Scrivi una lettera


Stai al fianco dei cristiani perseguitati, scrivi loro una lettera o una cartolina di incoraggiamento! Prima però leggi attentamente LE LINEE GUIDA.

Di seguito troverai gli indirizzi di fratelli e di sorelle della Chiesa perseguitata, sono membra del Corpo di Cristo che soffrono per la loro fede in Gesù: una tua lettera può essere un incoraggiamento prezioso per la loro vita. Di alcuni troverai le foto, di altri invece preferiamo non pubblicarle per ragioni di sicurezza.

Scrivi loro nella loro lingua oppure in inglese se puoi. Per alcuni (soprattutto per vedove e bambini) le cartoline colorate, fatte a mano o meno, sono particolarmente gradite.

Cosa e come scrivere:

  • Non citare mai Porte Aperte
  • Cartoline illustrate, turistiche o fatte a mano o disegni di bambini sono le migliori, in busta chiusa, senza indirizzo di Porte Aperte sulla cartolina o lettera (NO LETTERE IN ITALIANO-non possiamo tradurle)
  • Incoraggiate con un breve messaggio e uno o due versetti biblici in inglese (www.biblegateway.com è un ottimo sito in cui trovare la Bibbia in varie lingue), NON lunghe lettere in italiano perché molti di loro non conoscono nemmeno l’inglese, NON è possibile tradurre ogni lettera
  • Non dite niente di negativo contro il governo o l’islam
  • Scrivete vostro nome, cognome e paese d’origine, ma non l’intero vostro indirizzo
  • Non mandate denaro direttamente al fratello detenuto o alla famiglia o promesse di aiuto


Qui sotto trovate alcuni DESTINATARI possibili, cristiani perseguitati che riceveranno le vostre lettere/cartoline portate dai nostri collaboratori
.

Bambini (iraniani)

Iran: Incoraggia i bambini

Perché i bambini iraniani hanno bisogno di incoraggiamento?

Immaginate un ragazzino di nome Hami*. I suoi genitori sono cristiani, ma in segreto. Questo perché in Iran il cristianesimo è visto come un’influenza occidentale e una minaccia. Ci si aspetta che tutti gli iraniani di etnia persiana siano musulmani. Quindi, diventare cristiani, o condividere il Vangelo, è un atto pericoloso – per cui si potrebbe finire in prigione. La famiglia di Hami appartiene a una piccola chiesa familiare che si riunisce nella casa del pastore Milad*, dove insegna loro di Gesù. Ma questo significa che il pastore Milad sta correndo un rischio. Infatti, tutti loro corrono un rischio incontrandosi insieme.

Un giorno la famiglia scopre che il pastore Milad è stato arrestato. Ora, cosa succederà? Che cosa dovranno fare dopo? Storie come questa sono comuni in Iran, dove è pericoloso seguire Gesù. Ecco perché i cristiani iraniani hanno bisogno delle nostre preghiere – e del nostro incoraggiamento. Pregate per i bambini come Hami e incoraggiate i bambini della vostra famiglia o della vostra chiesa a inviare immagini di speranza. In questo modo sapranno di non essere dimenticati.

 

Invia disegni digitali per i bambini iraniani

  • Questa è una campagna per i bambini iraniani, per ricevere disegni di bambini da tutto il mondo per incoraggiarli a continuare a seguire Gesù.
  • Chiedete ai bambini di pensare a cosa significa essere un figlio di Dio, amato e protetto. Poi create un’immagine che comunichi un messaggio di speranza ai bambini cristiani.
  • Qualsiasi disegno inviato dovrà essere inviato elettronicamente a Porte Aperte via e-mail a questo indirizzo: info@porteaperteitalia.org
  • Ecco alcuni suggerimenti per quello che potete inviare:
    • Un autoritratto
    • Un disegno ispirato da un racconto biblico o da un versetto della Bibbia (non scrivere il versetto sull’immagine)
    • Un’immagine di speranza.

