La preghiera cambia le cose

I nostri fratelli e le nostre sorelle perseguitati chiedono a gran voce le nostre preghiere, non solo per il loro personale conforto, ma anche per testimoniare la grazia e la fedeltà di Dio ad altri.

Perché preghiamo?

Recentemente ero in un villaggio cristiano che è stato completamente distrutto da una folla di musulmani, che ha lasciato 10 o forse 20.000 cristiani senza un tetto e con tutte le loro proprietà rovinate. Abbiamo avuto una grande riunione fra cristiani e musulmani subito dopo l’accaduto e abbiamo parlato di perdono e riconciliazione.

Perché? Perché la vita continua persino durante e dopo la persecuzione. Dobbiamo preoccuparci di quelle opportunità, non solo dei bisogni, non solo della crisi, ma anche delle opportunità e delle soluzioni che Dio offre a coloro che sono consacrati a Lui.
Nello stesso giorno ho ricevuto una telefonata dall’imam principale di quel paese. Mi ha detto: “Fratello Andrea, puoi venire a pregare con me? Sono molto malato”. Così mi ha accompagnato un pastore locale che era appena stato rilasciato dalla prigione, un uomo che aveva sofferto per via della sua fede e a causa dei musulmani locali. Insieme con altri membri della squadra di Porte Aperte siamo andati a trovare questo imam. Lì gli ho spiegato chi è Gesù e gli ho testimoniato la mia fede personale in Lui. Quindi ho cominciato a pregare per questo imam e ho poggiato le mie mani su di lui. Mentre pregavo ho sentito una mano sulla mia, era quella del pastore che era appena uscito dal carcere. Che perfetta illustrazione dell’insegnamento di Gesù: “Pregate per quelli che vi perseguitano”.

I cristiani hanno una risposta nelle situazioni in cui il mondo non sa dare risposte. Come seguaci di Cristo dobbiamo fare un passo coraggioso: dobbiamo rimuovere l’immagine del nemico che abbiamo di coloro che ci perseguitano. Fintanto che li vediamo come nemici di qualcuno, l’amore di Dio non può lavorare attraverso di noi per raggiungerli!
Dobbiamo pregare e persino amare coloro che ci odiano.

In realtà il modo con cui i cristiani si comportano verso gli altri è il più potente messaggio che possiamo condividere. Esso trascende di gran lunga le parole o i metodi che possiamo cercare di usare per avere un impatto sul mondo e per rispondere alla domanda provocatoria: “Chi è Dio?

I cristiani devono essere capaci di indicare il loro cuore e dire: “Dio è qui! Vive in me. Ed io sono pronto a morire per Lui e sono pronto a morire anche per te, perché questo è ciò che ha fatto per noi sulla croce del calvario”.

In questi tempi di conflitto nulla funzionerà fino a quando ogni cristiano non sarà pronto a dare la propria vita per gli altri. Io sfido i cristiani del mondo a pregare per i fratelli e le sorelle perseguitati, ad agire per loro e a vivere la vita di Gesù in questo mondo bisognoso intorno a noi.
Solo allora vedremo un radicale cambiamento nella vita della gente. Solo allora vedremo l’amore di Cristo sostituire l’odio di questo mondo.

Vostro,
Fratello Andrea

Calendario di Preghiera
Giornate Int.li di Preghiera per la Chiesa Perseguitata (IDOP)

International Days of Prayer for Persecuted Church

Ogni anno Porte Aperte aderisce alle Giornate Internazionali di Preghiera per la Chiesa Perseguitata (quest’anno 05-12 novembre 2017) organizzate dall’Alleanza Evangelica Mondiale al fine di unirsi in preghiera con chi non ha voce e subisce la persecuzione a causa della propria fede in Cristo Gesù.

Porte Aperte si impegna in questo periodo a mandare i propri Collaboratori ovunque vengano richiesti (chiese, organizzazioni cristiane, riunioni, eventi, ma anche conferenze interne ed esterne al mondo cristiano), portando informazioni, testimonianze, immagini direttamente dalla Chiesa perseguitata, affinché sempre più persone possano unirsi in preghiera per sostenere i cristiani laddove non vi è una reale libertà religiosa.

