Impact India

Campagna di preghiera pluriennale in favore dei cristiani indiani

 

La Chiesa in India è sotto attacco e spesso non sa come poter rispondere a tutte le forze che la osteggiano (autorità locali, governo, famiglie, estremisti religiosi). Allo stesso tempo la Chiesa indiana è in crescita numerica, ma la pressione che subisce non le permette di prepararsi contro i falsi insegnamenti, di formare una leadership matura e di sviluppare un forte senso di unità.

Per questo motivo Porte Aperte ha dato vita alla campagna IMPACT INDIA, un modo per attivarsi concretamente in favore dei cristiani indiani con la preghiera e con azioni pratiche di incoraggiamento e sostegno.

 

PREGATE PER:

 

  • Pregate per il Paese.
  • Pregate affinché i cristiani in India possano essere fortificati.
  • Pregate per i persecutori, affinché possano conoscere Cristo.
  • Pregate per l’attuale clima di odio nei confronti dei cristiani.
  • Pregate per l’unità della Chiesa in India.
  • Pregate affinché la cattiva pratica delle leggi anti-conversione possa essere bloccata.
  • Pregate per tutti i collaboratori, per le loro famiglie e per la loro sicurezza.

BREVI TESTIMONIANZE

Saree, India Saree ha 12 anni e viene da una zona rurale dell’India. È alta per la sua età, magra e ha un bel sorriso che mostra troppo poco. Spesso strizza gli occhi, il che dà al suo viso uno sguardo scuro, come se portasse con sé un carico pesante. Qualche mese prima che la incontrassimo i suoi genitori l’hanno costretta a scegliere tra Gesù e la sua famiglia, una decisione troppo grande per una ragazzina di quell’età. Alla fine suo padre ha scelto per lei, buttandola fuori casa.

Pastore Raman, India Raman, 29 anni, è cresciuto in una famiglia di religione indù che si guadagnava da vivere attraverso rituali di magia nera. Nonostante la sua avversione nei confronti della religione, un giorno sentì parlare di Gesù e decise di seguirlo. Oggi, in mezzo all’intolleranza e alla violenza a motivo della sua nuova fede, condivide il Vangelo con le persone e si prende cura di alcune piccole chiese. “So che può essere pericoloso. So anche che potrei morire. Ma non ho paura”.

Kirti, India Kirti è una cristiana indiana minuta di statura ma gigante nella fede. Dopo la sua conversione le venne intimato di non andare in chiesa, altrimenti l’avrebbe pagata cara. Lei non si arrese, continuò a seguire Gesù. Una notte, un gruppo di persone con il volto coperto irruppe in casa sua rapendo il marito, anche lui cristiano, che morì successivamente a causa delle violenze ricevute e della privazione di cibo e acqua. “Ho affidato tutto nelle mani di Gesù”, ha detto Kirti, “Quando sono triste ricordo le promesse di Dio: nelle prove Lui è al mio fianco e sarà Lui a provvedere a tutte le mie necessità”.

Raj, India Raj, giovane indiano, è venuto alla fede quando aveva 16 anni, dopo aver assistito alla guarigione di sua madre da una malattia. Ora Raj ha 18 anni e ama raccontare agli altri di Gesù, anche se la sua nuova fede non è sempre ben accetta. Chiede di pregare a nché possa trovare un buon lavoro per potersi prendere cura della sua famiglia, vista la mancanza del padre, deceduto qualche anno fa. “Alcuni dei miei parenti mi hanno accusato dicendo che sono diventato cristiano in cambio di soldi. In molti sostenevano questo ma la mia fermezza nella fede li ha sorpresi. Ora i nostri familiari vengono da noi quando hanno bisogno di preghiera ma, nonostante non ci insultino più, non vogliono credere in Gesù”.

Rupesh, India

Rupesh è un cristiano appartenente a una tribù dell’India occidentale che ha a rontato feroci persecuzioni a motivo della sua fede in Gesù. Come membro di un gruppo indigeno, era già emarginato dalla società, ma quando ha deciso di diventare un cristiano, abbandonando la fede tradizionale della sua tribù, è divenuto un emarginato tra gli emarginati. Tuttavia Rupesh è determinato a rimanere per brillare come una luce nel mezzo della sua comunità. “Solo così il nome di Dio si di onderà nel mio villaggio”, ha detto.