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Kirghizistan: combattuto fra partire e rimanere

Un pastore ex-musulmano è pressato dalle autorità che, attraverso il boicottaggio della sua azienda agricola, cercano di spingerlo a trasferirsi altrove per ostacolare le sue attività cristiane.

Il pastore ex-musulmano Kyrgyz Kimil (nome modificato per ragioni di sicurezza) vive in una piccola città del Kirghizistan, dove vivono anche molti uzbeki. Nel corso degli anni Kimil e la sua famiglia (moglie e 4 bambini in età scolare) hanno avviato una piccola azienda agricola in cui allevano polli.

Kimil è anche pastore della chiesa cristiana locale e sta predicando attivamente tra i musulmani uzbeki e kirghisi della sua città. Le autorità musulmane tuttavia ostacolano il suo servizio cristiano, molti musulmani si sono convertiti al cristianesimo attraverso lui, e hanno già molte volte minacciato di imprigionarlo, di fargli chiudere l'attività e di cacciarlo dalla città.

Nel corso del 2017 Kimil ha subito molti controlli da parte delle autorità statali, in ambito finanziario e sanitario, che hanno esaminato attentamente tutte le attività dell'azienda agricola. Nonostante egli osservi tutte le leggi locali e statali, gli ufficiali hanno trovato diversi cavilli a cui appigliarsi e lo hanno multato. Kimil ha pagato le multe e ha continuato a lavorare. Nell'ultimo mese ha ricevuto l'ordine di cessare ogni attività, senza spiegazioni né motivazioni. L'allevamento di polli è l'unica fonte di reddito per la sua famiglia ed ora si trova affrontare una difficile decisione: lasciare il ministero e la chiesa e trasferirsi in un'altra città (così da potersi procurare da vivere) o rimanere e continuare a combattere.

Pregate per il pastore Kimil e la sua famiglia, pregate perchè Dio li protegga, pregate che abbiano la possibilità di continuare la loro attività per potersi mantenere e pregate affinché le autorità musulmane e laiche locali e statali smettano di perseguitarlo.