Periodo preso in esame:

1 novembre 2018
31 ottobre 2019

Posizione nella WWL:

WWL 2020
Punti: 70 / Posizione: 23
WWL 2019
Punti: 65 / Posizione: 27
WWL 2018
Punti: 57 / Posizione: 43

Dati Generali

Leader: Presidente XI Jinping
Popolazione: 1.420.062.000
Cristiani: 97.200.000 (stima di Porte Aperte)
Religione Principale: Agnostici 32%; buddisti 17%; cristiani 7%; altri 31%
Governo: Stato guidato dal partito comunista

Fonti di persecuzione (elencate in ordine di intensità):

  • Oppressione comunista e post-comunista
  • Paranoia dittatoriale

Perché i cristiani sono perseguitati in Cina?

La Cina è molto vasta e la situazione dei cristiani può variare molto a seconda delle zone. Si può comunque dire che la situazione dei cristiani è peggiorata in tutto il Paese. Il partito comunista ha svelato la sua politica di “cinesizzazione” dei cristiani in tutto il Paese. Il partito conta molto sull’identità culturale cinese per rimanere al potere, limitando tutto ciò che può minacciare la sua autorità. I nuovi limiti imposti a Internet, social media e ONG nonché le normative del 2018 sulla religione sono severamente applicati e sempre più diffusi in tutto il Paese: ciò limita gravemente la libertà. La pressione generata dalla necessità di allinearsi alla predominante ideologia di elogio dei successi del partito comunista è diventata sempre maggiore e costituisce probabilmente il rischio principale per i cristiani nel lungo periodo.

Si diceva che il governo avrebbe represso le chiese ritenute troppo grandi, troppo politicamente compromesse o troppo connesse con interessi stranieri. Questa direttiva oggi è solo un criterio; molte comunità sono state sottoposte a controllo e chiuse: non solo le chiese indipendenti (comunità familiari), ma anche quelle appartenenti al movimento “Chiese delle tre autonomie (Three Self Patriotic)” approvato dal governo. La vendita online di Bibbie è stata vietata nel 2018.

Per quale motivo la Cina ha cambiato posizione all’interno della WWList?

Principalmente a causa della costante e crescente enfasi sull’ideologia e dell’obiettivo complessivo di preservare il dominio del partito comunista, nonché della severa applicazione della normativa sulla religione, approvata nel febbraio 2018 e diffusa in sempre più province. Il punteggio è quindi aumentato, specialmente nelle sfere nazionale e religiosa.
Il punteggio della violenza è invariato; la Cina segna anche il massimo punteggio relativo al danneggiamento e alla confisca di edifici religiosi, sebbene tale azione sia ancora in piena espansione per quanto riguarda l’ambito geografico e il fervore.

Com’è la vita per i cristiani in Cina?

Le chiese sono sottoposte a controlli e alcune sono state fisicamente attaccate dalle forze di sicurezza o chiuse. I leader cristiani sono sottoposti a fermo. I minori di 18 anni non possono frequentare i culti. I limiti sono più severi in alcune zone. In alcuni casi, le comunità più note sono sottoposte a limiti particolarmente rigidi, come monito per le altre.

La religione è vietata nella sfera pubblica; sono state esercitate pressioni sugli insegnanti e sugli operatori sanitari per firmare documenti nei quali dichiarano di non avere una fede religiosa. In alcune zone, gli anziani che non rinunciano alla propria fede cristiana sono stati minacciati di riduzione della pensione.

I convertiti al cristianesimo di origine musulmana o buddista tengono spesso segreta la propria fede, nascondono le proprie Bibbie e possono incontrare altri credenti solo correndo grandi rischi. Se scoperti, possono essere minacciati, percossi o anche denunciati alle autorità, nonché sottoposti a detenzione per alcuni giorni.