IMPORTANTE!

  • Vi preghiamo di non inviare disegni fisici, perché non saremo in grado di inviarli.
  • Chiedete ai bambini di firmare le loro foto solo con il loro nome.
  • Non scrivete messaggi.
  • Non menzionare Porte Aperte.
  • Non inviate denaro e non fate offerte di aiuto.
  • Le immagini devono essere colorate, allegre e positive.
  • Inviate i vostri disegni in formato digitale a info@porteaperteitalia.org

 

Previsione termine campagna: 01 settembre 2020

Bambini (Asia Centrale)

Asia Centrale: Incoraggia i bambini

La nostra  visione per i bambini della chiesa perseguitata è che possano essere uniti alla loro famiglia cristiana sparsa per il mondo, ed anche amati e sovvenzionati da essa, in modo da infondere in loro coraggio e forza per restare forti nella fede.

I figli dei cristiani perseguitati possono trovarsi ad affrontare sfide straordinarie a causa della loro fede: alcune sfide li toccano in modo diretto (sono coinvolti nelle violenze vissute dalla famiglia: la perdita di un genitore a causa di violenze o per un arresto, ad esempio) e indiretto dalla comunità cristiana o in modo specifico (la discriminazione impedisce loro di ricevere istruzione, per esempio; alcuni di loro hanno una doppia identità: cristiani a casa e musulmani o comunisti a scuola, oppure nel loro quartiere). Nessun genitore, se avesse scelta, sceglierebbe di far restare il proprio figlio in una terra di carestia e sono davvero pochi i genitori che deciderebbero di  far crescere un figlio in una zona di guerra,  se avessero delle alternative. Eppure ogni giorno le mamme ed i papà cristiani sono costretti a scegliere se rimanere fedeli a Gesù o se proteggere i propri figli; se far crescere i loro figli come cristiani o se tenerli fisicamente al sicuro.

In tutte le nazioni dell’Asia Centrale è necessario un permesso speciale per lavorare con i bambini, per dare loro degli insegnamenti su Cristo. Se non si ha questo permesso previsto dagli statuti e rilasciato dal comitato per gli affari religiosi, il lavoro svolto coi bambini è illegale. Nella maggior parte delle nazioni dell’Asia Centrale, le leggi sulla religione contengono delle dichiarazioni riguardanti la proibizione dell’insegnamento religioso ai bambini.


Invia disegni digitali per i bambini in Asia Centrale

  • Questa è una campagna per i bambini dell’Asia Centrale, per ricevere disegni di bambini da tutto il mondo per incoraggiarli a continuare a seguire Gesù.
  • Chiedete ai bambini di pensare a cosa significa essere un figlio di Dio, amato e protetto. Poi create un’immagine che comunichi un messaggio di speranza ai bambini cristiani.
  • Ecco alcuni suggerimenti per quello che potete inviare:
    • Un autoritratto.
    • Un disegno ispirato da un racconto biblico o da un versetto della Bibbia (non scrivere il versetto sull’immagine).
    • Un’immagine di speranza.

 

Previsione termine campagna: 31 dicembre 2020

Indirizzo a cui spedire le lettere:
Porte Aperte Italia CP 114
37057
San Giovanni Lupatoto (VR)

Marta (Etiopia)

Etiopia: Incoraggia Marta

Quando Marta era molto giovane, la sua famiglia accettò di consegnarla allo stregone locale come serva e moglie. Pur non conoscendo tutti i dettagli della sua sofferenza, sappiamo che ha subito molti abusi. Il suo futuro sembrava cupo, ma un membro della famiglia continuò a condividere il Vangelo con lei, la quale giunse alla fede, inizialmente seguendo Cristo in segreto.

