NELLA FOTO: Pastore George, partner di Porte Aperte/Open Doors, in visita al ferito Fadi Habsouno. Sua moglie si trova in condizioni critiche dopo che la loro abitazione è stata colpita.

I cristiani siriani hanno urgente bisogno di preghiera e di sostegno mentre il conflitto si intensifica.

Dai 40 ai 50 mila cristiani si trovano coinvolti nel conflitto, che si va via via intensificando, nella Siria settentrionale, mentre le truppe turche attaccano le forze guidate dai curdi.
Le chiese partner di Porte Aperte si trovano sul posto, valutando e rispondendo ai bisogni immediati e prendendosi cura delle persone colpite dai combattimenti.
Il pastore George, della Evangelical Christian Alliance Church, riferisce di bombardamenti nelle zone di confine e di case distrutte. La sua chiesa ha fornito riparo ai credenti curdi che sono rimasti senza una casa per via dei combattimenti.
“Siamo molto preoccupati per coloro che stanno abbandonando le proprie abitazioni” afferma il direttore delle operazioni di Porte Aperte in Medio Oriente. “I cristiani hanno un doppio timore: non solo per via dei combattimenti, ma anche a causa della libertà che potrebbero avere gli estremisti in questa situazione così incerta”. E poi continua: “I cristiani in queste aree della Siria hanno bisogno che la famiglia della Chiesa globale si alzi in preghiera e stia con loro in questo momento tragico e nel lungo periodo”.
“Siamo in costante collegamento con i nostri partner in Siria. I bisogni aumentano esponenzialmente. Il fatto di esserci da tanto tempo, facilita le nostre operazioni”, conferma Cristian Nani, il direttore della base italiana di Porte Aperte.
Per favore, pregate urgentemente. Chiedete alle vostre chiese di pregare.
E se desiderate entrare ulteriormente in azione, donate al fondo creato da Porte Aperte per la crisi in Siria.