Continuate a pregare per le famiglie a cui hanno rapito le figlie in Nigeria!

La notte di lunedì 14 aprile 2014, verso le 22:00, membri dei Boko Haram sono piombati a Chibok con 7 pick-up. Mentre una parte di loro appiccava il fuoco ad alcuni edifici governativi, gli altri penetravano nella scuola secondaria per rapire più di 200 ragazze (fra i 16 e i 20 anni), caricandole sui loro mezzi per portarle all’interno della vicina foresta Sambisa. Una parte delle ragazze è riuscita a scappare o è stata liberata nella confusione, ma molte rimangono ancora nelle mani dei rapitori: un dramma per il Paese.

L’evento, non il primo, ha questa volta avuto un’eco internazionale e molti si sono mobilitati in vari modi.
Vi chiediamo di continuare a pregare con tutte le famiglie delle ragazze rapite.

 

Consegnati i vostri messaggi alle famiglie delle ragazze rapite!
Un collaboratore di Porte Aperte ha fatto visita a Chibok ai genitori delle circa 200 ragazze ancora mancanti dopo il sequestro di metà aprile ad opera dei Boko Haram, allo scopo di incoraggiarli e consegnare circa la metà dei 2000 messaggi di preghiere ricevuti dai cristiani di tutto il mondo, anche dall’Italia.

“L’atmosfera rimane tesa a Chibok e nella zona circostante. Un capo villaggio, quando ci ha visti, è andato in casa a prendere un’arma. Voleva mandarci via perché essendo arrivati in auto, pensava fossimo dei Boko Haram… Abbiamo cercato d’incontrare il maggior numero possibile di famiglie ma alcune donne erano nella capitale Abuja e altri familiari erano a lavorare nelle loro campagne, dove la stagione delle piogge rende le strade impraticabili…”, ci hanno confidato i nostri collaboratori, rimasti davvero scossi nel constatare gli effetti del dolore sulle famiglie. Come sapete molte di queste famiglie sono cristiane, di fatto non sono persone molto istruite e nemmeno ricche. Vivono una vita semplice in sincera dipendenza da Dio per cose che la maggior parte di noi considera scontate. In mezzo a questa grave difficoltà molti si sono espressi con parole di speranza e fede che abbiamo sentito spesso sulla bocca dei cristiani della Nigeria del nord.

A nome di queste famiglie, grazie per il vostro contributo in preghiera e incoraggiamento!