Periodo preso in esame:

1 novembre 2017
31 ottobre 2018

Posizione nella WWL:

WWL 2019
Punti: 79 / Posizione: 13
WWL 2018
Punti: 86 / Posizione: 8
WWL 2017
Punti: 86 / Posizione: 7

Dati Generali

Leader: Adil Abdul-Mahdi
Popolazione: 39.300.000
Cristiani: 225.000
Religione Principle: Islam
Governo: Democrazia parlamentare

Quali sono le cause di persecuzione prevalenti? 

  • Oppressione islamica: I gruppi radicali islamici mirano a rendere il paese puramente islamico. I sentimenti antioccidentali (e come tali anticristiani) hanno causato livelli considerevoli di violenza. 
  • Antagonismo etnico: Le tribù e i clan sono di primaria importanza ed esercitano pressioni soprattutto sui convertiti cristiani, ma anche sui cristiani di altre etnie (non arabe). 
  • Corruzione e crimine organizzato: Sono diffusi i rapimenti, le richieste di riscatti e l’occupazione illegale di abitazioni cristiane. La corruzione è diffusa a tutti i livelli della società. 
  • Paranoia dittatoriale: I leader politici hanno una forte determinazione a rimanere al potere, pratica che determina il fallimento della società pluralistica. 


Chi provoca la persecuzione? 

Gruppi religiosi violenti come lo Stato islamico (IS) sono noti per aver preso di mira le minoranze religiose attraverso rapimenti e uccisioni. Anche se l’IS ha perso il suo dominio in Iraq, la sua ideologia è ancora influente e sembra che molti militanti dell’IS si siano mescolati fra la popolazione. Un’altra fonte di persecuzione violenta contro i cristiani sono le milizie sciite sostenute dall’Iran. Un’ulteriore persecuzione avviene attraverso i leader islamici a qualsiasi livello, soprattutto con una dialettica di odio nelle moschee. Si dice che i funzionari governativi a tutti i livelli minaccino i cristiani e li incoraggino a emigrare. Non promuovendo una società pluralistica, anche i partiti politici contribuiscono alla persecuzione dei cristiani. I capi clan, le famiglie allargate e i semplici cittadini esercitano pressioni e violenza contro i convertiti al cristianesimo per farli tornare all’Islam. A livello inferiore, anche i leader delle chiese storiche hanno talvolta ostacolato il riconoscimento ufficiale delle nuove denominazioni cristiane e le hanno ostacolate anche in altri modi. Infine, è noto che reti criminali con motivazioni finanziarie e religiose hanno rapito cristiani. 

Quali conseguenze produce la persecuzione? 

La Chiesa assira d’Oriente, la Chiesa ortodossa siriana, la Chiesa cattolica siriana, la Chiesa cattolica caldea e la Chiesa ortodossa armena, sono tutte gravemente colpite dalle persecuzioni, soprattutto dai movimenti islamici fanatici e dai leader non cristiani. Sono inoltre vittime di discriminazioni da parte delle autorità governative. Nell’Iraq centrale e meridionale, i cristiani spesso non espongono pubblicamente simboli cristiani (come la croce), poiché ciò può portare a molestie o discriminazioni presso i check-point, le università, i luoghi di lavoro e gli edifici governativi. Persino i cristiani della regione curda irachena (IKR) avrebbero rimosso la croce dalle loro auto per non attirare attenzioni indesiderate. Diversi anni fa, il seminario cattolico non fu più in grado di operare a Baghdad a causa delle minacce di rapimenti e attacchi da parte di militanti islamici e fu costretto a trasferirsi nel Kurdistan. Anche le chiese evangeliche, battiste e pentecostali di Bagdad e Bassora sono gravemente colpite dalle persecuzioni dei movimenti fanatici islamici e leader non cristiani, e subiscono regolarmente discriminazioni da parte delle autorità. I cristiani manifesti sono costantemente presi di mira nell’Iraq centrale e meridionale. Le leggi sulla blasfemia possono essere usate anche contro di loro, se si sospetta che facciano proselitismo tra i musulmani. 

I cristiani di origine musulmana subiscono la maggior parte delle pressioni da parte della famiglia (estesa) e spesso mantengono segreta la loro fede, poiché rischiano di essere minacciati dai membri della famiglia, dai capi clan e dalla società che li circonda. I convertiti rischiano di perdere i diritti ereditari e il diritto o i mezzi per sposarsi. Lasciare apertamente l’Islam porta a situazioni difficili in tutto il paese ed è stato particolarmente pericoloso nei territori controllati dall’IS, ma può essere rischioso anche nel più moderato Kurdistan islamico. Cambiare chiesa (ad esempio da una congregazione ortodossa a una congregazione evangelica) è spesso punito anche con discriminazioni, come la perdita di posti di lavoro. È noto che i leader delle chiese ortodosse e cattoliche hanno rifiutato di celebrare matrimoni per i cristiani che frequentano le chiese evangeliche. 

Come Porte Aperte aiuta la Chiesa in Iraq?

Porte Aperte/Open Doors rafforza la Chiesa in Iraq per mezzo di collaborazioni locali nelle seguenti attività:  

  • Ministero di presenza  
  • Formazione nella conoscenza biblica, nella cura dei traumi, per i responsabili di chiesa e per i  cristiani ex-musulmani  
  • Distribuzione di Bibbie e libri cristiani, finanziamento alle traduzioni in curdo  
  • Progetti di sviluppo socio-economico (ad esempio micro-credito per sfollati interni)  
  • Aiuti strutturali alla riparazione di chiese, fornitura di attrezzature per le attività della chiesa  
  • Aiuti di primo soccorso (ad esempio “Emergenza Medio Oriente” dal 2014 a oggi)  
  • Sostegno in preghiera  

Come il corpo di Cristo può pregare per l’Iraq?

  • Ci sono stati molti messaggi incoraggianti di conversioni a Cristo nella parte meridionale del paese. Pregate affinché Dio provveda buoni pastori e la loro fame di conoscerLo sia saziata. 
  • Ringraziate Dio per le persone sfollate interne (Internally Displaced Persons-IDPs) che hanno potuto fare ritorno ai villaggi nella Piana di Ninive da quando sono state liberate dallo Stato Islamico.  
  • Pregate per tutti coloro che servono la Chiesa in Iraq, affinché possano essere esempi viventi della presenza di Cristo. Pregate affinché il corpo di Cristo mantenga viva la speranza.