Periodo preso in esame:

1 novembre 2017
31 ottobre 2018

Posizione nella WWL:

WWL 2019
Punti: 82 / Posizione: 11
WWL 2018
Punti: 76 / Posizione: 15
WWL 2017
Punti: 86 / Posizione: 6

Dati Generali

Leader: Bashar al-Assad
Popolazione: 18.300.000
Cristiani: 814.000
Religione Principale: Islam
Governo: Repubblica semipresidenziale

Quali sono le cause di persecuzione prevalenti? 

  • Oppressione islamica: i militanti islamici radicali continuano a essere una minaccia per i cristiani e l’oppressione è particolarmente forte nelle aree controllate da gruppi islamici di opposizione. Nella seconda metà del 2018 queste aree di controllo si estendevano per meno del 25% della Siria. Comunque anche nelle aree controllate dal governo, i cristiani ex musulmani rischiano di essere osteggiati dalla famiglia e dalla comunità a causa della loro fede. 
  • Antagonismo etnico: le norme delle tribù e i loro valori (come l’onore della famiglia) sono in modo particolare imposti ai cristiani di origine musulmana, soprattutto nell’area curda nelle regioni desertiche del nord e del centro. Come accade in molti paesi del medio-oriente, il tribalismo in Siria è molto mescolato all’islam.  
  • Paranoia dittatoriale: ai giorni nostri in Siria la persecuzione proviene per lo più dai gruppi armati che controllano parte della Siria e che sono disposti a usare ogni mezzo per rimanere al potere.  
  • Corruzione e crimine organizzato: in Siria, la corruzione e il crimine organizzato si manifestano nella guerra civile, con l’impunità e l’anarchia. La corruzione è dilagante e compromette perfino l’accesso al cibo e alle cure sanitarie. I siriani di origini religiose diverse dall’islam vengono rapiti. Dietro al rapimento dei cristiani ci sono ragioni finanziarie, politiche e ideologiche.


Chi provoca la persecuzione? 

I gruppi islamici militanti minacciano tutti i cristiani. I parenti sono la principale fonte di persecuzione per i convertiti dall’islam. È risaputo che le autorità governative limitano le attività dei cristiani evangelici e dei convertiti per prevenire l’instabilità. Questi ultimi vengono a volte interrogati e tenuti sotto controllo. Queste attività della polizia talvolta sono istigate dalla famiglia dei convertiti o perfino dalle chiese storiche. Si assiste a discorsi di odio contro i cristiani da parte dei leader islamici ma ciò non è permesso nelle aree controllate dal governo. I leader religiosi musulmani sono noti per aver fatto pressioni sui convertiti, direttamente o indirettamente, tramite le famiglie dei convertiti o i servizi di sicurezza. 

Quali conseguenze produce la persecuzione? 

A causa della loro visibilità pubblica, i leader delle chiese storiche sono particolarmente presi di mira come obiettivi di sequestri. Comunque anche le congregazioni battiste, evangeliche e pentecostali si trovano in una posizione di vulnerabilità per il loro orientamento occidentale, la frammentazione, la mancanza di una leadership forte e la mancanza di un portavoce straniero (come un Papa o un vescovo) che possa parlare a loro nome. 

Nelle aree controllate da gruppi radicali islamici, la maggior parte delle chiese storiche sono state demolite o usate come centri islamici. Le espressioni pubbliche della fede cristiana sono proibite e gli edifici che ospitano chiese o monasteri non possono essere riparati o ristrutturati, a prescindere dall’origine collaterale o intenzionale dei danni. Nelle aree controllate dal governo, c’è meno controllo sui cristiani e ciò è dovuto alle condizioni di guerra. La reputazione politica delle denominazioni, delle chiese e dei leader delle chiese locali gioca un ruolo importante nel livello di persecuzione o di oppressione che esse si trovano a subire da parte dei gruppi che combattono il presidente Assad. I cristiani di origine musulmana, in modo particolare, subiscono le pressioni delle loro famiglie, perché la loro conversione è percepita come un grande disonore. Questo è vero soprattutto nella maggior parte delle aree sunnite, dove i convertiti rischiano di essere espulsi dalle mura domestiche, se non peggio. Le pressioni esercitate dalla famiglia sono in qualche modo meno intense nelle aree curde, in quanto i curdi sunniti sono generalmente meno radicali. Infatti, nel governatorato a nord di Aleppo, ci sono comunità cristiane curde riconosciute. 

Come Porte Aperte aiuta la Chiesa in Siria?

Porte Aperte/Open Doors incoraggia la Chiesa in Siria fortificando la leadership e aiutandoli a sfruttare ogni occasione per servire, malgrado la situazione di crisi non sia cessata. Lo fa per mezzo di collaborazioni con chiese locali nell’ambito delle seguenti opportunità di servizio:

  • Distribuzione di Bibbie, Bibbie di studio, Bibbie per bambini, Nuovi Testamenti e libri cristiani.
  • Formazione nel discepolato per responsabili, con l’obiettivo di moltiplicare i contatti.
  • Formazione nella leadership in generale e per giovani in particolare.
  • Formazione ‘Big Picture’ per comprendere la persecuzione su base biblica.
  • Diversi tipi di formazione su richiesta delle diverse chiese siriane.
  • Cura dei trauma, elaborazione di eventi fortemente stressanti con persone pesantemente traumatizzate.
  • Collaborazione con la Chiesa locale per curare e fornire aiuti ai molti sfollati interni siriani (IDP-Internally Displaced Persons) avviando per loro programmi di recupero.
  • Sostegno all’evangelizzazione delle minoranze nel paese e ai cristiani iracheni (che avevano lasciato l’Iraq prima dell’inizio del conflitto in Siria) per mezzo della chiesa locale.
  • Costruzione di ponti tra le diverse denominazioni sponsorizzando conferenze aperte a tutte le denominazioni.
  • Sostegno in preghiera per credenti che versano in condizioni particolarmente difficili e in generale per la situazione del paese.


Come il corpo di Cristo può pregare in Siria?

  • Pregate per il processo di ricostruzione in Siria. La guerra ha prodotto sofferenza, distruzione e morte. Pregate per una vera inversione di rotta per questo paese.
  • Pregate per la testimonianza dei cristiani. I frutti della guerra possono essere leniti anche attraverso l’impegno della Chiesa in una fase delicata come quella in cui il Paese si trova. C’è ancora bisogno di beni di prima necessità. Pregate che i nostri fratelli e sorelle siano incoraggiati dagli aiuti che ricevono. Pregate anche affinché abbiano sempre forza e coraggio spirituali.
  • Pregate per il governo siriano, affinché prenda le giuste decisioni per il bene del popolo siriano e per il futuro del paese.