Qui di seguito potete scaricate le risorse da noi prodotte per realizzare incontri di preghiera durante le Giornate Internazionali di Preghiera per la Chiesa Perseguitata.

 

Campagna di preghiera per il Medio Oriente

Porte Aperte lancia una Campagna di Preghiera a lungo termine (pluriennale) per la Chiesa in Medio Oriente. I danni della guerra in Siria, Iraq e nei paesi confinanti che compongono il fragile quadro mediorientale richiederanno decenni per essere rimediati. Gli estremisti islamici puntano ad abbattere la Chiesa, ma molti coraggiosi cristiani sono determinati a restare e a servire le loro comunità. Gridano a noi, che siamo la loro famiglia globale, chiedendoci sostegno.

Abbiamo bisogno di copertura in preghiera ogni giorno!“, afferma un pastore, parlando in nome delle tante famiglie di sfollati in Iraq. Tanto sfollati e profughi quanto chi ritorna in zone riconquistate all’ISIS, hanno bisogno di questa copertura.

PREGATE PER:

  • i cristiani rimasti in Siria ed Iraq
  • i bambini (e gli adulti) traumatizzati dalla guerra
  • gli sfollati (all’interno dei paesi) e i rifugiati (nei paesi circostanti)
  • i nostri collaboratori sul campo e i progetti di distribuzione e aiuto
  • i terroristi, perché conoscano Cristo
  • il rafforzamento della Chiesa esistente e saggezza per i leader
  • la nascente Chiesa di ex-musulmani
Campagna di preghiera per la Nigeria

Continuate a pregare per le famiglie a cui hanno rapito le figlie in Nigeria!

La notte di lunedì 14 aprile 2014, verso le 22:00, membri dei Boko Haram sono piombati a Chibok con 7 pick-up. Mentre una parte di loro appiccava il fuoco ad alcuni edifici governativi, gli altri penetravano nella scuola secondaria per rapire più di 200 ragazze (fra i 16 e i 20 anni), caricandole sui loro mezzi per portarle all’interno della vicina foresta Sambisa. Una parte delle ragazze è riuscita a scappare o è stata liberata nella confusione, ma molte rimangono ancora nelle mani dei rapitori: un dramma per il Paese.

L’evento, non il primo, ha questa volta avuto un’eco internazionale e molti si sono mobilitati in vari modi.
Vi chiediamo di continuare a pregare con tutte le famiglie delle ragazze rapite.

Consegnati i vostri messaggi alle famiglie delle ragazze rapite!
Un collaboratore di Porte Aperte ha fatto visita a Chibok ai genitori delle circa 200 ragazze ancora mancanti dopo il sequestro di metà aprile ad opera dei Boko Haram, allo scopo di incoraggiarli e consegnare circa la metà dei 2000 messaggi di preghiere ricevuti dai cristiani di tutto il mondo, anche dall’Italia.

“L’atmosfera rimane tesa a Chibok e nella zona circostante. Un capo villaggio, quando ci ha visti, è andato in casa a prendere un’arma. Voleva mandarci via perché essendo arrivati in auto, pensava fossimo dei Boko Haram… Abbiamo cercato d’incontrare il maggior numero possibile di famiglie ma alcune donne erano nella capitale Abuja e altri familiari erano a lavorare nelle loro campagne, dove la stagione delle piogge rende le strade impraticabili…”, ci hanno confidato i nostri collaboratori, rimasti davvero scossi nel constatare gli effetti del dolore sulle famiglie. Come sapete molte di queste famiglie sono cristiane, di fatto non sono persone molto istruite e nemmeno ricche. Vivono una vita semplice in sincera dipendenza da Dio per cose che la maggior parte di noi considera scontate. In mezzo a questa grave difficoltà molti si sono espressi con parole di speranza e fede che abbiamo sentito spesso sulla bocca dei cristiani della Nigeria del nord.

A nome di queste famiglie, grazie per il vostro contributo in preghiera e incoraggiamento!