Periodo preso in esame:

1 novembre 2017
31 ottobre 2018

Posizione nella WWL:

WWL 2019
Punti: 57 / Posizione: 49
WWL 2018
Punti: 60 / Posizione: 36
WWL 2017
Punti: 64 / Posizione: 23

Dati Generali

Leader: Mahmoud Abbas
Popolazione: 5.100.000
Cristiani: 46.600
Religione Principale: Islam
Governo: Repubblica semipresidenziale

Quali sono le cause di persecuzione prevalenti?

  • Nazionalismo religioso: il dominio di Israele in Cisgiordania e il suo ferreo controllo su Gaza sono causa della maggior parte delle sofferenze dei cristiani palestinesi, ed è uno dei principali fattori che favoriscono l’emigrazione.
  • Oppressione islamica: i fondamentalisti islamici, più radicali di Hamas, sono tuttora attivi a Gaza, e sono presenti anche in Cisgiordania, incutendo tra i cristiani locali un costante timore di subire attacchi.
  • Paranoia dittatoriale: Fatah e Hamas cercano di mantenere il potere a tutti i costi. Esprimere dissenso nei loro rispettivi territori può risultare molto pericoloso.
  • Antagonismo etnico: la struttura della società palestinese è di matrice fortemente conservativa, e il tribalismo vi gioca un ruolo rilevante. Tale condizione costituisce un ostacolo fondamentale alla conversione dei musulmani al cristianesimo.

Chi provoca la persecuzione?

Essendo la società palestinese tradizionalista e conservatrice, la conversione dall’islam al cristianesimo o il passaggio da una denominazione religiosa a un’altra diventa inaccettabile o comunque socialmente indesiderabile, a causa degli stretti legami tra famiglia e religione. Le leggi in Cisgiordania generalmente tutelano la libertà religiosa, mentre la legislazione a Gaza è più restrittiva. La comunità cristiana in Palestina risente quotidianamente del conflitto israeliano-palestinese in corso, e come etnia subisce numerose restrizioni da parte israeliana. Come gli altri palestinesi, i cristiani sono soggetti ogni giorno a tali restrizioni, che rappresentano un importante incentivo all’emigrazione. Inoltre la loro fede li pone anche in una posizione di minoranza all’interno della comunità palestinese a maggioranza musulmana.

Quali conseguenze produce la persecuzione?

Ogni appartenente a qualsivoglia gruppo cristiano è sottoposto a restrizioni imposte dalle autorità israeliane, tra cui la facoltà di viaggiare. I convertiti dall’islam al cristianesimo sono maggiormente colpiti dalla persecuzione, ed è difficile per loro riuscire a entrare in contatto con le chiese esistenti sul territorio. L’influenza dell’ideologia islamica radicale è in fase crescente e le chiese storiche sono costrette a essere particolarmente caute e diplomatiche nel loro approccio con la comunità musulmana. Si registrano anche molestie nei confronti dei responsabili delle chiese da parte di estremisti ebrei. Inoltre cristiani non affiliati alle principali confessioni storiche a volte subiscono opposizioni su questioni teologiche da parte di chiese più grandi e accusati di “furto di pecore”. Tuttavia questo tipo di problemi si verificano anche tra chiese non denominazionali.

Come Porte Aperte aiuta la Chiesa nei Territori Palestinesi?

In collaborazione con ministeri e chiese locali, Porte Aperte/Open Doors sostiene la Chiesa in Israele e Territori Palestinesi per mezzo delle seguenti attività:

  • Formazione(teologica, riconciliazione, consulenza sui traumi)
  • Distribuzione di libri e risorse cristiane
  • Sviluppo Socio Economico
  • Patrocinio e ministero di presenza (Case rifugio, assistenza legale)
  • Ricerca
  • Preghiera

Come il corpo di Cristo può pregare per i Territori Palestinesi?

  • In generale la pressione va aumentando nei territori suddetti a causa dell’insabilità della regione e dell’assenza di progressi nella risoluzione del conflitto israelo-palestinese. Pregate per la pace di Gerusalemme e di tutta la regione.
  • Pregate per i cristiani nei Territori Palestinesi affinché possano brillare in mezzo al conflitto come ambasciatori della pace di Cristo nel loro paese.
  • Pregate affinché i cristiani siano sale e luce nelle loro comunità, soprattutto nelle loro interazioni con i musulmani, affinché siano in grado di vivere l’amore di Cristo con il loro prossimo.