Periodo preso in esame:

1 novembre 2016
31 ottobre 2017

Posizione nella WWL:

WWL 2018
Punti: 86 / Posizione: 8
WWL 2017
Punti: 86 / Posizione: 7
WWL 2016
Punti: 90 / Posizione: 2

Dati Generali

Leader: Fuad Masum
Popolazione: 38.654.000
Cristiani: 258.000
Religione Principle: Islam
Governo: Democrazia parlamentare

Da dove viene la persecuzione 

Movimenti fanatici come lo Stato Islamico prendono di mira i cristiani ed altre minoranze religiose con rapimenti ed omicidi. Sebbene lo Stato Islamico abbia quasi completamente perso terreno in Iraq, la sua ideologia non è morta e influenza la popolazione locale. L’idea che i cristiani siano degli infedeli impuri è largamente diffusa. Si stima che 3.000 militanti dello Stato Islamico siano spariti da Mosul e si siano confusi tra il resto della popolazione.  Sebbene alcune famiglie cristiane siano tornate alle loro case, l’emigrazione dei cristiani continua a causa della paura e della mancanza di speranza in un futuro migliore. Per i cristiani del nord, il referendum sull’indipendenza curda ha avuto un forte peso nel loro desiderio di partire. Ulteriore persecuzione avviene attraverso i leader islamici ad ogni livello, soprattutto con incitazione all’odio nelle moschee.  Gli ufficiali di governo ad ogni livello minacciano i cristiani e li “incoraggiano” ad emigrare. I capi dei clan, la famiglia allargata e i “normali cittadini” esercitano una forte pressione sui  convertiti al cristianesimo di origine musulmana, per farli ritornare all’islam, e questo include talvolta tentativi di uccidere i convertiti. Non promuovendo una società pluralistica i partiti politici contribuiscono alla persecuzione dei cristiani.   

I rapimenti dei crisitani avvengono sotto forma di crimine organizzato, con moventi sia di natura finanziaria che religiosa. Una persecuzione di intensità minore è esercitata dai leader delle chiese storiche quando fanno naufragare i riconoscimenti ufficiali per le nuove denominazioni cristiane.  

Qual è l’impatto sui cristiani? 

I convertiti al cristianesimo di origine musulmana sperimentano la più forte pressione da parte delle famiglie allargate e spesso tengono segreta la loro fede, perché rischiano di essere minacciati dai membri della famiglia, dai capi clan e dalla società che li circonda. I convertiti rischiano di perdere i diritti sull’eredità e il diritto o i mezzi per sposarsi. Lasciare l’islam apertamente, porta a situazioni molto difficili in tutto il paese, sia nei territori dello Stato Islamico, così come nelle regioni islamiche moderate amministrate dal Governo Regionale del Kurdistan (KRG). Nel centro e nel sud del paese, oltre a fronteggiare l’oppressione della famiglia allargata, i cristiani ex-musulmani sperimentano anche la pressione dal governo di Baghdad, dato che la legislazione irachena si basa sulla sharia che sancisce che i convertiti dall’islam debbano essere uccisi.  

La Chiesa assira dell’Oriente, la Chiesa ortodossa Siriana, la Chiesa cattolica Siriana, la Chiesa cattolica Caldea e quella ortodossa Armena sono tutte seriamente colpite dalla persecuzione, specialmente da parte di movimenti di fanatici islamici e i loro leader. Vengono discriminati anche dalle  autorità statali. Nell’Iraq centrale e meridionale, i cristiani spesso non mostrano pubblicamente simboli cristiani (come la croce) per non subire atti violenti o trattamenti di disparità nei posti di blocco, presso le università, nei luoghi di lavoro e negli uffici statali. Anche i  cristiani nella regione amministrata dal Governo Regionale del Kurdistan sembrano aver rimosso  la croce dalle loro macchine per non attirare eccessivamente l’attenzione. Diversi anni fa il seminario cattolico non riuscì più a lavorare a Baghdad in seguito a minacce di rapimenti e di attacchi da parte di militanti islamici, e fu costretto a trasferirsi a nord nella regione amministrata dal Governo Regionale del Kurdistan.  

Anche le chiese evangeliche, battiste e pentecostali a Baghdad e a Bassora sono vittime della persecuzione da parte dei movimenti di fanatici islamici e dai leader non cristiani e regolarmente sperimentano la discriminazione da parte delle autorità. I cristiani che si dichiarano tali, vengono regolarmente presi di mira nell’Iraq centrale e meridionale. Le leggi sulla blasfemia possono essere usate contro di loro anche solo se vengono sospettati di cercare di portare il Vangelo ai musulmani.  

