Pakistan
Leader
Primo Ministro Imran Khan
Popolazione
204.596.000
Cristiani
4.015.000
Religione principale
Islam
Governo
Repubblica Parlamentare Federale

Livello di persecuzione

Violenza
16.7
Vita di chiesa
13.7
Vita civile
14.9
Vita sociale
15
Vita famiglia
13.9
Vita privata
14

Pakistan

I Cristiani evitano di esprimere liberamente la propria fede per timore di essere accusati di blasfemia, imprigionati o addirittura condannati a morte.

Fonti di persecuzione (elencate in ordine di intensità):

  • Oppressione islamica.
  • Antagonismo etnico.
  • Paranoia dittatoriale.
  • Corruzione e crimine organizzato.
  • Protezionismo denominazionale.

Perché i cristiani sono perseguitati Pakistan?

Le chiese storiche godono di una relativa libertà di culto, tuttavia vengono sottoposte a pesanti controlli e sono state regolarmente bersaglio di attentati dinamitardi, l’ultimo dei quali avvenuto nel dicembre 2017.
Le chiese cristiane più attive nel campo dell’evangelizzazione e nei ministeri per giovani affrontano una persecuzione ancor più feroce.

Nel complesso tutti i cristiani vengono considerati cittadini di seconda classe, come dimostra il fatto che le autorità riservano ai cristiani mestieri considerati umili, impuri e indegni.
Le leggi sulla blasfemia vengono applicate in modo sproporzionato nei confronti della minoranza cristiana, e questo contribuisce all’alto punteggio raggiunto per quanto riguarda le sfere religiosa e nazionale.

Per quale motivo il Pakistan non ha cambiato posizione, all’interno della WWList?

Il paese non ha avuto alcun cambiamento.

Com’è la vita per i cristiani in Pakistan?

I Cristiani evitano di esprimere liberamente la propria fede per timore di essere accusati di blasfemia, imprigionati o addirittura condannati a morte.

Il punteggio massimo, per quanto riguarda la violenza, ormai ,dal 2016, non è il risultato di grandi attacchi ma di singoli episodi di violenza contro comunità, congregazioni e singoli individui, tra cui: rapimenti, stupri di donne, matrimoni forzati, sfratti e dislocamenti dentro e fuori dal paese.
Si stima che ogni anno circa 700, tra ragazze e donne cristiane, vengono rapite e spesso costrette a sposare uomini musulmani. Se le loro famiglie le reclamano, vengono accusate di molestare le ragazze “convertite volontariamente”.

I cristiani soffrono la persecuzione sul lavoro e a scuola. I mestieri ritenuti “impuri” sono ufficialmente riservati ai Cristiani.

Citazioni

Aasiya Noreen nota come Asia Bibi:
“A volte ero così disperata e scoraggiata e mi domandavo se sarei mai uscita di prigione, che ne sarebbe stato di me, se sarei rimasta lì per tutta la vita…”

Porte Aperte, come aiuta i cristiani in Pakistan?

Porte Aperte è operativa nei paesi del Golfo asiatico in collaborazione con la rete di chiese locali, pero non possiamo dire cosa facciamo e dove. Questi sono alcuni dei progetti che portiamo avanti nella regione:

  • Incoraggiamento, preghiera e supporto ministeriale.
  • Cura pastorale.
  • Alfabetizzazione.
  • Distribuzione di materiale cristiano.
  • Corsi biblici.
  • Ministero per donne.
  • Patrocinio legale.
  • Formazione professionale.

Come posso pregare per i Cristiani di Pakistan?

Il Pakistan è una Repubblica Islamica ed il più recente processo di islamizzazione risale all’inizio degli anni 80. Il paese è afflitto da numerosi gruppi estremisti islamici. Pregate per il governo pakistano affinché promulghi delle leggi a protezione dei cristiani.

Prega per i convertiti dall’islam al cristianesimo / cristiani ex-musulmani che subiscono il peso maggiore della persecuzione in Pakistan. I gruppi radicali islamisti li considerano traditori e le loro famiglie, amici e vicini ritengono la loro scelta un disonore per la comunità.

Si stima che ogni anno 700 ragazze e donne vengono sequestrate, spesso stuprate e forzate a sposare uomini musulmani. Per favore pregate per la protezione delle donne e delle ragazze cristiane.

Fratello Andrea, fondatore di Porte Aperte, afferma:
“Le nostre preghiere possono andare dove noi non possiamo… Non ci sono confini, né muri di prigione, né porte che ci vengono chiuse quando preghiamo”.

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