Molti in Italia pregano da anni per il pastore Alimjan Yimiti, condannato a 15 anni di carcere con l’accusa di “istigare il separatismo uiguro e rivelare segreti di stato”, si trova in carcere in realtà per la sua attività evangelistica proprio tra gli uiguri. Marito di Gulnur e padre di 2 figli, come sapete dal 2008 Alimjan sta scontando la sua pena, un prezzo molto elevato per seguire Gesù. Oggi vi portiamo aggiornamenti sulla sua condizione.

“È il momento più bello quando posso parlare con la mia famiglia”, è quanto afferma il pastore in carcere, riguardo la telefonata che una volta al mese gli è concessa dal carcere. Il suo figlio più grande ha di recente superato con buoni voti l’esame di ammissione all’università (era un bimbo quando il padre fu arrestato). Felice per il figlio e per questo nuovo capitolo della sua vita, Alimjan sta bene, fisicamente e spiritualmente. Sebbene sia ancora in prigione, non deve affrontare il campo di rieducazione, e questo è un bene visto che le condizioni di vita in prigione sono migliori rispetto al campo.

Nel dettaglio, il pastore Alimjan Yimit è un leader cristiano di comunità familiari nella problematica regione dello Xinjiang (a maggioranza uigura e musulmana, da decenni scossa da movimenti separatisti e dalla violenta repressione del governo cinese). Sono oltre 8 milioni gli uiguri, musulmani sunniti con poche migliaia di cristiani (ex musulmani) perseguitati dai propri familiari, amici e vicini di casa (la conversione è vista come una vergogna) e intrappolati nel mezzo delle tensioni con lo stato centrale cinese e l’etnia cinese predominante Han.

Continuiamo a pregare per Alimjan e la sua famiglia, così come per quei cristiani che si trovano nei campi di rieducazione.