Secondo dati dell’UNHCR sono oltre 59 milioni gli sfollati in tutto il mondo, di cui una parte si lancia nei viaggi della disperazione per giungere anche in Europa. Se guardiamo alle prime 10 nazioni che più ospitano rifugiati al mondo, non troviamo nessuna nazione europea (Turchia, Pakistan, Libano le prime 3). Ovviamente se facessimo lo stesso esercizio guardando invece alle prime 10 nazioni che più sfollati interni ospitano, il risultato sarebbe lo stesso (Siria, Colombia, Iraq le prime 3).  Un ottimo strumento per avere maggiori info su questo fenomeno è il sito dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) o del The Refugee Highway Partnership.

E’ importante prendere coscienza, attivarsi concretamente e pregare (l’Alleanza Evangelica Italiana invita e sensibilizza a questo) per questi milioni di persone che lasciano tutto a causa di guerre, povertà e persecuzioni, conoscendo il fenomeno almeno in linee generali. Porte Aperte lavora coi rifugiati attraverso chiese e partner cristiani locali in paesi come Iraq, Siria, Turchia, Libano, Pakistan, Colombia, Nigeria, Cina, aree dove si trovano la maggior parte di questi rifugiati e sfollati al mondo, tra i quali molti cristiani in fuga a causa della persecuzione. Perché lavoriamo là e ad oggi non in Italia? Poiché il focus di Porte Aperte è lavorare in contesti di persecuzione per rafforzare la Chiesa e non permettere che scompaia la testimonianza di Cristo ma anzi si diffonda nonostante la persecuzione (leggi qui per approfondire).

Un esempio: in favore della Chiesa in Siria, lavoriamo sia nei campi profughi circostanti la Siria, sia dentro il territorio siriano, con l’obiettivo a lungo termine di rafforzare e riabilitare i cristiani siriani, favorire rientri, ricostruzioni e cura di questi fratelli e sorelle. Perché farlo soprattutto attraverso chiese e partner locali? Poiché se a distribuire aiuti e a curare è la chiesa locale, allora il testimone dell’amore di Cristo sarà proprio la chiesa siriana (continuando l’esempio della Siria, ma usiamo lo stesso approccio nelle altre aree), non una missione straniera. Da anni Porte Aperte adotta questo approccio, ecco perché parte dello staff di Porte Aperte sono di fatto cristiani perseguitati locali.

Grazie a questa splendida iniziativa della WEA (ripresa dall’AEI) e della RHP, pregheremo nelle prossime domeniche per i rifugiati. Vi invitiamo a farlo e ad agire in loro favore. Porte Aperte è in prima linea per sostenerli là: scoprite come potete aiutare nel nostro sito alla sezione FAI UN REGALO.

In concomitanza con la Giornata Mondiale del Rifugiato indetta dalle Nazioni Unite, l’Alleanza Evangelica Mondiale chiede di unirsi alle chiese di tutto il mondo nel pregare per i rifugiati, i richiedenti asilo e gli sfollati (interni) le domeniche 19 e 26 Giugno 2016.