Quando era nella sua media adolescenza, lasciò la casa dello stregone e disse alla sua famiglia che ora era diventata cristiana. Continuava a condividere la sua fede con loro e, attraverso la sua testimonianza e altre circostanze, tutti giunsero alla fede in Cristo, tranne suo padre. La vita non è facile, ma Dio è stato fedele.

Il viaggio di Marta verso la guarigione dall’oscurità che ha vissuto nella casa dello stregone sta iniziando solo ora e ha bisogno di preghiera e incoraggiamento.

 

Previsione termine campagna: 30 novembre 2020

Indirizzo a cui spedire le lettere:
Porte Aperte Italia CP 114
37057
San Giovanni Lupatoto (VR)

Georgine (RDC)

Repubblica Democratica del Congo: Incoraggia Georgine e i suoi figli

I ripetuti attacchi delle Forze Democratiche Radicali Islamiche Alleate (ADF) nella provincia del Nord Kivu della Repubblica Democratica del Congo (RDC) hanno reso sfollati migliaia di cristiani, lasciandoli vulnerabili e incapaci di badare a se stessi e ai loro figli. Nel gennaio 2020 c’erano oltre 1,6 milioni di sfollati interni nella sola provincia del Nord Kivu. La continua attività militante e la persistente epidemia di Ebola hanno reso la provincia del Nord Kivu irraggiungibile per la maggior parte del 2019. Ma nella seconda metà del 2019 Open Doors ha avuto una breve finestra di opportunità per consegnare ai credenti i soccorsi di cui c’è urgente bisogno. Nonostante le sfide logistiche e di sicurezza, siamo stati in grado di consegnare riso, fagioli, sale, olio di palma, sapone da bucato e vestiti ad almeno 1.300 famiglie (per lo più cristiane). Questo stato africano non fa parte delle 50 nazioni della Word Watch List 2020, la lista dei Paesi in cui la persecuzione dei cristiani è più forte, ma la situazione viene costantemente monitorata dai nostri ricercatori sul campo. Gli assassini dei mariti delle nostre sorelle si inseriscono in questo quadro di crescente instabilità.

Quando Georgine ha salutato suo marito Dieudonne Kakule Kahamulwa la mattina del 4 gennaio 2020, non sapeva che non lo avrebbe visto mai più. Non realizzò il valore di quel gesto familiare che non si sarebbe mai ripetuto in futuro. Dieudonne uscì per andare nella loro fattoria a raccogliere le noci di palma e Georgine lo avrebbe raggiunto dopo aver finito di cucinare per i bambini. “Sono arrivata alla fattoria e ho trovato la sua bicicletta abbandonata lungo la strada. L’ho chiamato, ma nessuno ha risposto … “Il corpo di Dieudonne è stato trovato pochi giorni dopo. Era stato ucciso nel tipico stile ADF almeno un giorno prima. Aveva solo 30 anni ed era insegnante alla scuola ecclesiastica pentecostale EERA.

I bambini sono stati gravemente traumatizzati dall’improvvisa perdita del padre. Quando il nostro team ha visitato questa famiglia, si è trovato di fronte alla sofferenza allo stato puro, tanto che è stato difficile trattenere le lacrime. Quando Georgine racconta la triste cronaca di ciò che è accaduto, piange o fissa il vuoto. Sebbene abbia il cuore spezzato, sembra che la nostra visita abbia contribuito a sollevarle il morale  per un attimo. “Voglio ringraziare i cristiani che pensano a me. Sono felice di sapere che qualcuno stia pregando per me, affinché Dio consoli me e i miei figli”.

