Durante la guerra civile in Siria, molte chiese sono state una vera luce nell’oscurità. Una di queste è quella guidata dal pastore Edward, a Damasco. Recentemente abbiamo parlato con lui riguardo le sfide che la Chiesa sta affrontando oggi in Siria. È proprio grazie all’impegno di persone come Edward che Porte Aperte ha potuto dare vita ai Centri di Speranza, luoghi pensati per offrire supporto materiale e spirituale alle vittime della guerra.

“Sono così grato che l’area sia ora pacificata. Basta con la guerra, le bombe, i morti e i feriti. Questo è un grande, grande sollievo per tutti! Con questo intendo dire che l’area di Damasco è ora più sicura, ma non ci sono persone! La gente non vede un futuro qui, non scorge prospettive e la frustrazione sembra avere la meglio. Quando una guerra finisce solitamente ci si aspetta una rinascita, ma qui non sembra essere andata proprio così. Credo che la Chiesa abbia un ruolo chiave per mantenere viva la speranza! Nel nostro Centro di Speranza abbiamo un’equipe medica che non solo distribuisce medicine a chi è nel bisogno, ma si dedica ad ascoltare e sostenere le persone. Nello stesso edificio si riuniscono piccoli gruppi e vengono svolti incontri di studio biblico e preghiera. Inoltre, abbiamo un team dedicato alle persone con disabilità uditiva, un servizio che sta portando frutti meravigliosi! Il Signore sta cambiando le vite e noi ne siamo testimoni! Chi è affetto da questo tipo di problematica affronta una doppia sfida: la situazione difficile in cui è immerso il Paese e l’emarginazione da parte della società. Per questo stiamo cercando di essere un supporto per loro. Grazie a Dio sta funzionando! Ma non finisce qui, forniamo anche altri tipi di aiuti come la formazione scolastica e professionale dei giovani, per permettere loro di pensare al futuro. La chiesa in Siria ha perso un’intera generazione di giovani, per questo crediamo che una delle priorità sia ricostruire investendo proprio su di loro. La chiesa deve raggiungerli, provvedendo alle loro necessità sia emotive che pratiche, per far crescere una generazione sana e impegnata nei confronti del Paese. Questo compito è grande, ma confidiamo nell’aiuto del Signore”.

Il pastore Edward è rimasto quando la situazione era spaventosa in Siria.

Porte Aperte si sta impegnando per la nascita di 20 Centri di Speranza entro la fine del 2018 (e almeno 60 per il 2020 sparsi in tutta la Siria), permettendo così alla Chiesa di essere strumento di supporto, sviluppo e speranza per il Paese.

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