NELLA FOTO: Autobus nel nord-est del Kenya lungo la strada per Garissa.

Si contano 2 cristiani, tra i 3 kenioti uccisi lo scorso 19 febbraio, durante l’attacco all’autobus su cui viaggiavano, a nord-est del Kenya, da parte di sospetti militanti di Al-Shabab.

Il veicolo era in viaggio dalla contea di Mandera verso la capitale Nairobi, quando il gruppo di militanti, in uniforme della polizia, ha intimato di fermarsi. Quando l’autista ha oltrepassato il posto di blocco senza accostare, i finti agenti hanno aperto il fuoco, forando le gomme del mezzo e facendolo cadere nel fosso a bordo strada.

 

I passeggeri sono stati costretti a scendere e i 2 cristiani a bordo sono stati uccisi. Anche un terzo uomo, musulmano, ha perso la vita nel tentativo, pare, di proteggere i 2 cristiani.

Al-Shabab, gruppo terroristico islamico con base in Somalia, ha effettuato molteplici attacchi lungo il confine col vicino Kenya. Questo avviene dal 2011, da quando cioè il Kenya è impegnato militarmente nel fronteggiare il gruppo.

Al-Shabab prende di mira civili e personale di sicurezza, come anche i non musulmani, spesso cristiani, provenienti da altre zone del Paese. 


La categoria più colpita è quella degli insegnanti, il cui senso di insicurezza sta portando ad abbandonare le scuole. Solo il mese scorso il governo del Paese ha deciso di ritirare 1.000 dipendenti scolastici dopo un attacco nella città di Garissa.

 

Avvenimenti simili non sono una novità per il Kenya; lo scorso dicembre 10 persone, per la maggior parte cristiane, hanno perso la vita nella stessa zona a seguito di un attacco a un bus di linea.


Fred, ospite al nostro prossimo convegno nazionale, è un giovane che arriva proprio da queste terre e che ci racconterà come, nel 2015, è miracolosamente sopravvissuto all’attacco terroristico all’università di Garissa, dove 143 suoi compagni hanno perso la vita.