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Cambia la direzione di Porte Aperte in Italia

01 gennaio 2015 - Dopo 25 anni Lino Cavone passa il testimone della direzione di Porte Aperte Italia a Cristian Nani, continuando tuttavia il suo impegno a tempo pieno nella missione sotto un'altra veste. In un processo di valutazione durato quasi 2 anni, il Comitato dei soci di Porte Aperte, organo preposto all'assunzione del direttore della missione, ha dunque scelto Cristian come successore nella direzione della base italiana.

Sono ormai 31 anni che collaboro con Porte Aperte, i primi 6 anni da volontario e i successivi da direttore. Ho lasciato senza remore il mio vecchio lavoro e con entusiasmo mi sono immerso in questa avventura al fianco dei fratelli perseguitati. In tutti questi anni ho visto crescere la consapevolezza fra le chiese italiane riguardo al fenomeno della persecuzione dei cristiani. Di conseguenza è cresciuto anche l'impegno dei credenti italiani per sostenerli e ne sono felice. C'è ancora molto da fare, ma prima o poi tutti devono fermarsi e lasciare il posto a qualcun altro. Il Signore mi ha detto chiaramente che ora è giunto il momento anche per me.

Sono lieto di lasciare il posto a Cristian Nani, un fratello che ama profondamente il Signore e ha tanti doni che, già da diversi anni, ha messo al servizio dei cristiani perseguitati nella nostra missione. L'ho proposto ai soci del nostro comitato, loro hanno rilevato in lui questi doni e lo hanno scelto come mio successore. Ne sono felice e sono certo che la missione crescerà sotto la sua direzione.

Io continuerò a servire la Chiesa perseguitata, a lavorare in Porte Aperte e ad affiancarlo fintanto che Dio me lo permetterà, ma non più come direttore, perché da gennaio ne lascerò a lui la direzione.

In tutti questi anni la Chiesa perseguitata mi ha dato tanto. E' stato un impegno che mi ha portato a stretto contatto con la sofferenza, ma anche con la vittoria di tanti eroi della fede. Attraverso di loro mi ha dato anche tante soddisfazioni e gioie. Sono certo che riserverà entrambe, gioie e dolori, anche a Cristian: anche lui infatti avrà tanto bisogno del vostro sostegno.

Ho passato anche momenti difficili, ma riconosco che mi sono sentito appoggiato da voi per tutti questi anni, ora vi chiedo di sostenere lui con le vostre preghiere e il vostro incoraggiamento, affinché Dio possa usarlo in questo compito difficile, ma davvero speciale.

Vi voglio bene
Lino

La gran parte dei perseguitati che riceve aiuto da Porte Aperte non sa cosa sia o chi sia Porte Aperte…

Devo ammettere, cari amici e amiche, che questa caratteristica della nostra missione ha sin da subito conquistato il mio cuore, poiché ritrovo in essa il modello del vero servo di Dio. Un cristiano nordcoreano, che per tutti noi rimarrà anonimo, parlando dei credenti nascosti nella sua terra ci disse che questa generazione di fratelli e sorelle in Corea del Nord è pronta a servire Dio consapevole di essere dimenticata, sconosciuta al mondo, senza nessun premio se non la vita eterna.

Personalmente, da tempo ormai ho compreso che non posso chiamare Gesù "Signore" senza dichiarare di essere un Suo servo nlla più ampia e profonda accezione del termine, ma questa consacrazione dei perseguitati alla "causa di Cristo" continua a sconvolgermi e stimolarmi ogni giorno di più.

Lino Cavone, un esempio di resiliente devozione alla nostra chiamata missionaria e all'amore per Dio, mi ha sempre spinto (a volte letteralmente portato) ad andare a conoscere i perseguitati in missione, uomini e donne che lui non esita a chiamare eroi della fede, ed è stata sempre un'occasione di maturazione per me, di sfida alla mia fede e di sprone alla perseveranza. 

Ho ricevuto così tanto da questi fratelli, così tanto da Porte Aperte, da Lino (un amico oltre che una guida) e dai tenaci collaboratori di questa opera missionaria che mi chiedo se avrò abbastanza vita per restituire un po' di tutto questo tesoro. Perciò, sostenuto da mia moglie Elena e da tutti voi, cari amici e amiche, afferro con devozione e gratitudine questo incarico di guidare la base italiana di Porte Aperte, consapevole delle sfide che ci stanno dinnanzi, ma soprattutto sicuro che il terreno che lavoreremo, gli strumenti che useremo e le energie che spenderemo non saranno nostri, ma sempre e solo Suoi, poiché noi stessi siamo Suoi.

Fratello Cristian