 

Previsione termine campagna: 31 dicembre 2020

Indirizzo a cui spedire le lettere:
Porte Aperte Italia CP 114
37057
San Giovanni Lupatoto (VR)

Francoise (RDC)

Repubblica Democratica del Congo: Incoraggia Francoise

I ripetuti attacchi delle Forze Democratiche Radicali Islamiche Alleate (ADF) nella provincia del Nord Kivu della Repubblica Democratica del Congo (RDC) hanno reso sfollati migliaia di cristiani, lasciandoli vulnerabili e incapaci di badare a se stessi e ai loro figli. Nel gennaio 2020 c’erano oltre 1,6 milioni di sfollati interni nella sola provincia del Nord Kivu. La continua attività militante e la persistente epidemia di Ebola hanno reso la provincia del Nord Kivu irraggiungibile per la maggior parte del 2019. Ma nella seconda metà del 2019 Open Doors ha avuto una breve finestra di opportunità per consegnare ai credenti i soccorsi di cui c’è urgente bisogno. Nonostante le sfide logistiche e di sicurezza, siamo stati in grado di consegnare riso, fagioli, sale, olio di palma, sapone da bucato e vestiti ad almeno 1.300 famiglie (per lo più cristiane). Questo stato africano non fa parte delle 50 nazioni della Word Watch List 2020, la lista dei Paesi in cui la persecuzione dei cristiani è più forte, ma la situazione viene costantemente monitorata dai nostri ricercatori sul campo. Gli assassini dei mariti delle nostre sorelle si inseriscono in questo quadro di crescente instabilità.

Il 29 gennaio 2020 era semplicemente un qualsiasi mercoledì, uguale a tutti gli altri giorni della settimana per Francoise (52) e suo marito il pastore Batsemire-Ngulongo Yese (67). Insieme al nipote, stavano andando verso la loro fattoria fuori Eringite, a circa 55 km a nord della città di Beni, nella provincia del Kivu settentrionale. La coppia e il nipote hanno sentito gli spari solo quando erano troppo vicini. “Abbiamo sentito due spari che in quel momento hanno attirato l’attenzione di mio marito”, ha detto Francoise ai visitatori di Porte Aperte. “In quegli attimi di panico, abbiamo pensato che fosse saggio nascondersi nella boscaglia nel caso in cui i nemici fossero sulla strada, sperando che ci superassero”. Yese si era nascosto inconsapevolmente in un’area utilizzata dall’ADF come scorciatoia. Gli hanno sparato e l’hanno finito con il suo stesso machete, che stava portando con sè per usarlo nella sua fattoria.

Dopo questi eventi orribili, Francoise ha sviluppato ipertensione, soffre di gravi e costanti dolori allo stomaco e ha mal di testa regolari. I membri della famiglia si alternano per stare con lei, perché quando è sola piange sempre per suo marito. Il suo sguardo appare lontano mentre parla, come se fosse immersa nei ricordi di quando suo marito era ancora vivo.

 

Previsione termine campagna: 31 dicembre 2020

Indirizzo a cui spedire le lettere:
Porte Aperte Italia CP 114
37057
San Giovanni Lupatoto (VR)

Mary Andimi (Nigeria)

Nigeria: incoraggiamo Mary, la moglie del pastore assassinato Lawan Andimi

Il 2 gennaio 2020, Lawan Andimi, marito di Mary Andimi, era stato rapito da sospetti militanti di Boko Haram per poi essere ucciso dopo quasi tre settimane di trattative per il rilascio. Andimi, marito e padre, era anche pastore presso la Ekklesiyar Yan’uwa della Nigeria (EYN, Chiesa dei Fratelli in Nigeria), segretario distrettuale per l’area di Michika della stessa EYN e presidente dell’Associazione Cristiana della Nigeria (CAN) per l’area di Michika. Quando Porte Aperte/Open Doors ha ricevuto la notizia del suo rapimento, si è subito mobilitata chiedendo preghiera affinché il pastore fosse restituito illeso alla famiglia e affinché il cuore dei rapitori fosse conquistato alla fede in Cristo. Purtroppo non è stato così. Mary Andimi, 55 anni, è ora vedova e unica risorsa economica per la sua grande famiglia.

 

Vi invitiamo a scrivere lettere di incoraggiamento a Mary e ai suoi figli.

