Il mondo parla dello storico incontro tra Trump e Kim Jong-un, ma cosa ne pensano i cristiani nordcoreani? Simon, nostro responsabile per l’area, ci offre la sua prospettiva.

Da molti è stato definito uno storico incontro quello tra Trump e Kim Jong-un, il presidente di una superpotenza democratica, percepita come l’acerrimo nemico imperialista, e il dittatore di una nazione anacronistica, intrappolata in un regime chiuso al punto da essere definito il Regno Eremita. Abbiamo chiesto al fratello Simon, responsabile del nostro lavoro in quella regione, di commentarci l’evento.

Che cosa pensi Kim Jong-un speri di ottenere durante l’incontro?
Il regime di Kim Jong-un ha adottato e seguito la linea strategica del dualismo politico di sviluppo nucleare e sviluppo economico fino al 2017. C’era un piano strategico interno di concentrarsi sullo sviluppo economico nel 2018 che è in via di attuazione come da programma. Con l’aumento delle sanzioni economiche internazionali sulla Corea del Nord, la situazione economica è peggiorata sempre più. Ci potrebbe pertanto essere il piano di ottenere sostegno economico e scambi internazionali dopo aver stretto relazioni col governo degli Stati Uniti (ndr: strategia non nuova peraltro). La questione principale ruota attorno all’accordo tra Trump e Kim Jong-un sullo smantellamento o congelamento del programma nucleare. In qualsiasi caso l’incontro e l’accordo di oggi è molto positivo e incoraggiante, foriero di buone opportunità per i nostri progetti nordcoreani.

L’incontro rappresenta un segnale positivo di cambiamento all’interno del paese o si tratta solo di tattiche di negoziato?
Non è semplice tattica, piuttosto rappresenta una pianificazione a lungo termine della Corea del Nord riguardo alle armi nucleari. Non è affatto sicuro che ciò conduca allo smantellamento o al congelamento del nucleare. Ciò che viene trasmesso per mezzo dei canali ufficiali in Corea del Nord parla di denuclearizzazione e sviluppo economico pertanto non sembra solo tattica. Sembra ci sia una possibilità concreta in Corea del Nord di un cambiamento in positivo. Personalmente, ho una posizione neutrale. Penso che sia molto positivo che i due abbiano iniziato un dialogo e che lo proseguano. Tuttavia la direzione futura è ancora incerta. Preghiamo e continuiamo a far sentire la voce di coloro i cui diritti umani sono negati. Un trattato di pace e di disarmo nucleare sarebbero ottimi risultati, ma che ciò non avvenga a scapito della condizione della gente rinchiusa nei campi di lavoro e costretta a nascondere la propria fede in Gesù Cristo.

Che cosa pensano i cristiani di questo incontro?
I cristiani nordcoreani non si fidano del regime di Kim. Tuttavia mantengono un atteggiamento di positive aspettative e preghiera. Quello che sappiamo è che la sorveglianza interna al paese è aumentata e che i cittadini nordcoreani sperimentano crescenti difficoltà. L’unità di sorveglianza chiamata Gruppa (formata da studenti e da altri, una sorta di squadra Jugend come ai tempi di Hitler) è stata mobilitata dal governo centrale per sottoporre a maggiori controlli ogni cittadino.

Come possiamo pregare?
Pregate che il summit tra Kim Jong-un e Trump abbia successo affinché si possa conseguire la pace sulla penisola coreana e si aprano più opportunità di servizio verso la Corea del Nord. E’ anche possibile che la situazione peggiori dopo il summit in conseguenza del mancato accordo sull’aumento delle sanzioni internazionali e i conseguenti effetti in Corea del Nord dopo la denuclearizzazione. Preghiamo che Dio tocchi il cuore di Kim Jong-un in favore della denuclearizzazione e l’apertura del paese al mondo per avere aiuti. Preghiamo per entrambi i Capi di Stato. Preghiamo che Dio ci apra maggiori opportunità di servizio in Corea del Nord.