominazioni Armene e Greco-Ortodosse sono ufficialmente riconosciute dal governo. L’oppressione sui cristiani è destinata a continuare, in quanto la posizione giuridica e sociale delle minoranze cristiane non sta migliorando.