Infine, anche il cambiare chiesa (per esempio da ortodosso ad una congregazione evangelica) spesso viene punito con la negazione di diritti, per esempio perdendo il lavoro. I responsabili di chiese ortodosse e cattoliche hanno fama di rifiutarsi di celebrare matrimoni per i membri che frequentano chiese evangeliche. 

Esempi 

  • Almeno tre cristiani sono stati uccisi e due feriti in un attacco a due negozi di alcolici nei pressi di  Baghdad il 23 dicembre 2016. I cristiani del luogo interpretano questo come un atto mirato contro i cristiani, specialmente per il fatto che sono avvenuti nel periodo precedente al Natale e per il fatto che i cristiani sono gli unici a vendere alcol in Iraq. 
  • Le atrocità commesse  durante o prima della  liberazione di città a maggioranza cristiana, come Qaraqosh, sono state rese note lo scorso gennaio 2017, dopo il ritrovamento di otto corpi – probabilmente appartenenti a cristiani. Alcuni di essi erano stati uccisi da oltre un anno, altri più recentemente. Tale ritrovamento è prova indiscutibile di quanto lo Stato Islamico abbia agito con violenza durante e prima della  liberazione della Piana di Nineveh in ottobre e novembre 2016, ma dato che non si sa con esattezza se le uccisioni siano avvenute nel periodo preso in esame dalla  WWL 2018, non sono state contate. 
  • Almeno due cristiani, una vedova e suo figlio adolescente furono  detenuti ufficialmente in prigione a Mosul dallo Stato Islamico e costretti a convertirsi all’islam a novembre 2016. Riuscirono ad abbandonare la città.  Almeno 58 cristiani sono stati detenuti sotto lo Stato Islamico a Mosul durante il periodo preso in esame dalla WWL 2018, e risultano ancora dispersi. Non si sa se siano stati uccisi o rapiti. 
  • Nel periodo preso in esame dalla WWL 2018 si registrano casi di convertiti di origine musulmana che sono stati attaccati, torturati o rapiti dalle loro famiglie a causa della loro conversione.  
  • Migliaia di cristiani continuano a cercare un luogo sicuro dove vivere all’interno o al di fuori del paese.  
  • Infine un gran numero di case e di beni di proprietà dei cristiani sono stati danneggiati o saccheggiati durante o prima della liberazione. 
  • Un esempio lampante di incitamento all’odio contro i cristiani è stato riportato dal giornale Middle East Monitor 17 maggio 20171: uno dei responsabili sciiti più in vista in Iraq ha affermato pubblicamente che i cristiani, gli ebrei e le altre minoranze religiose devono convertirsi all’islam, devono pagare la tassa religiosa (jizya) o devono essere uccisi. Lo Sceicco Alaa Al-Mousawi ha anche chiamato i cristiani “infedeli” e “politeisti” ed ha sottolineato il bisogno della jihad contro di loro. Come reazione, circa 200 famiglie cristiane irachene hanno presentato una denuncia contro di lui con l’accusa di incitamento alla violenza settaria  contro i cristiani. 

Come Porte Aperte aiuta la Chiesa in Iraq 

Porte Aperte/Open Doors rafforza la Chiesa in Iraq per mezzo di collaborazioni locali nelle seguenti attività:  

  • Ministero di presenza  
  • Formazione nella conoscenza biblica, nella cura dei traumi, per i responsabili di chiesa e per i  cristiani ex-musulmani  
  • Distribuzione di Bibbie e libri cristiani, finanziamento alle traduzioni in curdo  
  • Progetti di sviluppo socio-economico (ad esempio micro-credito per sfollati interni)  
  • Aiuti strutturali alla riparazione di chiese, fornitura di attrezzature per le attività della chiesa  
  • Aiuti di primo soccorso (ad esempio “Emergenza Medio Oriente” dal 2014 a oggi)  
  • Sostegno in preghiera  

Come il corpo di Cristo può pregare per l’Iraq 

  • Ci sono stati molti messaggi incoraggianti di conversioni a Cristo nella parte meridionale del paese. Pregate affinché Dio provveda buoni pastori e la loro fame di conoscerLo sia saziata. 
  • Ringraziate Dio per le persone sfollate interne (Internally Displaced Persons-IDPs) che hanno potuto fare ritorno ai villaggi nella Piana di Ninive da quando sono state liberate dallo Stato Islamico. Per favore pregate per gli sfollati interni provenienti dalla Piana di Ninive che sono ancora confusi. Non sanno che cosa fare: se ritornare ai loro villaggi natii, rimanere nelle loro attuali sistemazioni o lasciare il paese. Pregate per favore perché possano avere presto chiarezza sul da farsi.  
  • Pregate per tutti coloro che servono la Chiesa in Iraq, affinché possano essere esempi viventi della presenza di Cristo. Pregate affinché il corpo di Cristo mantenga viva la speranza.