Dei collaboratori di Porte Aperte/Open Doors sono recentemente entrati in contatto con alcuni cristiani, responsabili di opere missionarie, del Nepal, paese in cui i gruppi radicali indù puntano a far tornare l’intera nazione all’induismo. Le organizzazioni da loro gestite sono state prese di mira e invitate a chiudere perché “inducono alla conversione”, reato legalmente punibile in Nepal. Dai nostri collaboratori locali abbiamo appreso che le minacce rivolte ai leader cristiani sono diventate molto comuni, come anche gli attacchi alle chiese. Molti di questi leader mostrano preoccupazione per ciò che potrebbe accadere in futuro.

Un pastore locale ci ha detto: “A volte sono molto turbato, ma continuo a sperare nel Signore. Mi rendo conto che siamo controllati e che le nostre vite, come anche i nostri ministeri, sono sempre più a rischio. I cristiani hanno sempre meno diritti e non ci sono leggi che permettano alle chiese di essere registrate. Corriamo il rischio che esse vengano considerate illegali da un momento all’altro”.

Una tipografia cristiana è stata recentemente accusata di produrre materiale per la conversione e il governo sta tentando di chiuderla. “Possiamo già intravedere a cosa stia portando tutto questo” ha sottolineato il pastore. “Le chiese, come anche la lettura della Bibbia, rischiano di essere dichiarati illegali in quanto considerati pericolosi perché inducono alla conversione”.

Oltre 13 arresti e più di 22 (false) accuse contro cristiani nepalesi sono state riportate lo scorso anno da parte dei principali quotidiani nazionali. Quasi sempre l’accusa è stata quella di usare ogni mezzo per convertire gli indù al cristianesimo. Secondo le testate giornalistiche chi fa tali cose dovrebbe essere punito e tutte le organizzazioni cristiane dovrebbero essere bandite.

Sono inoltre state registrate aperte dichiarazioni di odio contro i cristiani da parte di varie personalità di rilievo del paese. Diversi orfanotrofi sono stati chiusi e un nostro informatore locale ci ha riferito che “dopo la chiusura degli orfanotrofi, i bambini non sono messi in altre strutture simili e le loro vite sono in pericolo. Temo che le cose stiano diventando sempre più difficili per il servizio cristiano in Nepal”.

Trovandosi oggi alla 32° posizione della World Watch List, i cristiani nepalesi chiedono di pregare per la loro nazione e per le pressioni crescenti che la Chiesa sta sperimentando.