Dio lavora in modi misteriosi: questo è ciò che l’ex responsabile di una chiesa iraniana Mojtaba Hosseini ha scoperto quando era in carcere per la sua fede. In questa intervista condivide come Dio ha aperto le porte della prigione per diffondere il suo amore tra i carcerati e come addirittura un imam lo abbia aiutato a far circolare la Bibbia in carcere.

Mojtaba Hosseini ha 30 anni. Era uno dei leader di un movimento di chiese in rapida crescita in Iran. Dopo aver ricevuto una condanna probatoria nel 2009, è stato imprigionato per 3 anni nel 2012. Nel 2015 è stato rilasciato. “Perché non ho interrotto il mio lavoro per la chiesa dopo essere stato arrestato per la prima volta?“, ripete tra sé Mojtaba quando lo incontriamo. “Non lo so, davvero non lo so. Non c’era alcuna spiegazione logica, ma sentivamo che il Signore voleva che noi continuassimo. Sapevamo che questo avrebbe significato un nuovo arresto in qualsiasi momento“.

Dio

Mojtaba racconta la sua storia con un occhio ai dettagli e una passione tangibile per Cristo. Prende tempo per pensare alle sue risposte e spesso afferra la sua Bibbia per cercare un versetto. “I Corinzi 1:29 dice che ‘Dio ha fatto di tutto per impedire a chiunque di vantarsi“. È un tema centrale nella sua storia di reclusione: “Riguarda completamente Dio, non me“. Dio era con lui durante la sua prigionia, spiega Mojtaba. Ma questo non ha reso la vita in prigione facile. Ha dormito circondato da omicidi e ladri, e ha mangiato con spacciatori di droga. Non si poteva fidare di nessuno. Non sapeva quando sarebbe stato rilasciato. “Ho provato una profonda paura dentro di me“, spiega. “E spesso, anche se il Signore era vicino, ero triste per la mia situazione“.

Preghiera

Quello è stato il momento in cui ho capito che non ero niente. Le mie mani erano legate, la mia voce non sarebbe stata ascoltata da esseri umani”. Quando tutte le certezze gli sono state portate via, Mojtaba ha realizzato di nuovo la sua dipendenza da Dio. “Così, ho pregato. Era tutto quello che potevo fare. All’inizio erano preghiere di pentimento. Arrivai a pensare che Dio mi stesse punendo per i miei errori mandandomi in prigione“.
Ma il Signore gli ha parlato. “Mi ha detto: ‘Smetti di essere egoista Mojtaba, non si tratta di te, si tratta di Me. Guardati attorno”. Per la prima volta Mojtaba ha iniziato a guardarsi attorno con gli occhi di Dio. “Ho visto persone povere, persone che avevano commesso i peggiori crimini. Persone che si sentivano sole. E Dio mi ha parlato di nuovo dicendomi: ‘È tempo che tu condivida la mia Parola con loro. E’ tempo che tu mi condividi con loro. Hanno bisogno di me’“.

Mojtaba sorride: “È divertente constatare come a volte Dio lavori. Sarebbe stato assolutamente impossibile per noi passare le grandi porte del carcere per portare il Vangelo a coloro che ne avevano tanto bisogno all’interno. Ma Dio ha mandato me e altri cristiani dentro la prigione per mostrare la Sua luce“.

Imam

Mojtaba ha iniziato a condividere il Vangelo con i suoi compagni prigionieri. Alcuni sono giunti alla fede, altri erano semplicemente molto contenti che io pregassi con loro nel nome di Gesù. Ma mancava una cosa: “Ho chiesto alle guardie una Bibbia molte volte, ma non l’ho ricevuta. Nessuno dei cristiani ce l’aveva“.
Questa volta Dio è intervenuto in modo speciale: “È successo qualcosa di veramente strano. L’imam della prigione, che veniva ogni giorno a pregare con i prigionieri musulmani, si è offerto di aiutarci. È stato colpito dal nostro impegno verso il nostro Dio. Penso che sia stato Dio a riempire il suo cuore di gentilezza verso di noi“.

Bibbia

Portare una vera Bibbia è impossibile, ma l’imam ha avuto un’idea: ha portato stampe in inglese di parti della Bibbia come per una lezione di inglese. “Uno dei miei amici era bravo in inglese, quindi ha tradotto queste parti della Bibbia in farsi. Poi ho copiato questi testi e li ho dati ai prigionieri che li avevano richiesti perché erano curiosi della nostra fede e a quelli che avevano già dato il loro cuore a Gesù“.

Presto è divenuto noto tra i prigionieri che circolavano versi biblici. “Abbiamo anche ricevuto richieste da altri reparti, dove erano arrivati i versi scritti. Le persone ci stavano chiedendo di più. E la cosa migliore era che i prigionieri stavano dando la vita al Gesù della Bibbia“.

Rilascio

Non ho mai pregato Dio di liberarmi dal carcere“, dice Mojtaba, riflettendo sul tempo trascorso dietro le sbarre. “Posso servire Dio ovunque, dentro o fuori dal carcere. Non importa in che situazione mi trovi, posso lavorare nel regno di Dio ovunque Dio mi metta. E in quel momento Dio mi ha messo tra i prigionieri“.
Nel 2015, Mojtaba è stato rilasciato. Ora ci esorta a pregare per il suo paese e per coloro che sono in prigione per la nostra stessa fede. “La mia preghiera per tutti gli iraniani è che ascoltino il buon messaggio di Cristo. E per i cristiani che sono sotto pressione, spero e prego che possano sperimentare il grande contrasto che ho vissuto, cioè pur non essendo in una buona situazione possano sentire una pace e una gioia interiore perché conoscono Gesù“.

Recentemente Mojtaba ha partecipato a una conferenza sui traumi per gli ex detenuti, realizzata da un’organizzazione partner e in parte supportata da Porte Aperte/Open Doors.