Quando Gesù lasciò la Galilea per la Giudea, grandi folle si radunarono attorno a Lui. E in mezzo alla moltitudine avvenne qualcosa di unico … i bambini emersero dalla folla e si avvicinarono a Gesù. Quando i discepoli li videro, subito si mossero per fermarli, rimproverandoli: dopo tutto Gesù aveva un importante lavoro da grandi da svolgere. C’era gente da guarire, miracoli da compiere, farisei da affrontare. Gesù non aveva tempo per intrattenere mani appiccicose, domande sconclusionate e perpetue distrazioni tipiche dei bambini, giusto? Sbagliato!

La risposta di Gesù ai discepoli fu chiara e controintuitiva: “Lasciate i piccoli fanciulli venire a me”, disse. E io credo che lo stia dicendo ancora oggi. In questa breve frase, Gesù stava chiarendo un grande principio del Regno di Dio: La missione di Dio non era rilevante solo per gli adulti. Infatti Gesù andò persino oltre, dimostrando che quei bambini erano la chiave per il Regno. In tutto il loro stupore, disordine, mancanza di maturità e comprensione, questi piccoli erano il migliore esempio di vita del Regno. La fede di un bambino. I bambini hanno una parte vitale nel Regno di Dio e non sono preziosi per ciò che realizzeranno crescendo. Sono preziosi perché ne sono membri a pieno titolo ora. Al presente, proprio in questo momento.

Queste parole sagge di Gesù ci riportano all’importanza di favorire un ambiente sano per far crescere bene i bambini, e questo include i bambini della Chiesa perseguitata. Dopotutto anche il Nemico comprende questa verità. Il desiderio di Satana è di uccidere, rubare e distruggere, inclusi i piccoli fanciulli. Secondo i piani del Nemico, i bambini vengono sfruttati, arruolati in eserciti estremisti in giovane età, viene praticato loro il lavaggio del cervello, usati come attentatori suicidi e persino introdotti a forza nei traffici sessuali.

Bambini come Omar, di 12 anni, vengono reclutati e mandati in campi di 40 giorni per essere addestrati per l’ISIS. Secondo l’articolo dell’Economist “Leoni jihadisti di domani?”, Omar era stato formato per far parte delle truppe d’assalto armate di cintura esplosiva. Successivamente è stato ucciso combattendo le forze governative siriane nella città orientale di Deir Ezzon. I jihadisti hanno reclutato migliaia di bambini in Iraq e Siria e stanno mandando a morte bambini come mai prima d’ora. A gennaio dell’anno scorso, 51 bambini si erano fatti esplodere in attentati suicidi solo a Mosul.

Ecco perché è cruciale per noi, come Chiesa, stare al fianco di questi bambini in preghiera, sostegno, aiuto, discepolato e cura dei loro traumi, per conferire forza alla presenza cristiana in queste pericolose regioni. E per rafforzare la Chiesa, fino ai suoi membri più giovani, affinché sia la luce di Cristo nel mezzo dell’oscurità.


Articolo di Brian Orme, tratto dalla rubrica L’OSPITE del magazine gratuito di Porte Aperte. Clicca QUI per saperne di più.