Oltre 808.000 firme per i cristiani in Medio Oriente!

 


Nella foto: il giovane cristiano iracheno Noeh consegna una delle sue biglie bruciate (ritrovate nella sua casa distrutta e simbolo delle condizioni del suo paese) a Michael O’Neil, Assistente del Segretario Generale per le Partnership nei Programmi di Sviluppo dell’ONU.

 

Serie di incontri per la presentazione alle Nazioni Unite della nostra petizione in favore dei Cristiani in Medio Oriente:

Presso la sede di New York delle Nazioni Unite hanno avuto luogo diversi incontri della nostra delegazione con diplomatici di varie nazioni per presentare le 808.172 firme raccolte con la nostra petizione in favore dei cristiani in Medio Oriente. TV come Fox News hanno intervistato il nostro testimonial, il giovane Noeh che avete conosciuto tramite le nostre news e foto, rifugiato cristiano ora tornato a casa sua (a Karamles, Iraq) grazie al sostegno di Porte Aperte. Oltre agli incontri coi delegati di nazioni, abbiamo già incontrato il responsabile dei Programmi di sviluppo per le Nazioni Unite (UNDP). Anche capi di governo come il Primo Ministro Theresa May o il Vice Presidente degli Stati Uniti Mike Pence (vedi qui sotto il post dello stesso Vice Presidente) sono stati raggiunti e informati sulla petizione.

 


12 dicembre 2017 – New York: Ufficio del Segretario Generale delle Nazioni Unite:

Nella foto qui a fianco il momento in cui il nostro testimonial, il ragazzino cristiano iracheno Noeh, ha presentato ufficialmente le 808.172 firme, ricevute da Kyoto Shiotani, Capo di gabinetto del Sotto-Segretario delle Nazioni Unite, la quale ha affermato: “Le avete portate nel posto giusto. Il Segretario Generale ONU è personalmente impegnato a riconoscere che qualsiasi risultato politico in questa vicenda debba includere le minoranze della regione (Medio Oriente). State certi che il Segretario riceverà personalmente queste firme”. Maggiori info riguardo questi incontri verranno pubblicate più avanti, mentre continuerà nel corso del 2018 il nostro lavoro di lobbyng presso le sedi internazionali.

Nel video: il giovane Noeh ringrazia per il vostro sostegno firmando la petizione.

 


E
ora?

Lo Stato Islamico sembra sconfitto o in ritirata, ma la guerra non è di certo finita. Come promesso, Open Doors/Porte Aperte continua la sua CAMPAGNA di 7 ANNI in favore dei cristiani in Medio Oriente, attraverso il supporto pratico (siamo in Siria e Iraq da ben prima di tutto questo e ci rimarremo per ricostruire un futuro), la sensibilizzazione, la preghiera e l’influenza diplomatica.

In vari forum e congressi lavoriamo affinché:

  • le strutture legali in Siria e in Iraq tutelino i diritti inalienabili ed eguali per tutti i propri cittadini, indipendentemente da razza, religione o status sociale;
  • si garantisca un miglioramento delle condizioni di vita di tutti i cittafini, in particolare per i rifugiati che ritornano e per gli sfollati interni (alloggi adeguati e diritto allo studio e al lavoro);
  • si identifichino e preparino le organizzazioni religiose e i loro leader perchè abbiano un ruolo decisivo nella ricostruzione e nella riconciliazione delle società irachene e siriane.

Il nostro team francese si è messo in contatto con European External Action Service presso l’Unione Europea, presentando un’importante raccomandazione tecnica della nostra campagna: il National Accountability Mechanism (proposta di meccanismo con cui controllare che le diverse religioni ed etnie della regione godano eguali diritti, impendendo con deterrenze atti di intolleranza e aggressione nei confronti delle minoranze).

Inoltre i nostri delegati hanno incontrato rappresentanti dell’UNHCR a Londra, per far progredire e cementare le relazioni degli uffici delle Nazioni Unite in Medio Oriente con le chiese e realtà cristiane della regione.

