Messico: rilasciati altri prigionieri di Acteal

Dalla riapertura di un singolo caso, la Corte Suprema di Giustizia messicana rilascia altri 7 prigionieri di Acteal per la manifesta innocenza degli imputati.

acteal_2-2-12.jpgLa Corte Suprema di Giustizia messicana ha riaperto il caso di uno dei cristiani accusati dei tragici eventi dell’ormai lontano 22 dicembre 1997, avvenuti ad Acteal, comune di Chenalho (Chiapas).
Molti si ricorderanno la triste e complessa storia di questo gruppo di cristiani accusati falsamente di un orrendo crimine, nel quale 45 indios Tzotzil, di cui 35 erano donne e bambini, furono uccisi. Con prove fabbricate, tra palesi inerzie della giustizia e collusioni nella polizia locale, alla fine furono accusati dell’orrenda strage molti innocenti cristiani evangelici locali, odiati per la loro fede ritenuta un’offesa per le tradizioni locali. Molti di loro hanno pagato con anni di carcere e con la perdita di tutto quello che avevano, salvo poi essere rilasciati perché giudicati innocenti. Alla base della strage vi è molto probabilmente una rappresaglia dei guerriglieri zapatisti che, prima della fatidica data del 22 dicembre 1997, avevano già ucciso uno ad uno almeno 18 contadini Tzotzil.

La Corte Suprema di Giustizia messicana, tra le lungaggini e l’inerzia del sistema giudiziario, ha finito per riconoscere progressivamente le ingiustizie perpetrate a danno di questi cristiani, smascherando le ignobili macchinazioni e le prove fabbricate e, come si diceva, ridando dopo anni la libertà a parte di questo gruppo di credenti. Tuttavia, alcuni di loro, nonostante sia ormai palese che vi sia stato un terribile atto persecutorio nei loro confronti, rimangono tuttora in carcere, in attesa di revisione dei loro casi. Per quelli che dopo anni di ingiustizie hanno visto le sbarre della prigione aprirsi, ad attenderli fuori non vi era esattamente ciò che avevano lasciato anni prima. Ad aspettarli trovarono minacce, proprietà confiscate e famiglie spezzate dal dolore: una tragedia nella tragedia.

In questi anni Porte Aperte non ha abbandonato questi cristiani, dando loro il supporto legale necessario per giungere finalmente ai tanto agognati rilasci e sostenendo le loro famiglie, private ingiustamente dei loro cari. Oggi, dunque, diamo un’ulteriore buona notizia, poiché la Corte Suprema ha deciso per il rilascio di un altro di loro e per il riesame dei casi di altri 6 prigionieri, rilasciati anch’essi sempre per quella palese fabbricazione di prove che ha caratterizzato tutte queste sentenze.

Molti di voi hanno pregato, donato e scritto lettere e cartoline per questi fratelli in carcere: grazie a tutti voi, di cuore, dall’intero staff di Porte Aperte Italia.