Periodo preso in esame:

1 novembre 2016 – 31 ottobre 2017

Posizione nella WWL:

WWL 2018 Punti: 57 / Posizione: 48
WWL 2017 Punti: 54 / Posizione: 48
WWL 2016 Punti: 54 / Posizione: 48

Dati Generali

Leader: Hamad Bin Isa Al Khalifa
Popolazione: 1.419.000
Cristiani: 188.000
Religione Principle: Islam
Governo: Monarchia costituzionale

Da dove viene la persecuzione

Questo paese principalmente islamico sciita, governato da una famiglia reale sunnita, in generale, è relativamente tollerante, in conseguenza della sua posizione internazionale nel settore bancario e del commercio. Tuttavia, per i cristiani è illegale fare proselitismo verso i musulmani. I governanti di questo stato del Golfo sono riusciti a consolidare i loro poteri attraverso mezzi repressivi. Le autorità statali limitano quindi ogni libertà di espressione e libertà di riunione. Poiché la società del Bahrain è conservatrice, lasciare l’islam è visto come un tradimento e sia la tribù che la famiglia eserciteranno pressioni su un convertito, affinché questi torni all’islam.

Qual è l’impatto sui cristiani?

Il Bahrain è un paese in cui i cristiani sperimentano un’elevata pressione in tutti gli ambiti della vita. La costituzione concede ufficialmente la libertà di religione, ma questa disposizione risulta essere limitata, in quanto afferma anche che la pratica della libertà di religione non dovrebbe violare le consuetudini (islamiche), la politica o la morale pubblica. Un numero considerevole di cristiani immigrati (principalmente dall’Asia meridionale) lavorano e vivono in Bahrain e sono relativamente liberi di praticare la loro fede in luoghi di culto privati. Tuttavia, sperimentano un alto livello di sorveglianza da parte del governo e dei servizi di sicurezza. I cristiani ex-musulmani sopportano il peso delle persecuzioni, affrontando le pressioni dei membri della famiglia e della comunità locale per ritrattare la propria fede cristiana. Nonostante questo, non ci sono quasi mai notizie di cristiani uccisi, imprigionati o a cui viene fatto del male a causa della loro fede.

Esempi

  • Un esempio delle continue pressioni del governo sulla società del Bahrein è la ratifica da parte del re Hamad di un emendamento alla costituzione all’inizio di aprile 2017. Ha autorizzato i tribunali militari a processare i civili nel caso in cui questi siano coinvolti “in atti di terrorismo o crimini violenti “. Secondo il governo questo passo si era reso necessario per combattere il terrorismo, ma secondo Amnesty International, la formulazione dell’emendamento è così vaga, che può essere facilmente utilizzata contro qualsiasi opposizione anche solo percepita (che potrebbe includere i cristiani).
  • Durante lo stato di emergenza nel 2011, quando il governo ha cercato di sopprimere le manifestazioni di massa, i tribunali militari erano ben noti per i processi iniqui e l’uso della tortura per ottenere confessioni.

Come Porte Aperte aiuta la Chiesa nella Penisola Araba

Porte Aperte/Open Doors sostiene la Chiesa nella Penisola Araba per mezzo delle seguenti attività:

  • Rendendo consapevoli i cristiani italiani delle sfide che i credenti devono affrontare nella Penisola Araba e impegnandosi quindi a sostenerli in preghiera.

Come il corpo di Cristo può pregare per il Bahrain

  • Pregate per i cristiani ex-musulmani affinché crescano nella loro conoscenza di Cristo e diventino fermi nella loro fede. Pregate per coloro che sono stati emarginati dalle loro famiglie e comunità in seguito alla loro conversione a Cristo.
  • La disposizione costituzionale in materia di libertà religiosa in Bahrain è molto contradditoria. Da un lato garantisce la libertà di religione ma dall’altro pone delle condizioni restrittive quando afferma che la pratica delle religioni diverse dall’islam non deve violare le consuetudini, la politica o la morale pubblica. Pregate che possa realmente instaurarsi la libertà religiosa in Bahrain.
  • Pregate per i cristiani bahreiniti affinché abbiano coraggio, saggezza e audacia per raggiungere col Vangelo le loro famiglie, i loro vicini musulmani, i compagni di scuola.
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