Infine, il nostro team inglese sta organizzando una tavola rotonda a cui saranno invitati leader religiosi e ufficiali dei governi della regione, sempre per assicurare che la voce dei cristiani sia ascoltata nei processi decisionali dei governi mediorientali.

Naturalmente, nel limite dei nostri fondi (che vi ricordo arrivare solo da singoli privati e non da governi o istituzioni politiche) stiamo aiutando famiglie di profughi cristiani a tornare a casa, sovvenzionando parziali ricostruzioni di case nei territori liberati dall’ISIS e non solo (per maggiori info).

Il nostro impegno in Medio Oriente, affinché la rotta sia invertita, continua dunque con la nostra campagna di 7 anni e con i nostri progetti in loco. Se desideri conoscerci di più, puoi abbonarti al nostro dossier di approfondimento gratuito (4 volte l’anno, in PDF) o alla nostra rivista gratuita (6 volte l’anno, cartacea)

 


Contenuto della petizione in favore dei Cristiani in Siria e Iraq chiusa il 10 dicembre 2017:

Le popolazioni siriana e irachena si trovano ad affrontare immense sofferenze a causa di anni di guerra e disordini violenti. Noi crediamo che in Siria ed in Iraq le vite, i mezzi di sussistenza e la libertà di tutti dovrebbero essere protetti e garantiti. Inclusi i cristiani.

I cristiani, in entrambi questi paesi, hanno svolto un ruolo fondamentale nella società per quasi 2000 anni e si sono impegnati a portare pietà e speranza per il futuro. Si sono confrontati con una significativa violenza mirata e con la persecuzione, eppure, nonostante questo, i cristiani cercano un futuro nella loro patria e per la loro patria.

Non possiamo stare a guardare mentre i cristiani in Medio Oriente subiscono minacce senza precedenti. Dobbiamo dare loro una speranza.

Vuoi unirti a noi nella raccolta di 1 milione di Voci di speranza, sia nella preghiera che nel patrocinio, per i cristiani in Siria e in Iraq? Dobbiamo dire al mondo con una voce più vigorosa possibile cosa deve essere fatto per garantire un futuro vero e proprio ai cristiani in questi Paesi. Vuoi aggiungere la tua voce e fare la differenza?

 

Testo della Petizione

Al Segretario Generale delle Nazioni Unite

I popoli della Siria e dell’Iraq stanno affrontando immense sofferenze a seguito di diversi anni di moti di violenza e di guerra. Crediamo che le vite, i mezzi di sostentamento e le libertà di tutti i popoli che vivono in Siria ed in Iraq debbano essere tutelati e garantiti. I Cristiani fanno parte di questi popoli.

Per quasi 2000 anni la Chiesa ha svolto un ruolo di vitale importanza nelle società di entrambi i paesi, eppure i cristiani continuano a subire la persecuzione e delle pesanti violenze mirate. I Cristiani si sono impegnati ad essere testimoni di speranza e compassione negli anni che seguiranno, ma hanno estremamente bisogno di un cambiamento che garantisca loro un futuro all’interno delle loro patrie.

Non possiamo restare in attesa mentre i cristiani ed altre persone in Medio Oriente affrontano una minaccia senza precedenti. Dobbiamo dare loro speranza.

Pertanto, vi chiediamo con urgenza di usare il vostro prezioso ufficio a favore dei cristiani e degli altri gruppi religiosi in Siria e in Iraq, affinché:

  • le attuali e future strutture legali in Siria e in Iraq promuovano e tutelino pienamente i diritti inalienabili ed eguali per tutti i propri cittadini, indipendentemente da razza, religione o status sociale
  • si garantisca un continuo e dignitoso miglioramento delle condizioni di vita di tutti i cittadini, in particolare per i rifugiati che ritorneranno e per gli sfollati interni (garantendo loro alloggi adeguati e il diritto allo studio e al lavoro)
  • si identifichino e preparino le organizzazioni  religiose e i loro leader perché abbiano un ruolo centrale e decisivo nella ricostruzione e nella riconciliazione delle società irachene e siriane.

