Periodo preso in esame:

1 novembre 2017
31 ottobre 2018

Posizione nella WWL:

WWL 2019
Punti 63 / Posizione: 36
WWL 2018
Punti 64 / Posizione: 26
WWL 2017
Punti 64 / Posizione: 25

Dati Generali

Leader: Hassanal Bolkiah
Popolazione: 434.000
Cristiani: 57.400
Religione Principale: Islam
Governo: Monarchia assoluta (sultanato)

Quali sono le cause di persecuzione prevalenti?

Oppressione islamica: il Brunei è un paese Islamico, in cui vige la legge della Sharia già da prima della conquista dell’indipendenza nel 1984. Il governo supporta l’opera di conversione all’islam delle comunità tribali, per metà cristiane e per metà animiste.

Paranoia dittatoriale: il sultano detiene tutte le più importanti cariche politiche. La sua tendenza conservatrice rappresenta una possibile minaccia per il futuro dei cristiani, che vengono considerati cittadini di serie B.

Chi provoca la persecuzione?

I funzionari di governo incentivano l’attuazione di politiche globali che privilegino l’islam rispetto alle altre religioni. I capi musulmani e quelli delle diverse tribù opprimono la minoranza cristiana, esercitando una forte influenza sul sultano, che riveste il ruolo di protettore e difensore della razza malese e dell’islam. I familiari e i vicini possono tranquillamente ostacolare i convertiti e le loro comunità, denunciandoli al Dipartimento Ufficiale di Pubblica Sicurezza. Le autorità hanno il compito di monitorare e porre restrizioni su tutte le chiese (anche quelle riconosciute). Il tanto agognato secondo ciclo di emendamenti al codice penale della Sharia (conclusosi nel 2018), accresce lo stato di incertezza in cui vivono i cristiani, nonostante, ad oggi, non si sappia ancora quali ripercussioni effettive avrà su di essi.

Quali conseguenze produce la persecuzione?

Gli ex musulmani convertiti al cristianesimo sono vittime di persecuzioni, poiché la conversione viene ritenuta illegale e si ricorre a qualsiasi espediente pur di riportarli al loro credo originario. Le comunità cristiane non tradizionaliste non possono essere riconosciute ufficialmente come chiese, bensì devono essere registrate in qualità di aziende, società o associazioni familiari. Di conseguenza, vengono considerate al pari delle organizzazioni laiche e hanno l’obbligo di presentare al governo il loro bilancio operativo e finanziario annuale. L’applicazione ferrea della Sharia e la difficile situazione economica hanno un impatto negativo sull’intera società (cristiani inclusi), impedendo alle autorità di elargire aiuti per sedare il malcontento generale.

Come Porte Aperte aiuta la Chiesa nel Sud Est Asiatico?

Attualmente Porte Aperte/Open Doors è al servizio dei cristiani di questa regione per mezzo delle seguenti attività:

  • Sostegno in preghiera
  • Patrocinio e sensibilizzazione

Come il corpo di Cristo può pregare per il Brunei?

L’entrata in vigore della sharia nel maggio 2014 ha contribuito ad alimentare la paura dei cristiani nel paese. Porte Aperte/Open Doors sollecita preghiere per i cristiani in Brunei e per le chiese, su tutti loro sta aumentando la pressione da parte del governo. Pregate inoltre per i responsabili delle chiese che hanno un enorme bisogno di formazione biblica, e in particolare nella gestione delle crescenti limitazioni imposte dalla legislazione religiosa.

  • Ogni giorno nei quotidiani locali ci sono articoli di convertiti all’islam premiati con doni e incentivi economici. Per contro i cristiani non hanno il permesso di condividere la loro fede. Pregate affinché, nonostante la disuguaglianza di trattamento, Dio doni alla Sua Chiesa saggezza e audacia per condividere la fede in Gesù.
  • Pregate per i cristiani clandestini. La persecuzione si sente particolarmente in un paese molto piccolo che non garantisce alcuna tutela nel caso in cui la propria fede sia espressa apertamente. Per questa ragione molti scelgono di rimanere dei credenti nascosti.
  • Pregate per I musulmani malesi che si convertono a Cristo e affrontano la dura punizione della sharia.