Iraq
Leader
Primo ministro Adil Abd al-Mahdi
Popolazione
40.412.000
Cristiani
202.000
Religione principale
Islam
Governo
Repubblica parlamentare federale

Livello di persecuzione

Violenza
5.6
Vita di chiesa
13.6
Vita civile
14.5
Vita sociale
13.9
Vita famiglia
14.6
Vita privata
14

Iraq

Molte famiglie che erano state costrette dall’ISIS a fuggire dalle loro case hanno potuto fare ritorno nella regione di Ninive e cominciare a ricostruire le loro vite e le loro comunità

Fonti di persecuzione (elencate in ordine di intensità):

  • Oppressione islamica.
  • Antagonismo etnico.
  • Paranoia dittatoriale.
  • Corruzione e crimine organizzato.
  • Protezionismo confessionale.

Perché i cristiani sono perseguitati in Iraq?

La militanza islamica violenta è ancora un problema in Iraq. Nonostante il gruppo dello Stato Islamico (ISIS) abbia perso territorio in Iraq, la loro ideologia rimane ed influenza la società. Molti militanti si sono semplicemente mescolati nuovamente con la popolazione. Un altro importante motore della persecuzione sono i militanti sciiti che hanno aiutato a cacciare l’ISIS e sono intervenuti nel vuoto di potere.

Per quale motivo l’Iraq ha cambiato posizione, all’interno della WWL?

In gran parte a causa della diminuzione della violenza. Il numero di cristiani attaccati o uccisi è sceso rispetto ai precedenti 12 mesi.

Com’è la vita per i cristiani in Iraq?

Molte famiglie che erano state costrette dall’ISIS a fuggire dalle loro case hanno potuto fare ritorno nella regione di Ninive e cominciare a ricostruire le loro vite e le loro comunità, grazie al supporto e alle preghiere della loro famiglia cristiana globale e all’aiuto dei partner locali di Porte Aperte. La famiglia di Noeh è una di queste. Egli afferma: “Sono molto felice ora che la nostra casa è stata ricostruita. Sento una grande felicità, perché sono nella casa in cui vivevo prima dell’ISIS.”

Tuttavia, la violenza contro i cristiani continua: si verificano ancora attacchi, rapimenti e omicidi.
Alcune delle case di coloro che sono fuggiti dall’ISIS sono state illegalmente occupate.

I convertiti al cristianesimo di origine musulmana spesso mantengono segreta la propria fede; lasciare l’islam è una forte causa di vergogna ed essi potrebbero essere attaccati dai membri della famiglia o da altri nella comunità se la loro nuova fede fosse scoperta.

Citazioni

Daniel, un pastore in Erbil con cui Porte Aperte ha collaborato per anni:
“Voglio ringraziare tutti voi che ci avete aiutato a superare questa situazione. Senza il vostro supporto, in preghiera e con le offerte, il nostro popolo non sarebbe stato abbastanza forte per restare. Il vostro aiuto ha rafforzato la chiesa in Iraq. Non dimenticheremo mai quello che avete fatto per noi. Potremmo dimenticare coloro che ci hanno perseguitato, ma non dimenticheremo mai coloro che sono stati al nostro fianco nel momento del bisogno.”

Shefa (Pseudonimo), direttore di un’organizzazione partner di Porte Aperte in Iraq:
“Dopo la crisi recente, la comunità cristiana è traumatizzata e dispersa. Molti cristiani iracheni, anche leader, hanno lasciato il paese. Tornare indietro a come erano le cose è impossibile. Abbiamo bisogno di ricominciare con coloro che sono rimasti, dando loro una nuova speranza.”

Porte Aperte, come aiuta i cristiani in Iraq?

In collaborazione con i partner e i cristiani locali, Porte Aperte sta supportando la chiesa in Iraq con le seguenti attività:

  • ministero di presenza
  • corsi di formazione (guarigione dei traumi)
  • corsi di formazione biblica, corsi di preparazione per leaders e convertiti al cristianesimo di origine musulmana)
  • distribuzione di Bibbie e letteratura cristiana e supporto alla traduzione curda.
  • progetti di sviluppo socio-economico (per esempio microcrediti per gli sfollati).
  • aiuti strutturali (per esempio riparazioni/attrezzature e attività per le chiese).
  • soccorso nelle crisi (per esempio ricostruzione di case e chiese nel nord dell’Iraq).
  • supporto con le preghiere.

Come pregare per la nazione

Molti cristiani in Iraq continuano a sentirsi impotenti e senza speranza a causa delle difficili condizioni di vita, della disoccupazione, e della mancanza di opportunità per i giovani. Per questa ragione, molte famiglie cristiane stanno gradualmente lasciando il paese. Pregate che Dio dia a queste persone pazienza e che essi possano tenere duro nella loro terra.

Pregate per i giovani dell’Iraq affinché rimangano forti nelle loro difficoltà e siano luce e sale di questo paese.

Pregate per i ministri e leader in Iraq. Nonostante le loro difficoltà essi resistono con forza per annunciare e glorificare il nome di Gesù. Chiediamo al Signore che il loro esempio possa promuovere la pace, l’unità della chiesa e lo sviluppo del paese.

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