NELLA FOTO: Hannatu Dauda, una delle ragazze di Chibok che mancano all’appello e Joy Dankaka (miniatura) – ©HAFCO.

Rapimenti, islamizzazione e matrimoni forzati continuano a perseguitare le ragazze cristiane del nord della Nigeria.

È  giunta in questi giorni la notizia dell’ennesimo rapimento di una ragazza cristiana nigeriana di 16 anniJoy Dankaka, proveniente dalla città di Ikara, nello Stato di Kaduna.

Joy è scomparsa lunedì 23 marzo, mentre le scuole dello Stato di Kaduna venivano chiuse da parte del governo per cercare di arginare la diffusione del coronavirus (riporta la Hausa Christian Foundation – HAFCO). La ragazza, studentessa della scuola statale di Pampaida, quel giorno non è tornata a casa e quindi sono iniziate le prime ricerche.

È stato il capo villaggio di Rumi, sobborgo della città di Ikara, a chiamare il fratello della ragazza per comunicargli che Joy era trattenuta da Hamza Bello, principale imam di Ikara. I genitori hanno poi ricevuto un messaggio di richiesta di aiuto da parte della ragazza direttamente sul loro cellulare.

Una volta giunti alla casa dell’imam, i genitori si sono sentiti dire che la figlia era diventata musulmana, che era stata affidata a una famiglia musulmana e che non avrebbe più potuto vivere con loro. Nonostante siano subito stati attivati gli avvocati, la questione rimane complessa e l’attuale blocco dovuto al COVID-19 non aiuta dato che è prevista anche la chiusura dei tribunali.

Riguardo la faccenda non sono noti ulteriori dettagli. Si teme che la ragazza possa essere obbligata a sposarsi con un uomo musulmano e che la situazione inneschi reazioni violente da parte della famiglia.

Per quanto incredibile possa apparire la vicenda di Joy, si tratta di una situazione abbastanza frequente in queste parti della Nigeria. Proprio oggi, 14 aprile 2020, ricorre il 6° anniversario da quando Boko Haram ha attaccato la scuola statale secondaria femminile di Chibok, nel nord-est del Paese: più di 200 ragazze vennero rapite. Di queste, 107 sono state rilasciate o sono in qualche modo riuscite a fuggire, mentre 112 mancano ancora all’appello.

L’estenuante campagna di islamizzazione del Paese da parte di Boko Haram prosegue, ma Porte Aperte/Open Doors continua a offrire sostegno emotivo e pratico alle tante donne sopravvissute alle violenze e ai rapimenti di Boko Haram.