 

Previsione termine campagna: 31 agosto 2020

Indirizzo a cui spedire le lettere:
Porte Aperte Italia
CP 114
37057 San Giovanni Lupatoto (VR)

Rikiya (Nigeria)

Nigeria: incoraggiamo Rikiya, vedova e madre

Un mese dopo la morte del marito di Rikiya, il suo villaggio venne attaccato e incendiato da Boko Haram. Quando Rikiya ricevette la notizia, riunì i suoi figli e fuggì con solo i vestiti che avevano addosso. Rimasero in un altro villaggio per due mesi prima che fosse sufficientemente sicuro rientrare. Aveva perso tutto. “Quando sono tornata, non è stato facile per me. Ero una vedova con tre figli”, ha detto sfregandosi gli occhi per trattenere le lacrime. “Ero così traumatizzata; mio marito se n’era andato e Boko Haram aveva invaso il nostro villaggio”. Porte Aperte ha potuto fornire sostegno per il trauma subito, insieme ad un microcredito per aiutare Rikiya nel suo cammino verso la guarigione e sostenere la famiglia. “Voi mi avete portato speranza e guarigione” ha detto. “Onestamente, se non fosse stato per il prestito che ho ricevuto per allevare queste capre, non so cosa avrei fatto”. La vita di Rikiya è stata piena di difficoltà e di perdite, ma in ogni circostanza Dio le è rimasto vicino. Il vostro supporto ha cambiato il suo futuro e le ha dato una nuova speranza. In un certo senso, Dio ha usato le vostre preghiere e il vostro sostegno per mostrare a Rikiya che il suo nome significa davvero “esaltata dal Signore”.

Vi invitiamo a continuare a incoraggiare Rikiya con disegni, cartoline e brevi frasi o versetti biblici.

 

Previsione termine campagna: 31 dicembre 2020

Indirizzo a cui spedire le lettere:
Porte Aperte Italia CP 114
37057
San Giovanni Lupatoto (VR)

Ruth (Nigeria)

Nigeria: incoraggiamo Ruth, vittima della violenza di Boko Haram

Ruth (pseudonimo), che ora ha 19 anni, venne rapita dal suo villaggio nello stato di Adamawa, nel nord-est della Nigeria nel 2014. Quello stesso anno quasi 280 ragazze vennero prelevate con la forza dalla scuola secondaria femminile di Chibok, sempre in Nigeria.
“Il primo anno è stato un inferno”, ha detto Ruth, riferendo di pestaggi, stupri, fame e costanti pressioni volte a farle rinnegare la fede in Gesù. Quando Ruth cedette, si sposò con un uomo musulmano e diede alla luce il suo primo bambino che chiamò Samaila. E’ stato durante il secondo mese della seconda gravidanza che Ruth fuggì per riunirsi con la sua famiglia. Mentre sua madre e i suoi fratelli erano felici di riaverla a casa, il padre la giudicava per aver sposato un combattente di Boko Haram e dato alla luce i suoi figli.
I programmi di Porte Aperte per la cura dei traumi non solo hanno portato guarigione e speranza a Ruth, ma hanno aiutato suo padre a desistere dal rifiuto nei suoi confronti. La famiglia ora vive in pace e i figli di Ruth godono dell’amore e dell’accettazione da parte della madre e dei nonni.

Vogliamo incoraggiarla, attraverso disegni e cartoline, ricordandole non solo che è amata da Dio, ma anche che è un membro della Sua grande famiglia sparsa in tutto il mondo.

Per favore attenetevi a questo testo:

Muna Kauna Ki, Kuma Muna Yi Miki Addua (Ti amiamo e preghiamo per te – in lingua Hausa)

Accompagnate anche con disegni di bambini o decorazioni colorate. 

 

Previsione termine campagna: 31 ottobre 2020

Indirizzo a cui spedire le lettere:
Porte Aperte Italia CP 114
37057
San Giovanni Lupatoto (VR)