 


Domande frequenti (FAQ) sulla petizione:

Perchè dovrei firmare?
Cittadini e politici di tutto il mondo si chiedono se i cristiani avranno un futuro in Medio Oriente. La risposta deve essere un clamoroso ‘sì’.
Molti non riescono a immaginare come questo possa essere possibile. Ma i cristiani siriani e iracheni ci hanno detto chiaramente ciò che deve essere fatto per dare loro un futuro nei loro paesi. E’ fondamentale che le loro voci siano ascoltate e il loro futuro garantito. Questa petizione, veramente globale, è un modo pratico per unirsi nella preghiera e nell’azione per sostenere i cristiani in Siria e in Iraq nel momento di maggior bisogno.

Che cosa farete della petizione?
Il team di Porte Aperte e i suoi partner presenteranno questa petizione il 10 dicembre 2017 al nuovo segretario generale delle Nazioni Unite, l’unica persona che ha la supervisione su tutte le questioni sollevate. Inoltre, da ora a dicembre del 2017, i colleghi e i partner in tutto il mondo solleciteranno persone e organizzazioni diverse che hanno un’influenza diretta su ciascuna delle raccomandazioni della campagna e che possono veramente fare la differenza sul campo.

Perchè ora?
Nel 2013, più di 300.000 persone in tutto il mondo hanno firmato la petizione “Save Siria” chiedendo alle Nazioni Unite (ONU) di riconoscere che i cristiani erano particolarmente vulnerabili all’interno della crisi siriana. Grazie a “Save Siria”, le autorità hanno conosciuto la realtà dei cristiani che in Siria e in Iraq stanno soffrendo. Ma nessuno sa come sostenere i cristiani in Medio Oriente. I cristiani in Siria e in Iraq ci dicono che possono rimanere se vengono fatti alcuni cambiamenti. Dobbiamo agire subito per dire al mondo con una voce più vigorosa possibile quali siano questi cambiamenti, così che i cristiani possano avere una speranza per il futuro nella loro patria, e possano continuare a contribuire al bene della loro società.

Servirà a cambiare le cose?
Nel 2010, più di 428.000 persone hanno firmato una campagna di petizioni sul diritto di credere contro la risoluzione delle Nazioni Unite sulla ‘diffamazione delle religioni’. Nel 2011 questa risoluzione ha ottenuto molto meno sostegno. Non è stata più presentata dal 2012.
Nel 2013, più di 300.000 persone in tutto il mondo hanno firmato la petizione “Save Siria” chiedendo alle Nazioni Unite di riconoscere che i cristiani erano particolarmente vulnerabili all’interno della crisi siriana. Grazie a “Save Siria”, le persone in autorità sanno che i cristiani in Siria e in Iraq soffrono e ora l’informazione è diventata di dominio pubblico.
Queste campagne mostrano che alzare la voce in difesa dei cristiani può fare la differenza. Con il vostro sostegno, siamo in grado di avere una voce più forte quando ci avviciniamo a coloro che hanno il potere e l’influenza di consegnare le raccomandazioni contenute in questa campagna. Ma mentre noi patrociniamo i nostri fratelli presso i politici, è ancora più importante considerare che abbiamo anche un avvocato in cielo. La preghiera e il patrocinio sono una combinazione potente e importante.

Come è stato deciso di fare questa petizione?
Abbiamo condotto ampie consultazioni con i cristiani in Siria e in Iraq tra settembre del 2015 e marzo del 2016. Loro ci hanno aiutato ad ottenere una comprensione più chiara di come i cristiani del Medio Oriente intendono vivere il loro ruolo all’interno della società. Inoltre ci hanno mostrato come possiamo stare meglio al loro fianco in Medio Oriente. Le raccomandazioni che sono emerse da queste consultazioni si distinguono sostanzialmente in tre categorie. Queste tre categorie definiscono il contenuto e gli appelli di questa petizione.