Citazioni

I nomi sono pseudonimi

Jin è uno dei pastori che Porte Aperte ha sostenuto nel corso degli anni:
“Le irruzioni della polizia e i periodi di detenzione ci hanno ricalibrato. Prima ci assicuravamo che i culti domenicali fossero ben organizzati ed emozionanti, ora ci prendiamo cura gli uni degli altri in piccoli gruppi che si radunano in abitazioni private. Abbiamo iniziato a percepire la ricchezza della comunione fraterna che non sentivamo più da molto tempo. Siamo giunti a conoscerci meglio reciprocamente e a interessarci veramente gli uni degli altri e delle nostre famiglie estese. Abbiamo pregato spesso gli uni per gli altri, mentre le relazioni sono state ristabilite e i miracoli si sono nuovamente verificati. Geograficamente, i cristiani possono essere stati divisi, ma nello Spirito siamo stati più uniti che mai”.

Porte Aperte collabora con il pastore Timothy, leader cristiano settantenne, da molti anni:
“Porte Aperte è per noi una fonte formidabile di amicizia. Non posso ringraziarvi abbastanza per gli anni durante i quali ci aveva aiutato, specialmente quando la situazione era difficile. La crescita della nostra chiesa è dovuta in gran parte al contributo di Porte Aperte e ai corsi di formazione dei nostri leader di comunità familiari. Noi trasmettiamo alle comunità di tutta la regione tutto ciò che impariamo da voi. I nostri leader hanno una maturità e una conoscenza della Parola di Dio come mai prima d’ora. Ringrazio Dio per tutti voi”.

Una convertita al cristianesimo di origine musulmana, il cui marito è stato detenuto in uno dei famigerati ‘campi di rieducazione’ in Cina:
“All’inizio non potevo credere che mio marito fosse stato arrestato. Mi sono lamentata davanti a Dio e Gli ho chiesto il motivo della tremenda situazione in cui ci trovavamo. Tuttavia, ho notato in seguito come i campi riunivano musulmani e cristiani sotto la stessa oppressione. Eravamo improvvisamente tutti ‘uguali’, ma tale tristezza ha indotto molti musulmani ad aprire i propri cuori all’amore di Gesù Cristo”.

Porte Aperte come aiuta i cristiani in Cina?

Al momento, il nostro ministero si prefigge lo scopo di
fornire una formazione biblica di base e un discepolato ai cristiani cinesi più perseguitati. Essi sono stati divisi in tre gruppi principali:

  1. Convertiti al cristianesimo di origine musulmana (soprattutto delle minoranze etniche islamiche della Cina nord occidentale);
  2. Convertiti al cristianesimo di origine buddista dei gruppi di minoranza cinese;
  3. Credenti cinesi Han;

I convertiti al cristianesimo di origine musulmana e buddista affrontano la persecuzione più grave.
Ove possibile, il nostro ministero prevede di distribuire letteratura cristiana contestualizzata (soprattutto digitale) ai convertiti al cristianesimo di origine musulmana e buddista, nonché di fornire preparazione biblica alla persecuzione e discepolato a piccoli gruppi di cristiani cinesi per rispondere all’inasprimento delle limitazioni religiose e alla riduzione della maggior parte delle chiese a comunità familiari più tradizionali. La formazione di questo tipo è limitata per i convertiti al cristianesimo di origine musulmana e buddista, ma più accessibile per i credenti cinesi Han.

I cristiani cinesi Han sono incoraggiati a collaborare con Porte Aperte per sostenere i gruppi cristiani più perseguitati, in particolare i convertiti al cristianesimo di origine musulmana e buddista.

I convertiti al cristianesimo di origine musulmana o buddista pagano frequentemente il prezzo più elevato per seguire Gesù Cristo. Porte Aperte si impegna a fornire la formazione sopraccitata e il supporto mediante leader autoctoni, allo scopo di rafforzare la comunità più ampia dei credenti e di incentivare la crescita devota e sostenibile della Chiesa nella persecuzione.

Come pregare per la nazione

Pregate per la crescita dei convertiti al cristianesimo di origine musulmana e buddista, appartenenti ai gruppi di minoranza. Le piccole comunità cristiane continuano a essere oppresse dalle famiglie, dagli amici e dalla comunità, nonché ad essere strettamente controllate in regioni delicate, come la Cina nord occidentale.

Pregate affinché i cristiani cinesi resistano all’inasprimento delle limitazioni religiose e si impegnino efficacemente nelle missioni interculturali; pregate affinché i credenti giovani e adolescenti abbiano una relazione più profonda con Gesù nella società materialista.