Siria
Leader
Presidente Bashar Al-Assad
Popolazione
18.499.000
Cristiani
744.000
Religione principale
islam
Governo
Repubblica Presidenziale di stampo autoritario

Livello di persecuzione

Violenza
12.6
Vita di chiesa
14.4
Vita civile
13.9
Vita sociale
13
Vita famiglia
14.2
Vita privata
13.5

Siria

A causa della loro visibilità pubblica, i leader delle chiese tradizionali sono obiettivi particolari per quanto riguarda i rapimenti.

Fonti di persecuzione (elencate in ordine di intensità):

  • Oppressione islamica.
  • Antagonismo etnico.
  • Paranoia dittatoriale.
  • Corruzione e crimine organizzato.

Perché i cristiani sono perseguitati in Siria?

A causa della loro visibilità pubblica, i leader delle chiese tradizionali sono obiettivi particolari per quanto riguarda i rapimenti. Le congregazioni Battiste, Evangeliche e Pentecostali si trovano in una posizione di vulnerabilità anche perché conosciute per il loro orientamento occidentale, per la loro frammentazione, per la mancanza di una leadership chiara e per l’assenza di un rappresentante estero che possa parlare per loro conto.

Nelle aree controllate dai gruppi estremisti islamici, la maggior parte delle chiese è stata distrutta o trasformata in centri islamici. La testimonianza pubblica della fede cristiana è proibita. Chiese e monasteri non possono essere restaurati o riparati. Nelle aree controllate dal governo, c’è meno controllo sui cristiani, per via della guerra, ma i livelli di vigilanza stanno crescendo via via che il governo sta recuperando la propria posizione di forza.

La reputazione politica dei leader delle chiese locali, delle denominazioni e delle comunità, assume un ruolo importante nel livello di persecuzione o oppressione affrontata, prodotta dai gruppi di ribelli che combattono contro il governo del presidente Assad.
I cristiani convertiti dall’islam sono in particolar modo posti sotto pressione da parte delle loro famiglie, perché la loro conversione è causa di grande disonore per le famiglie stesse. Questo è vero in particolar modo nelle aree a maggioranza sunnita.

Per quale motivo il paese ha cambiato posizione, all’interno della WWList?

Non ci sono cambiamenti di posizione nella WWList. Sia la pressione che la violenza hanno registrato un piccolo calo, dovuto in parte al fatto che si sono registrati meno attacchi a cristiani e chiese. Questo ha ridotto il punteggio generale rispetto al 2019.

Com’è la vita per i cristiani in Siria?

Nelle aree controllate dagli estremisti islamici, i cristiani non possono manifestare la loro fede in pubblico.

In altre aree della Siria, i leader delle principali chiese cristiane sono spesso obiettivi di rapimenti – sono facilmente riconoscibili per via di come vestono. Alcune volte i cristiani vengono rapiti per la richiesta di un riscatto.

I convertiti al cristianesimo dall’islam devono spesso subire forti pressioni da parte delle loro famiglie, visto che abbandonare l’Islam é visto come una grande causa di vergogna.

Nonostante le sfide che devono affrontare, i cristiani in Siria risplendono come una luce nel grande buio della guerra. I partner locali di Porte Aperte forniscono aiuto e sostegno vitale a 12000 famiglie in stato di vulnerabilità.

Citazioni

Nazira, direttrice della Hope School e membro della chiesa dell’Alleanza Evangelica in Al Hasakah, nord della Siria. Aiuta le famiglie cristiane che scappavano dai bombardamenti delle forze turche, nell’ottobre 2019.

“Fornisco sostegno a circa 45 famiglie cristiane fuggite da Ras Al Ain e Darbasiyah, e alcune famiglie da Tal Al Khabur, dove ci sono stati dei bombardamenti che al momento si sono interrotti. Le famiglie erano così felici di ricevere il nostro aiuto. Erano entusiaste quando le ho accolte con pasticcini e le ho incoraggiate con la Parola di Dio”.

Porte Aperte, come aiuta i cristiani in Siria?

Porte Aperte dà sostegno alle chiese locali attraverso il rafforzamento della loro leadership e fornendo opportunità di formazione per i loro ministri, nonostante la situazione di crisi del paese. Porte Aperte lavora in cooperazione con le chiese locali.

Tra le opportunità di aiuto ci sono le seguenti:

  • Distribuzione di letteratura cristiana: Bibbia, studi biblici, Bibbie per bambini, Vangelo e libri di ispirazione cristiana.
  • Corsi di formazione per ministri, cosicché possano insegnare ad altri.
  • Corsi di formazione generali e specifici per leader di gruppi di giovani.
  • Diversi tipi di corsi di formazione in base alle richieste delle varie chiese locali.
  • Sostegno post trauma per persone sottoposte a situazioni di crisi.
  • Partnership con le chiese locali nel sostegno e aiuto per i tanti rifugiati e dispersi cristiani siriani, e nell’implementazione di programmi di recupero e aiuto diretti a queste persone.
  • Sostegno ai cristiani rimasti (fuggiti in Siria anni fa a ragione dei conflitti nei loro paesi di origine) attraverso le chiese siriane, e sostegno alle altre minoranze del paese.
  • Creazione di rapporti e relazioni tra le varie confessioni cristiane attraverso conferenze e incontri a cui tutte le confessioni e chiese cristiane sono invitate.
  • Porte Aperte organizza anche preghiere di sostegno per cristiani in situazioni di difficoltà e per la situazione del paese in generale.

Come pregare per la nazione

“Pregate per i dispersi cristiani, pregate affinché possano tornare alle loro case e perché la nostra chiesa ad Afrin possa riaprire” dice Rebar, un cristiano curdo di Afrin. La chiesa * chiusa, e tutti i fedeli sono spariti. Pregate affinché possano ritornare alla loro chiesa.

“Pregate per l’unità all’interno della chiesa. Abbiamo bisogno di forza dal nostro Signore nell’accettare le nostre e altrui debolezze ed essere uniti contro il nemico”, dice il pastore Habib Khalouf, dalla sua chiesa in Latakia. Chiede di pregare per tutte le chiese della Siria, che possano unirsi contro il piano malvagio di divisione del paese.

“Pregate per la costruzione di un nuovo edificio che ospiti la Chiesa dell’Alleanza in Quamishili. Pregate perché i mezzi economici per completare l’opera possano essere trovati. Pregate anche che il governo non fermi la costruzione dell’edificio, visto che hanno già tentato di farlo diverse volte negli ultimi anni” dice il pastore George Moushi da Qamishli.

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