Periodo preso in esame:

1 novembre 2016 – 31 ottobre 2017

Posizione nella WWL:

WWL 2018 Punti: 60 / Posizione: 36
WWL 2017 Punti: 64 / Posizione: 23
WWL 2016 Punti: 62 / Posizione: 24

Dati Generali

Leader: Mahmoud Abbas
Popolazione: 4.928.000
Cristiani: 67.700
Religione Principle: Islam
Governo: Amministrazione ad Interim

Da dove viene la persecuzione

I cristiani palestinesi soffrono giornalmente a causa del conflitto in corso tra palestinesi e israeliani. In quanto palestinesi, hanno delle restrizioni da parte dello stato israeliano. I cristiani, come tutti gli altri palestinesi, vivono tali limitazioni le quali sono causa di immigrazione. La loro fede, inoltre, li porta a vivere un’ulteriore situazione di minoranza nei confronti della comunità musulmana maggioritaria.

Nonostante i Territori Palestinesi siano considerati come uniti, di fatto sono due aree differenti: Gaza (governata da Hamas) e la Cisgiordania (dove il partito Al Fatah ha il sopravvento). Le leggi in Cisgiordania generalmente proteggono la libertà religiosa, mentre a Gaza sono più restrittive. In entrambe le zone, il governo non perseguita attivamente i cristiani; in Cisgiordania i cristiani ricoprono anche incarichi all’interno delle amministrazioni locali. Tuttavia, la società palestinese è conservatrice, e pertanto è difficile abbandonare la propria religione natia. La conversione dall’islam al cristianesimo è in un certo qual modo inaccettabile; è controverso anche il passaggio da una denominazione cristiana a un’altra.

Qual è l’impatto sui cristiani?

Ci sono tre gruppi principali di cristiani nei Territori Palestinesi, e ciascuno di essi affronta problemi specifici:

  1. Le chiese storiche o tradizionali sono il gruppo più numeroso. Hanno delle buone connessioni con le autorità palestinesi, ma devono essere caute nel loro approccio con i musulmani in generale. Ciò è particolarmente accentuato adesso che l’influenza dei gruppi radicali di ideologia islamica sta crescendo, dello Stato Islamico (ISIS) e degli altri gruppi radicali islamici. I maggiori problemi quotidiani per i cristiani appartenenti a queste chiese sono rappresentati dalle complicate restrizioni imposte dal governo israeliano sui visti e i viaggi. Diventa difficile svolgere le funzioni di sovrintendenti spirituali ai responsabili che hanno comunità anche in aree come la Giordania, al di fuori della Cisgiordania o Gerusalemme. In aggiunta sono stati riportati casi di molestie ai danni dei responsabili delle comunità da parte di estremisti ebrei.
  2. I cosiddetti evangelici (per esempio i cristiani non appartenenti alle chiese tradizionali) costituiscono un secondo gruppo. Il loro numero è piccolo, ma hanno una certa influenza attraverso l’organizzazione di conferenze, la formazione teologica e l’evangelizzazione. Lottano con le limitazioni imposte dal governo israeliano, e devono far fronte alle resistenze denominazionali che provengono dalle chiese tradizionali. Tali resistenze sono dovute in parte a visioni teologiche differenti, in particolar modo in merito allo stato di Israele. Le chiese tradizionali vedono gli evangelici come occidentali o sionisti e a favore di Israele. I responsabili di tutte le denominazioni stanno cercando di proteggere il loro proprio gregge. Quindi, coloro che cambiano chiesa di appartenenza, principalmente dalle chiese tradizionali alle nuove chiese evangeliche, a volte sperimentano pressioni da parte delle loro famiglie o comunità.
  3. Un terzo gruppo è composto dai convertiti al cristianesimo di origine musulmana. Costoro sopportano il peso della persecuzione, dato che le loro conversioni non sono normalmente accettate dalle rispettive comunità e famiglie. È difficile per loro avere rapporti con le chiese esistenti, dato che queste ultime temono le ripercussioni della popolazione musulmana.

A causa delle restrizioni israeliane (e la conseguente pessima situazione economica), insieme alla paura di un crescente radicalismo islamico, molti cristiani sono emigrati e il numero di cristiani rimasti nei Territori Palestinesi è notevolmente diminuito.

Esempi

  • Durante il periodo preso in esame dalla WWL2018, è stato riportato un episodio nel quale un cristiano ex-musulmano di Gaza è stato aggredito dalla propria famiglia. È dovuto rimanere nascosto in un posto sicuro per salvarsi la vita.
  • Fare proselitismo tra i musulmani non è vietato dalla legge, ma rimane difficile a causa della pressione da parte della società. Alcuni cristiani temono di mettere in pericolo i rapporti d’amicizia con i vicini musulmani se sono troppo coinvolti in attività evangelistiche.
  • Secondo un rapporto del Dipartimento di Stato Americano divulgato nel 2016 su Israele e i Territori Palestinesi, “una combinazione di fattori ha continuato a incrementare la migrazione cristiana da Gerusalemme e dalla Cisgiordania. Uno di questi fattori è la limitata capacità delle comunità cristiane, nell’area di Gerusalemme, di espandersi a causa delle restrizioni per la costruzione imposte dalla municipalità di Gerusalemme o dalle autorità israeliane nell’area C. Altri fattori sono: le difficoltà incontrate dai responsabili delle comunità di ottenere i visti per le partenze e i permessi di soggiorno, le restrizioni israeliane alle riunificazioni familiari, i problemi di tassazione e i disagi economici creati dalle restrizioni nei viaggi.”

Come Porte Aperte aiuta la Chiesa nei Territori Palestinesi

In collaborazione con ministeri e chiese locali, Porte Aperte/Open Doors sostiene la Chiesa in Israele e Territori Palestinesi per mezzo delle seguenti attività:

  • Formazione(teologica, riconciliazione, consulenza sui traumi)
  • Distribuzione di libri e risorse cristiane
  • Sviluppo Socio Economico
  • Patrocinio e ministero di presenza (Case rifugio, assistenza legale)
  • Ricerca
  • Preghiera

Come il corpo di Cristo può pregare per i Territori Palestinesi

  • In generale la pressione va aumentando nei territori suddetti a causa dell’insabilità della regione e dell’assenza di progressi nella risoluzione del conflitto israelo-palestinese. Pregate per la pace di Gerusalemme e di tutta la regione.
  • Pregate per i cristiani nei Territori Palestinesi affinché possano brillare in mezzo al conflitto come ambasciatori della pace di Cristo nel loro paese.
  • Pregate affinché i cristiani siano sale e luce nelle loro comunità, soprattutto nelle loro interazioni con i musulmani, affinché siano in grado di vivere l’amore di Cristo con il loro prossimo.
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